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- popoli resistenti - libano - 06-05-09 - n. 272
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
In occasione del Primo Maggio e sulle nuove aggressioni israeliane
Cari compagni della dirigenza dei Partiti comunisti e operai,
In occasione del Primo Maggio, il giorno internazionale dei lavoratori, l'Ufficio politico del Partito comunista libanese vi porge i suoi più grandi saluti e afferma la centralità dello sviluppo della nostra comune lotta alla crisi capitalista e ai suoi riflessi negativi sulla classe proletaria.
Anche l'Ufficio politico del Partito comunista libanese, in accordo con le decisioni scaturite dal suo X congresso, sostiene la grande importanza delle questioni di classe per affrontare la mondializzazione neo-liberista a tutti i livelli, a partire dall’economia fino alla maturazione delle trasformazioni sociali che si fanno sempre più incalzanti.
Cari compagni
Quest’anno in Libano il Primo Maggio è giunto assieme ad una notevole intensificazione, diretta e indiretta, di aggressioni israeliane contro il nostro popolo e il nostro paese.
Direttamente, nelle ultime tre settimane, e in particolare negli ultimi giorni, si è scoperto che Israele ha impiantato reti terroristiche e di sabotaggio nel sud del Libano e in altre regioni del paese. Gli scopi israeliani non solo riguardano lo spionaggio della resistenza (nazionale e islamica), ma anche il compimento di azioni criminali, come omicidi, autobombe, ecc., che hanno creato caos nella situazione libanese, già in crisi a causa della forte divisione (settaria) tra le coalizioni della classe al potere sul nuovo modo in cui ripartire tra loro i benefici delle elezioni parlamentari che si svolgeranno il 7 giugno prossimo.
Indirettamente, questi interventi israeliani li rappresentano all’interno della situazione politica e di sicurezza attraverso le nuove manovre chiamate "Punto di cambio 3", che sono uniche in Israele e di cui l'aggressione al Libano nell'estate 2006 fa parte.
Tali manovre, a cui parteciperanno tutti gli organi ufficiali, il governo, il consiglio dei ministri ristretto, si concentreranno alle frontiere libanesi, secondo le informazioni pubblicate, con la partecipazione delle forze terrestri e di centinaia di aerei da guerra.
Gli obiettivi di queste manovre possono essere sintetizzati nel seguente modo:
Primo: la preparazione di una nuova aggressione al Libano. Questo è ciò che Israele sta cercando, per vendetta, dopo aver fallito nella sua aggressione dell'estate 2006. D'altro canto, vuole spegnere i riflessi del suo fallimento che ha sconvolto la società israeliana e spinto molti giovani alla migrazione in rifiuto della guerra.
Secondo: incidere sulla posizione internazionale che ha rifiutato, fino ad ora, l’accostamento artificiale tra "resistenza" e "terrorismo".
Terzo: incidere sulla posizione dell'Unione Europea, che ha temporaneamente sospeso, dopo la selvaggia aggressione su Gaza, l’attuazione dell’accordo di cooperazione strategico che ha preso forma dopo l'elezione del presidente francese, Nicolas Sarkozy, e che avrebbe dovuto essere attuato nel maggio 2009.
Quarto: incidere sul clima politico in Libano, perché queste manovre si svolgono pochi giorni prima delle elezioni parlamentari.
Inoltre vorremmo attirare la vostra attenzione riguardo alcune informazioni trapelate che indicano come Israele in queste operazioni possa utilizzare alcune basi militari americane localizzate nella parte orientale del Mediterraneo, oltre ad un certo supporto logistico della NATO.
Secondo quanto è stato detto, l'Ufficio politico del Partito comunista libanese spera che tutti i compagni della dirigenza dei Partiti comunisti e operai seguano questa pericolosa questione e prendano una decisione chiara riguardo questi preparativi per nuove aggressioni, sui loro obiettivi e sui partecipanti.
Il Partito comunista libanese spera anche che tutti i Partiti comunisti e operai dei paesi impiegati come base di partenza per le manovre, o dei paesi che ospitano comandi NATO, si adoperino per quanto necessario al fine di limitare tali azioni aggressive, raccomandando la cancellazione dell’accordo strategico euro-israeliano o un suo rinvio.
Marie-Nassif Debs
Beirut, 30 aprile 2009