Appello del
Partito Comunista Messicano e del partito della Rivoluzione Socialista
Fonte: Partito Comunista Messicano, 10 giugno 2003
Traduzione di F. Rossi
Compagni:
Alleghiamo l’appello che il Partito Comunista Messicano ed il Partito della
Rivoluzione Socialista stanno rivolgendo alla classe operaia ed ai sostenitori
del socialismo, per partecipare al processo di costruzione del nuovo partito
comunista.
Pavél Blanco Cabrera
Affari Esteri
Appello per la costruzione di un nuovo partito comunista e
l’unione di chi lotta per il socialismo.
Alla classe operaia e a tutto il popolo lavoratore,
Ai comunisti, ai marxisti - leninisti,
Ai sostenitori del socialismo in Messico:
La classe operaia ed il popolo, oggi, per lottare hanno bisogno di
strumenti migliori, perciò, abbiamo aperto un processo che propone la
costituzione di un nuovo partito rivoluzionario.
La crisi e la guerra sono la faccia del capitale nella sua fase imperialista,
stiamo vivendo nel mondo la barbarie prodotta dalla decomposizione di questo
sistema, che non è espressa solo dalle tonnellate di costosissime bombe e
missili che assassinano bambini, donne e uomini, ma da una guerra di bassa
intensità contro i popoli, impoveriti e uccisi da fame e malattie che al di
fuori della logica del profitto sarebbero facilmente cancellate.
Ripercorrendo il cammino dell’imperialismo tedesco degli anni 30’,
l’imperialismo nordamericano oggi pretende di erigere un IV Reich globale
sostenuto dalla dottrina delle guerre preventive, per colpire militarmente tutti
i paesi ed i popoli che non consegnino le proprie ricchezze naturali o non si
sottomettano al dominio yankee. Questa minaccia ha violentato la legalità
internazionale ed i meccanismi che come l’ONU, sono nati dal secondo dopoguerra
per garantire la pace ed evitare l’orrore della morte di massa del genere
umano. In Afghanistan ed Irak vediamo il percorso progettato, sono arrivati
persino a parlare dell’uso di armi nucleari.
Oggi più che mai, il socialismo è l’alternativa, è la pace, è la vita.
Strumenti di questa politica aggressiva e di dominio sono i piani per
controllare regioni e continenti interi; in America Latina il Piano Colombia e
l’Iniziativa Andina per fermare l’ondata contro la politica neoliberale dei
popoli di Venezuela, Colombia, Argentina e Brasile, impadronendosi del loro
petrolio, dei loro ricchissimi bacini idrici; il Piano Puebla – Panama con cui
s’impadronirebbero della biodiversità mesoamericana, della sua flora e della
sua fauna, e di uranio e petrolio, ovviamente. La dottrina Monroe e i suoi
obiettivi apertamente colonialisti, sono ricominciati con il Trattato di Libero
Commercio in Messico, e la successiva proposta di espanderlo a tutto il
continente con l’ALCA.
Dal 1994 con il TLC si è spezzata l’industria nazionale e ridotto l’agricoltura
in una crisi mortale. Il TLC e l’ALCA sono, di fatto, atti d’annessione, sicché
l’indipendenza del Messico, e di tutti i paesi del continente possono essere
perduti.
C’è bisogno di un nuovo grido di dolore, di una nuova insurrezione per la seconda
e definitiva indipendenza.
Dalla casa Bianca, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, si
dettano le istruzioni che i governi neoliberali applicano senza obiettare,
consistenti in privatizzazioni, denazionalizzazioni, annullamento dei diritti
del lavoro conquistati dai lavoratori nelle loro lotte, limitando le libertà
politiche e democratiche per favorire gli interessi transnazionali del capitale
finanziario. I diritti sociali del popolo sono ignorati per attrarre gli
investimenti speculativi, e lo sviluppo industriale viene sostituito dal
progetto di una grande zona manifatturiera in tutto il territorio nazionale.
La borghesia non può e non deve continuare a
governare, deve essere espulsa e sostituita dal potere della democrazia popolare.
Di fronte all’incapacità dei
governi borghesi, al fallimento del loro sistema politico, la decomposizione
dei partiti del regime e delle sue istituzioni elettorali, di fronte ala
miseria del popolo messicano, dei suoi 40 milioni di poveri, e innanzi alla
consegna del nostro patrimonio d’indipendenza all’imperialismo, si richiede con
urgenza un nuovo potere, quello della classe operaia e di tutti i lavoratori
della città e della campagna. Ma questo processo non sarà assicurato se non si
rompe con il capitalismo, costruendo un nuovo sistema di vita sociale, il
socialismo. Come disse l’eroico comandante Ernesto Che Guevara: “o rivoluzione
socialista o caricatura della rivoluzione”. I risultati monchi della lotta per
l’indipendenza e della Rivoluzione Messicana, così come le lotte operaie
sacrificate, troveranno riscatto nel socialismo.
Per raggiungere tale obiettivo c’è bisogno
d’unità dei rivoluzionari, dei sostenitori del socialismo, ci vuole un nuovo,
dinamico e forte partito comunista.
Questo è il compito, cui
stiamo lavorando negli ultimi anni. Vari partiti marxisti leninisti che insieme
cercano l’unità d’azione in diversi coordinamenti, tra i quali il Movimento dei
Comunisti messicani. Nei dibattiti realizzati affermiamo l’attualità
dell’ideale socialista e la nostra identità comunista, del marxismo leninismo
come ideologia classista per l’emancipazione sociale. Confrontandoci con altre
posizioni sosteniamo la lotta per il potere, contro chi all’interno della
stessa sinistra sostiene che bisogna rinunciare a quest’obiettivo e l’illusa
tesi riformista di cambiare il mondo senza prendere il potere. Senza snobbare i
soggetti emergenti, consideriamo quale soggetto storico della trasformazione
rivoluzionaria della società, la classe operaia alleata con gli oppressi e i
nemici dell’attuale sistema; per organizzare la classe operaia e fare
vittoriosa la sua storica lotta ci vuole una formazione politica d’avanguardia,
e l’organizzazione più moderna per questo compito è il partito leninista.
Pertanto, il Partito della Rivoluzione
Socialista e il Partito dei Comunisti Messicani hanno deciso di dar vita
all’unità organica, con l’intento di contribuire alla costruzione di uno
strumento classista, di un partito comunista.
Siamo convinti, non solo di
unificarci per sommare i nostri militanti, i nostri quadri, la nostra storia,
ma della necessità che questo processo sia l’organizzatore della classe operaia
e delle migliaia di comunisti che oggi sono senza partito, senza spazio di
lotta.
Ci appelliamo ai comunisti, ai sostenitori
del socialismo per costruire un nuovo partito dei comunisti, per riunirci a
livello nazionale il 26 e 27 luglio in Città del Messico.
Un nuovo partito dei
comunisti che si proponga di lottare per obiettivi di classe rivoluzionari. Un
nuovo partito dei comunisti che continui, come lo sono stati i nostri, al
fianco dei sindacati e movimenti sociali contro le privatizzazioni. Un nuovo
partito dei comunisti al fianco dei partiti e delle forze rivoluzionarie stanno
combattendo nel mondo, come sempre, al fianco della Rivoluzione Cubana in
queste ore difficili. Un nuovo partito dei comunisti, internazionalista e
solidale con le cause giuste dei popoli.
Quest’appello obbedisce al motore della storia, la lotta di classe, che nello
stato attuale delle cose può essere trasformato, e l’unità è la condizione per
farlo.
Ci vedremo il 26 e 27 luglio
a Città del Messico per costruire insieme questo nuovo partito dei comunisti ed
innalzare l’alternativa rivoluzionaria sul decadente sistema capitalista.
Proletari di tutti i Paesi unitevi!
Unità di tutti i comunisti per la vittoria!
Viva il socialismo e le idee di Marx, Engels e Lenin!