www.resistenze.org - popoli resistenti - libano - 18-10-07 - n. 199

Da Civilizacionsocialista
http://civilizacionsocialista.blogspot.com/2007/10/el-partido-comunista-libans-la.html
 
Il Partito Comunista Libanese, la resistenza e Hezbollah.
 
“La resistenza fa parte della nostra cultura e della nostra storia”. Intervista a Khaled Hadadeh, segretario generale del Partito Comunista Libanese
 
Agosto 2007
 
Quella che proponiamo è la versione in spagnolo (curata dai compagni del Partito Comunista dei Popoli di Spagna - PCPE) dell’intervista al segretario generale del PC Libanese, curata da Chris Den Hond, Mireille Court e Nicolas Qalander pubblicata in francese in http://www.aloufok.net/article.php3?id_article=4167 e ripresa in http://www.michelcollon.info
 
Il Partito Comunista Libanese, PCL, partecipa alla resistenza contro l’occupazione israeliana, resistenza politica, sociale e armata, nonostante i pochi mezzi a sua disposizione. Abbiamo trascorso un giorno intero a Jamaliya, nella valle della Beca, dove 7 militanti comunisti sono caduti con le armi in pugno durante un’operazione israeliana nell’agosto 2006. E’ qui che ci siamo incontrati con Khaled Hadadeh, segretario generale del PCL.
 
D. E’ diversa la diplomazia francese oggi con Sarkozy da quella di Chirac o di Bush, per quanto riguarda il Medio Oriente?
 
R. Si constata una modifica del modo con cui il governo francese conduce la sua politica in Libano e nel Medio Oriente in generale, ma non è un cambiamento importante. E’ più che altro una risposta a ciò che succede in Iraq. Con la ritirata del potere nordamericano, sembrerebbe che l’Unione Europea intenda approfittare di questa debolezza per recuperare il terreno perduto. Ho l’impressione che il nuovo governo francese tenti di compensare ciò che ha perduto durante l’occupazione dell’Iraq e con la caduta di Saddam Hussein, ma ciò non modifica molto le cose nel conflitto arabo-israeliano. L’Unione Europea ha sempre avuto le stesse relazioni, e in generale gli stessi punti di vista del governo nordamericano, come se essi fossero complementari nella difesa degli interessi di Israele nella regione. La soluzione di pace, auspicata dall’UE e dal governo nordamericano, tende a preservare gli interessi militari e politici israeliani nella regione.
 
D. In un recente comunicato stampa, il PCL si dice favorevole ad una modifica della costituzione per cambiare il modello confessionale del Libano. Perché?
 
R. Il modello confessionale del Libano sta all’origine dei problemi e delle guerre civili fin dalla creazione del grande Libano nel 1926. Fu il rappresentante del mandato francese in Libano che lo impose e fino ad oggi si sono susseguite le guerre civili di carattere confessionale. La classe politica del Libano è come una classe feudale, dove i gruppi umani geograficamente ben delimitati seguono un capo politico o tribale e dove il regime libanese riflette un’unione di signori feudali che rappresentano gli interessi della propria comunità. Inoltre, questa logica spinge i capi dei gruppi a ricercare l’appoggio di forze straniere per consolidare il loro potere. Questa composizione confessionale rende il Libano instabile, in un contesto di instabilità regionale. Qualsiasi cambiamento nei rapporti di forza regionali si riflette in Libano in forma di guerra civile, perché il Libano è l’anello debole della regione con il sistema politico più fragile. Pensiamo che questo sistema confessionale e clientelare si sia trasformato nella causa principale del problema del Libano. Proponiamo un principio di soluzione attraverso la creazione di un sistema laico e democratico in Libano, che si basi su una riforma politica che abbandoni il sistema confessionale e approvi una nuova legge elettorale basata sulla proporzionalità. Un Senato potrebbe allora rappresentare gli interessi delle diverse confessioni.
 
D. Il PCL è favorevole alla resistenza contro Israele?
 
R. Il Partito Comunista non solo appoggia la resistenza, ma ha anche dato inizio alla resistenza. Abbiamo cominciato negli anni 60 con la creazione della guardia popolare per far fronte alle aggressioni israeliane in Libano. Durante l’invasione del Libano nel 1982, il Partito e altre organizzazioni comuniste lanciarono il Fronte di resistenza nazionale libanese che liberò Beirut e la parte occupata del Libano fino al fiume Litani tra il 1982 e il 1985. La resistenza contro l’occupazione israeliana fa parte della nostra cultura e della nostra storia. Lottiamo anche per un cambiamento democratico in Libano. Ciò che distingue la nostra resistenza nazionale dalla resistenza oggi dominata da Hezbollah è che noi vogliamo una resistenza con una caratterizzazione nazionale globale, e non con un aspetto confessionale. La resistenza che vogliamo è una resistenza che unisce la liberazione dei territori occupati e il cambiamento democratico laico in Libano. Ci siamo sempre considerati parte della resistenza, anche se la nostra partecipazione nell’ultimo periodo è apparsa un po’ più debole a causa della debolezza dei nostri mezzi logistici.
 
I partiti politici del Libano, eccetto il Partito Comunista Libanese, sono tutti di carattere confessionale. Hezbollah non è l’unico partito islamico. La Corrente del Futuro, presieduta dal signor Hariri, è una corrente sunnita, e pertanto islamica. Questa corrente diventa anche uno spazio per l’emersione di correnti islamiche integraliste come Al Qaeda. Il Partito Socialista è un partito druso, che difende il punto di vista druso. Le Forze Libanesi sono un partito integralista cristiano. Tutti i partiti libanesi hanno carattere confessionale, non solo Hezbollah. Il nostro partito ha pagato a caro prezzo la sua posizione laica e democratica. Negli anni 80 ci siamo scontrati con le forze sciite, Amal e Hezbollah. Negli anni 70 ci siamo scontrati con le forze cristiane. Nostri compagni di origine cristiana furono assassinati o sequestrati nelle loro abitazioni nella regione dominata dalle Forze Libanesi. Gli integralisti sunniti che ora stanno con la corrente di Hariri e la Corrente del Futuro a Tripoli ci hanno fatto pagare un prezzo molto alto, uccidendo nostri compagni a Tripoli. Tutte le forze integraliste confessionali hanno assassinato nostri compagni.
 
D. E’ cambiata Hezbollah?
 
R. Con Hezbollah la situazione è un poco differente. Dopo gli anni 80 Hezbollah è cambiata. Ha cambiato le sue relazioni con il nostro partito e il resto delle forze della resistenza. Credo che Hezbollah si sia convinta di non poter creare uno stato islamico in Libano. Hassan Nasrallah lo ha detto nel suo ultimo discorso, quando ha parlato di due verità. Non rivendica l’idea di uno stato islamico, al contrario di quanto ha fatto in altri periodi, quando altri clan rivendicavano uno stato per i cristiani o che ogni regione fosse diretta da un clan. Nasrallah ha abbandonato questa opzione. Chiede uno stato condiviso da tutti i libanesi. Pone anche l’accento sul ruolo nazionale della resistenza attraverso i partiti che l’hanno iniziata, attraverso il nostro partito. Infine, la relazione tra Hezbollah e PCL nel corso dell’ultima guerra ha creato legami più stretti tra i nostri militanti e i partigiani di Hezbollah. Questi fattori ci portano a dire che la possibilità di un lavoro comune tra il Partito Comunista Libanese e Hezbollah è reale. E’ chiaro che questa cooperazione non si è trasformata in un’alleanza forte tra i due partiti, poiché ci sono ancora problemi seri, come il fatto che Hezbollah non mette sufficientemente in relazione il processo di liberazione dall’oppressore straniero e il processo di cambiamento democratico e sociale in Libano.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare