www.resistenze.org
- popoli resistenti - libano - - n. 256
da www.ptb.be/fr/nouvelles/article/article/qui-a-lance-des-roquettes-au-liban.html
Chi ha lanciato razzi dal Libano?
08/01/2009
Mentre il governo israeliano si trovava con le spalle al muro, a causa dei crimini che i suoi soldati commettono a Gaza, e mentre l’ONU vietava la presenza di armi nella scuola dove si erano rifugiati centinaia di civili, di cui quarantatre feriti dai tiri dell’aviazione e dei carri che formano un muro di fuoco attorno a Gaza, ecco che dei razzi partono dal Libano per esplodere dall’altra parte della frontiera…. Chi trae vantaggio da questo?
di Marie Nassif-Debs (*)
Beirut, 8 gennaio 2009. Anche se Israele ha negato la responsabilità di Hezbollah su questi razzi, la situazione inizia a prendere una nuova piega. I crimini contro l’umanità a Gaza sono ignorati da alcuni dirigenti internazionali che hanno deciso di volgere lo sguardo verso una direzione: la resistenza patriottica del Libano, di cui alcuni non hanno smesso di chiedere la resa, soprattutto dopo la disfatta da essa inflitta nel 2006 alle truppe di Tel Aviv. D’altronde, fin dai primi giorni dell’aggressione militare a Gaza, gli israeliani avevano contemplato la possibilità di un nuovo attacco verso il Libano. Essi pensavano, senza alcun dubbio, che la vittoria sarebbe stata rapida a Gaza e che l’esercito messo in campo per portare a casa questa vittoria, avrebbe potuto realizzare ciò che non era riuscito nel 2006… Ciò consentirebbe ai "falchi" israeliani (i Livni, Olmert…) di migliorare la posizione nella corsa al posto di Primo ministro….
A partire da questa analisi, ci si aspettava, nei paesi arabi, un nuovo bagno di sangue prima della fine del mandato di Goerge W. Bush; ma quello che non ci si aspettava era il silenzio e la complicità da parte dell’Unione Europea, e, sia ben inteso, anche della Lega Araba che si limita a condannare quello che il suo Segretario generale chiama "aggressione israeliana", mentre l’Egitto chiude (come Isralele) i valichi di passaggio con la regione di Gaza e mentre l’Arabia Saudita e gli altri rappresentanti nella "sfera di influenza statunitense" nella regione non considerano necessario prendere misure che siano in grado di fermare l’aggressione. Questo porta a domandarci: perché Hugo Chavez può decidere di porre fine alle relazioni diplomatiche con lo stato di Israele, che pratica il terrorismo di stato senza vergogna, mentre l’Egitto, la Giordania, il Qatar e il Marocco preservano gelosamente le delegazioni israeliane sui loro territori? Perché gli Arabi continuano a rifornire Israele di petrolio e gas mentre i palestinesi a Gaza ne sono privati e mentre i feriti muoiono, non solo a causa della mancanza di medicinali, ma anche per l’assenza di risorse energetiche?
La situazione in Medio Oriente diventa sempre più chiara. Quello che gli Stati Uniti e gli israeliani vogliono è dare un nuovo slancio al progetto di un "Nuovo Medio Oriente", nel quale non c’è posto per le resistenze armate, per i governi che si oppongono e, soprattutto, non c’è spazio per la rinascita di uno Stato palestinese.
John Bolton ha confermato, due giorni fa, quello che noi avevamo sostenuto riguardo l’epurazione, dalla parte di territorio palestinese occupato nel 1948, degli arabi rimasti. Gli arresti di centinaia di palestinesi di sinistra sono sintomatici.
Inoltre, i responsabili statunitensi hanno rivolto la loro attenzione anche sul Libano. E, siccome Israele ha bisogno di un alibi solido per attaccare il paese - anche se la presenza della UNIFIL (Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite, ndt) nel Sud del Libano non è così di intralcio per il loro progetto, dal momento che queste forze non hanno reagito come dovevano alle violazioni israeliane sul territorio libanese - i razzi lanciati dal Libano sarebbero il pretesto ideale per giustificare un’ulteriore aggressione che non necessariamente dovrebbe essere un attacco di terra, ma potrebbe avvenire attraverso raid aerei contro le città libanesi e contro i punti strategici del paese. Ecco il motivo per cui noi crediamo che i razzi contro Israele non possano che essere stati lanciati da amici israeliani in Libano. Bisogna sempre chiedersi: chi trae vantaggio da questo crimine?
Riteniamo, nonostante tutto, che il governo di Tel Aviv debba riflettere prima di commettere questa aggressione.
(*) Marie Nassif-Debs è membro dell’Ufficio politico del Partito Comunista Libanese.