www.resistenze.org - popoli resistenti - libano - 28-12-06

Da: EMEP, Partito del lavoro turco - http://www.emep.org
7 dicembre 2006
 
http://www.solidnet.org
21 dicembre 2006
 
PC libanese: vasta convergenza contro i piani USA
 
Mufid Kuteis, Capo dell'Ufficio Relazioni Internazionali del PC libanese, risponde alle domande del giornale turco EVRENSEL
di Cihan Çelik
 
Diverse organizzazioni nel paese hanno resistito accanto a Hezbollah contro Israele che ha attaccato utilizzando il pretesto dei soldati rapiti. Quando la resistenza era agli inizi, spalla a spalla con i guerriglieri Hezbollah contro i soldati israeliani, c'era anche il Partito comunista libanese (LCP). LCP ha chiamato i suoi militanti alla lotta armata contro l'occupante immediatamente dopo gli attacchi, più di 20 hanno perso la vita durante la resistenza guidata da Hezbollah. Il membro dell'Ufficio Politico e Capo dell'Ufficio Relazioni Internazionali, Mufid Kuteis, ha sottolineato che occorre lottare insieme con le altre forze contrarie all'occupazione su problemi nazionali nel paese e rinunciare alla lotta interna anche se vi fossero punti di vista diversi.
 
Sono molti i partecipanti alla Conferenza internazionale in appoggio della Resistenza libanese in rappresentanza di diversi gruppi sia del Libano che di altri paesi. Democratici, socialisti, comunisti e alcune organizzazioni islamiche riunite attorno ad una piattaforma comune. In qualità di promotore della Conferenza, come giudica questa situazione?
 
La Conferenza internazionale in appoggio della Resistenza libanese è stata realizzata da Hezbollah, dal Partito comunista libanese (LCP), dal National Unity Platform, dal Movimento Popolare e dal Movimento Samidun. LCP ha sostenuto Hezbollah nel corso degli attacchi israeliani ed ha lottato sul suo stesso fronte contro gli occupanti. In questa arena Hezbollah mirava a risolvere la questione nazionale e LCP ha appoggiato Hezbollah. LCP non sostiene solo Hezbollah ma anche tutti quei tentativi nel paese per una soluzione ai problemi nazionali.
 
In alcuni ambiti, particolarmente per gli aspetti socio-economici, giudichiamo l'atteggiamento di Hezbollah inadeguato. Ma ci aspettiamo che questa organizzazione formatasi su base religiosa, cambi e migliori le sue posizioni a riguardo. Per esempio, oggi come oggi il governo libanese ha già sottoscritto politiche neo-liberaliste, ma Hezbollah non ha ancora una posizione chiara sulle privatizzazioni, argomento attualmente in discussione. Dovrebbe dichiarare apertamente l'opposizione alle privatizzazioni. Si vede chiaramente che vi sono differenze tra noi ed Hezbollah su tali questioni.
 
Comunque, come Hezbollah ha sempre affermato, tutte le forze libanesi devono lottare congiuntamente, indipendentemente dalla propria matrice, contro gli occupanti. LCP adotta questa visione e l'appoggia. È indubbio che tra noi ed Hezbollah vi siano differenze profonde. Alcune contrasti sono così radicati da risultare inconciliabili. Nonostante si abbiamo punti di vista diversi, la nostra ricetta chiara e risolutiva, consiste nella lotta congiunta sulle questioni nazionali, rinunciando allo scontro interno.
 
D'altra parte questa è un'esperienza nuova per LCP ed Hezbollah. Siamo consapevoli di procedere su un lungo cammino ma alcuni passi possono esser percorsi insieme a Hezbollah. Vi è indubbiamente anche chi non vede di buon occhio le relazione fra le organizzazioni. Ma è opinione comune nell'amministrazione Hezbollah che la cooperazione sia la giusta direzione; d'altronde sono consci di non aver altre alternative se non la cooperazione con le forze che sostengono la resistenza. I comunisti hanno limiti precisi sulla cooperazione con Hezbollah. Quali sono? Come ho già detto, riteniamo che l'approccio di Hezbollah su taluni problemi è inadeguato.
 
Vorremmo che Hezbollah percepisca chiaramente cosa significhino i piani e gli attacchi imperialisti per la regione nel lungo periodo. Lo scopo ultimo USA è costringere la regione a livello sociale, economico e politico in un quadro di politiche neo-liberaliste. In conclusione riteniamo sia insufficiente cacciare l'esercito israeliano dai Poderi di Shebaa o resistere ad Israele. Deve essere portata avanti una lotta su basi più ampie e deve essere costruita una condivisa linea di condotta per respingere gli attacchi imperialisti alla regione.
 
Cosa suggerisce LCP per superare le ultime crisi di governo in Libano?
 
Per spiegare la crisi attuale, dobbiamo comprendere gli sviluppi verificatisi dalle ultime elezioni. Allora ci opponemmo con forza alle alleanze settarie nel paese, perché avrebbero danneggiato la resistenza. Da un lato Hezbollah con Amel, dall'altro Walid Junblatt e Harriri. L'alleanza di Junblatt-Harriri conquistò la maggioranza in parlamento. Dopo le elezioni, le contraddizioni tra i due schieramenti si sono acuite. L'alleanza "Movimento 14 marzo", guidata da Junblatt e Harriri, ha ritirato alcune promesse elettorali, innanzitutto riguardo l'appoggio alla resistenza.
 
Divergenze sulla presidenza sono seguite ed il Movimento 14 marzo ha dichiarato di disconoscere il Presidente Emil Lahud sostenuto da Hezbollah ed i suoi alleati. Gli scontri non hanno determinato la caduta di governo né della presidenza. Nel frattempo Hezbollah ha proposto di allargare il governo con l'obiettivo di ottenere la maggioranza. La proposta non è stata approvata. Secondo la costituzione libanese il governo deve abbracciare tutte le minoranze etniche del paese. Ma oggi, gli sciiti sono fuori dal governo; questo è il motivo, ha spiegato il Presidente Lahud, per cui il governo ha perso di legittimità.
 
Ora il problema principale riguarda l'elezione della presidenza, prevista fra 6-7 mesi. Ma le elezioni presidenziali sembra non potranno tenersi in quanto mancano gli 86 voti previsti dalla costituzione per eleggere il presidente. Se la maggioranza non raggiunge un accordo sul leader di religione cristiana Michel Aoun sostenuto da Hezbollah ed i suoi alleati, l'elezione presidenziale non si potrà fare e la carica di presidente ad interim sarà assunta dal primo ministro sunnita Fuad Sinyora. In questo processo mentre Sinyora perde il controllo sul governo i Cristiani Maroniti sono preoccupati perché, secondo la costituzione, la presidenza spetta ai cristiani.
 
In queste circostanze non è una soluzione né l'allargamento di governo né la sua dimissione. Suggeriamo sia formato un governo provvisorio che porti il paese a elezioni democratiche con rappresentanza proporzionale. Un parlamento così eletto eleggerà il nuovo presidente e formerà un nuovo governo. Non vi è altra alternativa.
 
In tal caso, quali risultati porteranno le elezioni?
 
I risultati probabilmente saranno opposti agli attuali equilibri in parlamento. Se le elezioni saranno conformi alla legge elettorale proporzionale, LCP avrà almeno 10-12 posti nell'assemblea. La legge di rappresentanza proporzionale sarà probabilmente applicata in molti seggi elettorali e l'opposizione guidata da Hezbollah otterrà la maggioranza nel nuovo parlamento. In ogni caso l'opposizione conquisterà una posizione più forte di quella attuale.
 
Come giudica l'alleanza tra il leader cristiano Michel Aoun e Hezbollah?
 
Se consideriamo la situazione in Libano, l'alleanza tra Hezbollah ed Aoun è un processo positivo, perché limita il possibile conflitto tra cristiani e musulmani. Le proposte di Aoun sono inoltre generalmente proposte democratiche.
 
Cosa pensa LCP della forza delle Nazioni Unite UNIFIL?
 
Noi siamo del tutto contrari allo spiegamento di UNIFIL in Libano. Secondo noi, questa forza è un colpo politico al popolo ed alla resistenza libanese. La risoluzione 1701 dell'ONU mira a completare il lavoro che non poteva essere portato a termine dalle forze di occupazione. Perché UNIFIL è stato schierato solamente lungo i confini libanesi? Perché non è stato schierato in Israele? Secondo la decisione dell'ONU, UNIFIL dovrebbe aiutare l'esercito libanese, dovrebbe essere chiamato in soccorso ovunque l'esercito libanese ne faccia richiesta. Ma, oggi, siamo testimoni di una diversa interpretazione della risoluzione: per esempio, la Germania dice che UNIFIL opera per la sicurezza di Israele e la Francia parla di controllo dello spazio aereo libanese; altri suggeriscono il dispiegamento delle forze sul confine libano-siriano.
 
Ci aspettiamo che i compagni che vivono nei paesi partecipati a UNIFIL, si levino in appoggio della resistenza libanese e non permettano che la Forza ONU venga usata contro Hezbollah, la resistenza ed il popolo libanese.
 
Per concludere, potrebbe delineare la lotta di classe in Libano?
 
In Libano, non possiamo chiamare alcuna formazione "classe operaia" nel senso marxista, né parlare di industria. Gli impianti di produzione nel quartieri poveri del sud e del nord sono tutti di dimensione ridotta. Sono impianti di piccola scala con 5-10 lavoratori. Questa realtà comporta un'interazione limitata fra lavoratori. Anche nelle fabbriche maggiori, al più cinque in tutto il paese; non ci sono oltre 50-100 lavoratori, cosa che ci costringe a stabilire relazioni separate con tutti i piccoli gruppi.
 
(Beirut/EVRENSEL)
 
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare