www.resistenze.org - popoli resistenti - libano - 16-05-08 - n. 228

da P.C. Libanese - www.lcparty.org/080512-1.html
 
La nuova guerra: responsabilità e soluzioni
 
di Marie Debs
 
La situazione in Libano è molto pericolosa, perché gli scontri tra "maggioranza" e "opposizione" si vanno estendono a tutte le regioni che avevano già vissuto la guerra civile tra il 1975 e il 1990.
 
Il governo di Fouad Sanioura ha commesso un errore madornale assumendo decisioni affrettate concernenti la Resistenza ed Hezbollah, tra cui la più grave è stata l'interruzione della rete telefonica concessa alla resistenza. Perché queste decisioni sono fatali? Perché sono immediatamente successive alla notizia proveniente da Israele relativa al fallimento di un'operazione contro la periferia sud di Beirut che avrebbe dovuto avere luogo il 25 aprile e che aveva come obiettivo l'assassinio di Hassan Nasrallah e del suo Stato Maggiore... Operazione appunto nei pressi dell'aeroporto internazionale di Beirut.
 
Fa pensare che siano gli Stati Uniti ad aver ordinato tali misure, anche se Walid Joumblat ha condotto una campagna esagerata contro la rete di comunicazioni di Hezbollah... Come avevo già sostenuto, la venuta di Davide Walsh, consigliere di Condoleeza Rice, ha inasprito le tensioni esistenti già così complicate a causa dell'atteggiamento di taluni governi europei, tra cui quello di Berlusconi che chiede un rinforzo e un dispiegamento di Finul sulle frontiere con la Siria (che ne modifica sostanzialmente il ruolo), né i cambiamenti di Finul già attuati in certi settori del sud del Libano.
 
Del resto è di queste ore la venuta in tutta fretta dello stesso Davide Walsh al Cairo, durante l'incontro dei ministri degli esteri arabi, per avanzare a Amro Moussa la richiesta di una decisione muscolare contro Hezbollah e la Siria a seguito degli ultimi avvenimenti libanesi. Bisogna aggiungere che Washington vorrebbe far pagare al Libano, e soprattutto a Hezbollah, la cocente sconfitta dell'estate 2006, e poiché Israele non è pronto, l'ordine di neutralizzare il partito di Hezbollah è stato impartito agli "amici" libanesi e arabi (i sauditi, gli egiziani, i giordani …). In questo senso sono da intendersi l'assassinio di Imad Moghnieh, l'operazione del 25 aprile e tutte le violazioni che quotidianamente vengono sferrate contro il nostro territorio, oltre alle violente campagne di Saad Hariri e Walid Joumblat contro Damasco, Tehran ed Hezbollah.
 
Beninteso, l'opposizione è anch'essa colpevole, poiché se è comprensibile che Hassan Nasrallah tenti la difesa delle armi, ha ignorato ciò che si paventava già dalla fine dell'aggressione israeliana del 2006, ossia il rischio di una guerra sunnita-sciita, o quello che due anni orsono avevo chiamo l'irachizzazione del Libano, tanto più che i fondamentalisti sunniti tra cui Al Qaëda ed altre frange del genere, sono oramai ben presenti in Libano (vedi ciò che è accaduto a Nahr elBared col Fath alIslam).
 
I combattimenti si estendono a macchia d'olio e, anche se si fermano, oramai gli spiriti sono surriscaldati: è già iniziata una sorta di guerra civile, anche se gli oppositori a Sanioura dicono che è una guerra della Resistenza contro il progetto statunitense nella regione.
 
L'unica via d'uscita, improrogabile, è un ritorno al dialogo. Considerando che però il dialogo interconfessionale ben difficilmente può dare frutti, riteniamo indispensabile venga aperto un confronto tra tutte le forze politiche, quelle non confessionali e con i rappresentanti della società civile, in special modo i sindacati. Questo dialogo dovrà porsi come obiettivi l'elezione di un nuovo presidente della Repubblica e la formazione di un governo di transizione i cui compiti saranno:
 
-         La formazione dell'Alta Commissione per la soppressione del sistema confessionale, secondo l'accordo di Taëf.
-         L'instaurazione di una nuova legge elettorale non confessionale.
-         La ricomposizione del Consiglio economico e sociale per studiare le misure necessarie utili a trarre fuori il Libano dall'odierna crisi.
-         La definizione di una posizione riguardo le relazioni siriano-libanesi.
 
Questi gli obiettivi di minima per un governo "di scopo e a termine" (6 mesi), indispensabili se si vuol evitare che il Libano precipiti definitivamente nel caos.
 
Chiediamo alle forze politiche della sinistra europea, e al Partito Comunista Francese in particolare, uno sforzo comunicativo in tal senso.
 
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare