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Dal Libano alla Siria, il Centro Khiam denuncia le torture perpetrate da Israele

Centro Al-Khayam | investigaction.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

29/10/2025

Nel silenzio dei governi, cittadini libanesi e siriani vengono detenuti in Israele o addirittura scompaiono. Il Centro Khiam porta la voce di queste famiglie davanti alle organizzazioni internazionali per ritrovare le tracce dei dispersi e spingere per il loro rilascio.

I libanesi detenuti e scomparsi, intrappolati tra l'incudine dell'abbandono del governo libanese e il martello della debolezza dell'azione popolare di fronte ai crimini israeliani.

Il Centro Khiam per la riabilitazione delle vittime di tortura ha dichiarato che non è più sorprendente che le autorità di occupazione israeliane commettano crimini, massacri e atti di genocidio, come annunciato al mondo intero, incluse le dichiarazioni pubbliche del criminale Itamar Ben-Gvir che chiede l'esecuzione dei prigionieri.

Il centro ha considerato queste dichiarazioni un chiaro e palese indizio che l'occupazione israeliana ha giustiziato molti detenuti, forse centinaia di prigionieri, durante la guerra di sterminio.

Il fatto di non aver annunciato o divulgato il numero reale dei prigionieri libanesi, alcuni dei quali sono stati rivelati da un prigioniero palestinese liberato dopo l'accordo di scambio, apre la strada all'ipotesi che tale numero sia significativo, soprattutto considerando il tanti palestinesi e libanesi scomparsi durante la guerra barbarica e dopo il cessate il fuoco.

Il centro ha ritenuto che il governo libanese non abbia agito in conformità con gli standard etici minimi per scoprire la sorte dei dispersi e dei prigionieri libanesi. La precedente dichiarazione dell'ex primo ministro Nawaf Salam ha costituito una condanna e un'ammissione di abbandono dei cittadini libanesi. Le loro famiglie sono perse tra la paura e la disperazione, di fronte alla debolezza delle azioni popolari e delle rivendicazioni volte a rivelare la loro sorte. Il Centro Khiam ha lanciato un appello urgente per avviare una vasta campagna di solidarietà a loro favore.

Il Centro ha invitato il primo ministro libanese e i ministri degli Affari esteri, della Difesa e dell'Interno a indagare con urgenza sulla sorte dei prigionieri libanesi che sono stati rapiti e sottoposti alle più orribili forme di tortura. Chiede ufficialmente al Comitato Internazionale della Croce Rossa di visitare i prigionieri libanesi e di determinarne il numero e il luogo di detenzione. Ha esortato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite a chiedere conto alle autorità di occupazione della loro sorte e del loro numero e ad ottenere il loro rilascio indipendentemente dall'accordo di cessate il fuoco concluso tra il Libano e "Israele" lo scorso anno. Si tratta di una questione umanitaria, come stabilito dalla Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Il Centro chiede inoltre una più ampia campagna di solidarietà locale e internazionale per rivelare la sorte dei prigionieri e restituirli alle loro famiglie. Infatti, anche la loro detenzione nelle carceri israeliane, nella Palestina occupata, viola la Convenzione di Ginevra. Non è consentito trasferirli fuori dal territorio libanese. Sono quindi ostaggi che sono stati rapiti con la forza.

L'indagine su questo caso non deve essere condotta con leggerezza o tramite richieste verbali, ma piuttosto con serietà, mobilitando le missioni diplomatiche all'estero. Si tratta di una questione nazionale e umanitaria prioritaria nei negoziati e nelle discussioni con l'inviato americano e il Comitato "Meccanismo" [Comitato di supervisione della cessazione delle ostilità], da porre in primo piano in tutte le discussioni.

Centro Al-Khayam per la riabilitazione delle vittime di tortura.

Beirut, 26 ottobre 2025

Il Centro di riabilitazione per le vittime di tortura di Khiam (KRC) è un'organizzazione non governativa libanese che opera per la prevenzione della tortura e la difesa dei diritti umani in Libano e in altri paesi arabi. Fornisce servizi di riabilitazione alle vittime di tortura; difende le vittime e i diritti umani; sensibilizza l'opinione pubblica sulle condizioni di detenzione nelle carceri e mette in guardia sugli effetti della tortura sui sopravvissuti.

Il KRC presenta inoltre dichiarazioni e relazioni a organismi internazionali come il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite al fine di mettere in luce i problemi legati ai diritti umani e raccomandare misure adeguate.

Accreditato presso il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, il Centro è stato fondato da ex prigionieri del campo di detenzione di Khiam, gestito da Israele, al termine della liberazione del Libano meridionale nel 2000, dopo 22 anni di occupazione israeliana.

Oggi il Centro denuncia le torture e le condizioni dei prigionieri in Libano e in tutta la regione. Proprio in questo contesto, il Centro Khiam ha annunciato, in un recente comunicato, di aver ricevuto messaggi da residenti di villaggi siriani recentemente occupati. Questi messaggi affermavano che le forze di occupazione israeliane stavano commettendo atti di omicidio, intimidazione e rapimento, in un contesto di black-out mediatico e di assenza di qualsiasi intervento umanitario, per scoprire cosa stava succedendo nei villaggi della Siria meridionale occupata.

Ha dichiarato: "Abbiamo segnalato numerosi rapimenti in diverse località senza conoscere la sorte delle persone rapite, nonostante le segnalazioni delle famiglie al Comitato Internazionale della Croce Rossa e alle forze dell'UNDOF. Secondo le informazioni ricevute dal Centro dalle loro famiglie, il 12 giugno 2025, dopo mezzanotte, durante l'ingresso dell'occupazione nella città di Beit Jann, nel governatorato siriano di Quneitra, le forze di occupazione hanno giustiziato il cittadino Muhammad Ahmad Qasim Hamada e portato un certo numero di cittadini in un luogo sconosciuto, dove la loro sorte rimane ancora ignota. Tra le persone rapite erano noti: Ahmad Hussein Al-Safadi (nato nel 1991), Muhammad Hussein Al-Safadi (nato nel 1986), Hussam Muhammad Al-Safadi (nato nel 1994), Muhammad Badi' Hamada (nato nel 1992), Ali Qasim Hamada (nato nel 1982), Amer Muhammad Al-Badawi (nato nel 1984) e Mamoun Muhammad Al-Saadi (nato nel 1983).

Il comunicato conclude: «Sulla base della sua missione umanitaria di sostegno e assistenza ai prigionieri arabi nelle carceri israeliane, il Centro Khiam ha inviato una lettera all'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa affinché adotti misure urgenti per scoprire la sorte delle persone rapite, in particolare a seguito delle segnalazioni di ripetuti rapimenti. Il comunicato invita a «dare priorità alla questione dei prigionieri, dei detenuti e delle persone rapite arabe, visto il numero crescente di persone scomparse segnalate dalle organizzazioni arabe», e invita la Lega araba a «rendere questo punto una priorità per esercitare pressioni sull'occupazione israeliana affinché liberi le persone rapite e le consegni gli elenchi di tutti i prigionieri, i detenuti e le persone rapite dal 7 ottobre 2023».

Fonte: NNA 

La National News Agency (NNA) è l'agenzia di stampa ufficiale del governo del Libano.


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