www.resistenze.org - popoli resistenti - libano - 24-05-07

da www.forumpalestina.org
 
A Beirut dal 10 al 15 settembre 07, con il Comitato Per non dimenticare Sabra e Shatila, in solidarietà con i profughi palestinesi
 
Cari compagni,
 
qui di seguito trovate l'appello del Comitato Per non dimenticare Sabra e Shatila, per l'iniziativa di solidarietà con i profughi palestinesi in Libano. Anche quest'anno torneremo a Beirut il prossimo settembre per manifestare in ricordo delle vittime del massacro del 1982, continuando il lavoro del nostro amato compagno Stefano Chiarini.
 
Per preghiera di diffusione,
 
Stefania Limiti, Comitato Per non dimenticare Sabra e Shatila
 
Cari compagni,
 
come abbiamo annunciato in varie occasioni, stiamo lavorando per organizzare anche quest'anno una delegazione che si recherà in Libano in occasione dell' anniversario dell' eccidio di Sabra e Chatila: le difficoltà e la tristezza che ci accompagnano dopo la scomparsa del nostro amato Stefano potete immaginarle.
 
In queste settimane abbiamo avuto una serie di contatti con i nostri amici libanesi e palestinesi, dal coordinatore delle Ong palestinesi e arabe in Libano Qassem Aina, al direttore del quotidiano progressista libanese Talal Salman per finire con le autorit à locali del comune di Gobheiri - il municipio nel cui territorio si trova il campo di Chatila: tutti ci hanno confermato l'utilità di una nostra presenza a Beirut, soprattutto dopo i recenti fatti che hanno riportato drammaticamente alla ribalta delle cronache internazionali l'esistenza dei campi profughi palestinesi in Libano. Il gioco al massacro continua sulla pelle dei rifugiati dimenticati nei ghetti del Libano dal 1948: le provocazioni e le uccisioni parte di gruppi contro cui gli stessi palestinesi hanno lanciato da tempo l'allarme riconfermato il preoccupante uso del terrore per rendere marginali le organizzazioni che, insieme ai palestinesi, si oppongono alle occupazioni USA e israeliana nell'area mediorientale e per accendere la miccia di una possibile guerra civile.
 
Il quadro di crescente tensione ci conferma la necessità una iniziativa tesa a rompere l'isolamento dei palestinesi e dei loro sostenitori. Per questo abbiamo confermato proprio nello spirito condiviso con Stefano la presenza di una delegazione italiana a Beirut nei giorni in cui saranno ricordati i martiri di Sabra e Chatila con i seguenti obiettivi:
 
1) Ricordare la necessità di continuare la lotta per non dimenticare l’eccidio del 1982 e per chiedere che sia resa giustizia alle vittime di quell’offesa alla vita.
 
2) Ricordare al mondo la tragica situazione dei profughi palestinesi in Libano – ulteriormente peggiorata dopo il recente conflitto - le discriminazioni di cui sono vittime per quanto riguarda il lavoro e il diritto alla proprietà immobiliare e la necessità, se si vuole arrivare alla pace, che siano riconosciuti i loro diritti a cominciare da quello al ritorno (realizzabile poi con un accordo tra le parti).
 
3) Sostenere la resistenza palestinese e libanese e l’indipendenza e la sovranità del Libano e della Siria di fronte al tentativo Usa di soffiare sul fuoco delle differenze etniche e religiose per riassumere (insieme alla Francia) una sorta di mandato coloniale sul Libano e utilizzare la Repubblica dei Cedri per portare avanti un progetto di destabilizzazione e di frammentazione, nonostante i tragici risultati dell’esperienza irachena, della Repubblica Araba di Siria
 
4)Rivendicare il diritto di ogni popolo a lottare contro il proprio occupante e sostenere le popolazioni libanesi messe in ginocchio dall'invasione e dai bombardamenti, criminali, che gli israeliani hanno compiuto la scorsa estate.
 
Gli appuntamenti principali del viaggio (sperando di potervi fornire al più presto un’agenda più esatta):
 
1) Visitare i campi profughi palestinesi (Beirut, Tripoli, Sidone, Valle della Beqaa) ed esprimere la nostra solidarietà ai rifugiati, alle loro organizzazioni politiche, alle forze della resistenza palestinese e ai parenti delle vittime dell’eccidio del 1982.
 
Incontrare il nuovo rappresentante dell’Olp a Beirut.
 
2) Visitare i quartieri meridionali di Beirut e il Sud del paese nella zona di confine con Israele e incontrare gli esponenti locali della resistenza libanese (Hezbollah) per esprimergli la nostra solidarietà e amicizia contro l'occupante israeliano;
 
3) Visitare la città di Sidone e incontrare il sindaco progressista della città
 
4) Incontrare i rappresentanti delle istituzioni e del parlamento dal presidente della repubblica Emile Lahoud a quello del parlamento, Nabih Berri, alle commissioni diritti umani ed esteri del parlamento, per esprimere loro la nostra solidarietà nei confronti dei tentativi di esasperare le tensioni confessionali, dividere le forze politiche, spezzare i tradizionali rapporti storici, umani, culturali e politici tra il Libano e la Siria, disarmare la resistenza palestinese e libanese, arrivare ad un nuovo trattato di pace separato tra il Libano e Israele.
 
Da tener presente che quest’anno il nostro viaggio precederà di pochi giorni la contestatissima elezione del Capo dello Stato: dunque è possibile che alcuni incontri istituzionali possano saltare. Per quanto riguarda i palestinesi esprimeremo ai rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche, nel rispetto della sovranità libanese, l’augurio che siano rimossi gli ostacoli legislativi ad una piena parità di diritti nel campo del lavoro e della proprietà per i rifugiati palestinesi. Il tutto nel rifiuto di ogni progetto teso a naturalizzare i palestinesi in Libano cancellando il loro diritto al ritorno sancito dalla risoluzione dell’Onu 194.
 
Più in generale è nostra intenzione smentire nei fatti, con la nostra presenza, la teoria di uno «scontro di civiltà» sostenuta dall’Amministrazione Usa, ma anche dai settori islamisti più radicali, come quelli protagonisti del grave assedio del campo di Nahr Al-Bared, e già presenti nel campo di Ain al-Hilweh nei pressi di Sidone. A tale riguardo riteniamo della massima importanza sostenere il lavoro svolto dai ragazzi di questo campo (di oltre 70.000 abitanti) dalla Ong Beit Atfal Assoumud (nostra partner nel viaggio) unico vero argine al lavoro dei gruppi estremisti fondamentalisti.
 
Al di là di queste attività, naturalmente, porteremo anche quest’anno i nostri fiori alla fossa comune all’ingresso del campo di Chatila con le Ong palestinesi, i rappresentanti del comune di Ghobeiry, le forze politiche palestinesi e libanesi della periferia nel giorno dell’anniversario della strage.
 
Il viaggio sarà per tanti di noi, sicuramente per tutti coloro che lo hanno conosciuto, l'occasione per continuare il lavoro iniziato da Stefano Chiarini in favore dei rifugiati palestinesi : ricorderemo in varie iniziative la sua figura di intellettuale e di militante, senza il cui impegno non sarebbe esistito il Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila.