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Fonte: Partito del Lavoro del Belgio

http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?lang=2&obid=33603

da: Partito comunista libanese

26/01/2007

 

Libano unito di fronte all'incubo della guerra civile

 

Ancora una volta il Libano vive l'incubo di una eventuale guerra civile che minaccia i cittadini, i giovani e i poveri, soprattutto, che ne pagheranno il prezzo con il loro sangue, e l'avvenire e l'integrità del paese. Ancora una volta, il regime politico riproduce le circostanze della guerra civile che trasforma il Libano in paese aperto ai progetti esterni, internazionali e locali, tra cui, in particolare, il progetto statunitense, che mira, oggi, ad uno spezzettamento della regione araba in entità confessionali ed etniche con il fine di limitare gli effetti del conflitto arabo-israeliano e di coinvolgere i popoli arabi in lotte intestine che consegneranno le ricchezze delle loro terre alla dominazione completa degli Stati Uniti.

 

In questa congiuntura, gli appelli alla saggezza e alla moderazione lanciati dalla classe politica non sono sufficienti, perché coloro i quali devono agire in modo ragionevole, non sono i giovani che marciano per le strade di Beirut e di altre città libanesi, ma i leader politici e confessionali che hanno trasformato i giovani in strumenti dello loro ambizioni e che hanno mobilitato gli istinti confessionali a tal punto che é stato impossibile frenarli. Il nostro appello alla saggezza è indirizzato in maniera particolare al governo che deve rassegnare immediatamente le dimissioni al fine di fornire una strada per l'uscita dalla crisi del paese.

 

Il nostro appello si indirizza al primo ministro e a ciò che resta del suo governo che crede di poter approfittare ancora dell'aiuto esterno contro il proprio popolo: questa non è un'accusa senza fondamento, perché  il discorso di Condoleeza Rice, ieri, giovedì, durante la terza conferenza di Parigi, ne è la prova tangibile e conferma il fatto che questo governo è, sotto ogni aspetto, il principale responsabile dell'impasse in cui si trova il paese. 

 

In tale contesto, i vari partiti dell'opposizione non sono esenti da responsabilità, perché non hanno saputo, fino ad ora, redigere un vero programma di riforma democratica che avrebbe potuto, esso solo, trovare la soluzione adeguata alla crisi di fondo del Libano: non ci si può nascondere  dietro l'escalation delle azioni  impiegate, perché ciò non fa che offrire degli alibi al governo nei propri tentativi partigiani e confessionali.

 

Il partito comunista libanese lancia un appello urgente a tutti i libanesi di tutte le religioni e di tutte le confessioni, ai giovani, agli operai, ai contadini, ai funzionari e agli intellettuali. Li chiama ad unirsi attorno ai propri interessi patriottici e socioeconomici, contro i tentativi di divisione su base confessionale.

 

Li chiama a fronteggiare gli obiettivi del regime confessionale di classe che minaccia l'unità del nostro paese e che tenta di sacrificarci, una volta ancora, sull'altare delle tutele straniere.

 

Li chiama a far fronte ai concreti progetti miranti al loro impoverimento, all'aumento del debito pubblico e della corruzione, a una nuova ondata di immigrazione dei giovani, ma anche per la conservazione dei diritti acquisiti che il movimento rivendicativo aveva realizzato.

 

Chiama, ognuno nella posizione che occupa, a far pressione affinché  il governo attuale rassegni le dimissioni e ceda il posto ad un governo provvisorio con più ampie prerogative in vista di nuove elezioni con il sistema proporzionale, al posto delle quote confessionali. Nascerebbero assemblee popolari in grado di esprimere gli interessi del popolo libanese intero e che farebbero del Libano il punto di partenza di un progetto arabo progressista e democratico.

 

Il nostro partito chiama i giovani del Libano, gli operai, i quadri, gli intellettuali e gli artisti a partecipare ad ogni attività per cacciare il governo di Siniora, o ciò che ne resta, ma anche a far pressione su alcuni partiti dell'opposizione a correggere la loro traiettoria, sia verso il progetto americano in Libano e nella regione sia nell'elaborazione di un programma di riforma democratica, il solo capace di salvaguardare il popolo libanese dalla crisi che lo immobilizza e dai pericoli che lo minacciano.

 

Ufficio politico del Partito comunista libanese

Beirut, 26 gennaio 2007

 

traduzione di Stefano Pancaldi per www.resistenze.org