www.resistenze.org - popoli resistenti - libano - 28-11-06

Da www.vermelho.org.br
Giornale telematico del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
 
Libano: l’importanza di resistere in uno scenario di genocidi
 
Resistere in uno scenario di crimini, conflitti, distruzioni e massacri. Centinaia di interventi in quattro gruppi di lavoro – Assi strategici e resistenza, Media, Aspetti giuridici e Ricostruzione – hanno richiamato l’attenzione su questa drammatica realtà provocata dalle politiche interventiste e dalla guerra. Ciò ha caratterizzato i lavori svolti questo venerdì (17/11) a Beirut , durante l’Incontro Internazionale di Appoggio alla Resistenza in Libano.
 
José Reinaldo Carvalho, da Beirut
 
Molte analisi sono state fatte in merito alla visione che gli Stati Uniti hanno del Medio Oriente, considerata come una regione di “vuoto strategico” che spetta alla superpotenza controllare. Washington opera in questo scenario mirando ad imporre la sua autorità, “a riempire il vuoto strategico” e a controllare le immense fonti di risorse energetiche. Per questo, come hanno rilevato molti oratori, i nordamericani hanno scatenato la guerra contro l’Iraq, stanno minacciando l’Iran e la Siria e incoraggiano Israele nella sua guerra aperta contro il Libano, nello stesso momento in cui appoggiano lo Stato sionista nella sua politica tesa ad impedire l’instaurazione di uno Stato palestinese e a proseguire nel massacro di questo popolo.
 
A tal riguardo, sono stati di particolare rilievo i dibattiti sul comportamento israeliano, che tanto nella guerra del Libano quanto in Palestina ha l’appoggio nordamericano, che ha assunto un carattere genocida, non trattandosi solo di azioni militari contro le forze regolari e irregolari della Resistenza, ma anche della distruzione sistematica di popolazioni intere, come è avvenuto anche in Iraq sotto l’occupazione nordamericana.
 
Diversi partecipanti all’Incontro hanno denunciato la politica statunitense riguardo all’attuale crisi politica in Libano. Essi sostengono che gli Stati Uniti stanno offrendo tutto l’appoggio alla fazione che ha realizzato la cosiddetta Rivoluzione del 14 marzo, e fanno risalire all’imperialismo nordamericano la decisione di creare un tribunale internazionale per giudicare il caso Hariri. Come è noto, gli Stati Uniti attribuiscono alla Siria e ai suoi alleati in Libano la responsabilità per l’assassinio dell’ex primo ministro Rafic Hariri.
 
Scontro di civiltà
 
Molti interventi si sono concentrati sul tema religioso e culturale, combattendo la tesi dello “scontro di civiltà” che ispira l’orientamento della politica estera dei neoconservatori nordamericani. Appartenenti a differenti ideologie e confessioni religiose considerano “pericolosa” l’ideologia che i nordamericani e gli israeliani pretendono di attribuire agli attuali conflitti – ideologia che pone l’Islam nel campo dei nemici, considerandola una religione intollerante e professata da gente di “seconda classe”, argomento usato per giustificare il genocidio.
 
A tal riguardo, uno dei leader più importanti di Hezbollah, il Dr. Ali Fayyad, presidente del Centro di Ricerche e Documentazione Strategiche – istituto di studi politici e teorici del partito sciita – e membro del suo Ufficio Politico, è incisivo: “La nostra azione politica obbedisce esclusivamente a criteri politici. Le divisioni in Libano non sono religiose. La nostra lotta è per la giustizia sociale, la sovranità del paese e la pace. Noi ci opponiamo decisamente all’idea del conflitto religioso tra cristiani e musulmani ed anche all’egemonia di una sola confessione religiosa”.
 
Unità contro Israele e Stati Uniti
 
Tra le molte idee che unificano tanto diversificate plenarie, due godono dell’appoggio unanime dei partecipanti all’Incontro Internazionale di Appoggio alla Resistenza Libanese: che gli imperialisti nordamericani e i loro alleati israeliani stanno subendo una fragorosa sconfitta in Afghanistan, in Iraq, in Libano e in Palestina e che è doveroso unire ampie forze politiche e serrare le file attorno all’idea di resistere al nemico e alle sue occupazioni e aggressioni.
 
In tal senso, è stata salutata come uno straordinario passo in avanti l’unità tra Hezbollah, il Partito Comunista e altre forze nazionali libanesi. L’Incontro proseguirà fino al 19 novembre. I partecipanti hanno visitato i sobborghi della regione sud di Beirut e il Sud del Libano, località che hanno sofferto massicci bombardamenti durante la guerra di aggressione israeliana in luglio e agosto scorsi.
 
Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare