www.resistenze.org - popoli resistenti - messico - 17-06-03

Appello del Partito Comunista Messicano e del partito della Rivoluzione Socialista

Fonte: Partito Comunista Messicano, 10 giugno 2003
Traduzione di F. Rossi

Compagni:
Alleghiamo l’appello che il Partito Comunista Messicano ed il Partito della Rivoluzione Socialista stanno rivolgendo alla classe operaia ed ai sostenitori del socialismo, per partecipare al processo di costruzione del nuovo partito comunista.

Pavél Blanco Cabrera
Affari Esteri

Appello per la costruzione di un nuovo partito comunista e l’unione di chi lotta per il socialismo.

Alla classe operaia e a tutto il popolo lavoratore,
Ai comunisti, ai marxisti - leninisti,
Ai sostenitori del socialismo in Messico:

La classe operaia ed il popolo, oggi, per lottare hanno bisogno di strumenti migliori, perciò, abbiamo aperto un processo che propone la costituzione di un nuovo partito rivoluzionario.

La crisi e la guerra sono la faccia del capitale nella sua fase imperialista, stiamo vivendo nel mondo la barbarie prodotta dalla decomposizione di questo sistema, che non è espressa solo dalle tonnellate di costosissime bombe e missili che assassinano bambini, donne e uomini, ma da una guerra di bassa intensità contro i popoli, impoveriti e uccisi da fame e malattie che al di fuori della logica del profitto sarebbero facilmente cancellate.

Ripercorrendo il cammino dell’imperialismo tedesco degli anni 30’, l’imperialismo nordamericano oggi pretende di erigere un IV Reich globale sostenuto dalla dottrina delle guerre preventive, per colpire militarmente tutti i paesi ed i popoli che non consegnino le proprie ricchezze naturali o non si sottomettano al dominio yankee. Questa minaccia ha violentato la legalità internazionale ed i meccanismi che come l’ONU, sono nati dal secondo dopoguerra per garantire la pace ed evitare l’orrore della morte di massa del genere umano. In Afghanistan ed Irak vediamo il percorso progettato, sono arrivati persino a parlare dell’uso di armi nucleari.

Oggi più che mai, il socialismo è l’alternativa, è la pace, è la vita.

Strumenti di questa politica aggressiva e di dominio sono i piani per controllare regioni e continenti interi; in America Latina il Piano Colombia e l’Iniziativa Andina per fermare l’ondata contro la politica neoliberale dei popoli di Venezuela, Colombia, Argentina e Brasile, impadronendosi del loro petrolio, dei loro ricchissimi bacini idrici; il Piano Puebla – Panama con cui s’impadronirebbero della biodiversità mesoamericana, della sua flora e della sua fauna, e di uranio e petrolio, ovviamente. La dottrina Monroe e i suoi obiettivi apertamente colonialisti, sono ricominciati con il Trattato di Libero Commercio in Messico, e la successiva proposta di espanderlo a tutto il continente con l’ALCA.
Dal 1994 con il TLC si è spezzata l’industria nazionale e ridotto l’agricoltura in una crisi mortale. Il TLC e l’ALCA sono, di fatto, atti d’annessione, sicché l’indipendenza del Messico, e di tutti i paesi del continente possono essere perduti.

C’è bisogno di un nuovo grido di dolore, di una nuova insurrezione per la seconda e definitiva indipendenza.

Dalla casa Bianca, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, si dettano le istruzioni che i governi neoliberali applicano senza obiettare, consistenti in privatizzazioni, denazionalizzazioni, annullamento dei diritti del lavoro conquistati dai lavoratori nelle loro lotte, limitando le libertà politiche e democratiche per favorire gli interessi transnazionali del capitale finanziario. I diritti sociali del popolo sono ignorati per attrarre gli investimenti speculativi, e lo sviluppo industriale viene sostituito dal progetto di una grande zona manifatturiera in tutto il territorio nazionale.

La borghesia non può e non deve continuare a governare, deve essere espulsa e sostituita dal potere della democrazia popolare.

Di fronte all’incapacità dei governi borghesi, al fallimento del loro sistema politico, la decomposizione dei partiti del regime e delle sue istituzioni elettorali, di fronte ala miseria del popolo messicano, dei suoi 40 milioni di poveri, e innanzi alla consegna del nostro patrimonio d’indipendenza all’imperialismo, si richiede con urgenza un nuovo potere, quello della classe operaia e di tutti i lavoratori della città e della campagna. Ma questo processo non sarà assicurato se non si rompe con il capitalismo, costruendo un nuovo sistema di vita sociale, il socialismo. Come disse l’eroico comandante Ernesto Che Guevara: “o rivoluzione socialista o caricatura della rivoluzione”. I risultati monchi della lotta per l’indipendenza e della Rivoluzione Messicana, così come le lotte operaie sacrificate, troveranno riscatto nel socialismo.

Per raggiungere tale obiettivo c’è bisogno d’unità dei rivoluzionari, dei sostenitori del socialismo, ci vuole un nuovo, dinamico e forte partito comunista.

Questo è il compito, cui stiamo lavorando negli ultimi anni. Vari partiti marxisti leninisti che insieme cercano l’unità d’azione in diversi coordinamenti, tra i quali il Movimento dei Comunisti messicani. Nei dibattiti realizzati affermiamo l’attualità dell’ideale socialista e la nostra identità comunista, del marxismo leninismo come ideologia classista per l’emancipazione sociale. Confrontandoci con altre posizioni sosteniamo la lotta per il potere, contro chi all’interno della stessa sinistra sostiene che bisogna rinunciare a quest’obiettivo e l’illusa tesi riformista di cambiare il mondo senza prendere il potere. Senza snobbare i soggetti emergenti, consideriamo quale soggetto storico della trasformazione rivoluzionaria della società, la classe operaia alleata con gli oppressi e i nemici dell’attuale sistema; per organizzare la classe operaia e fare vittoriosa la sua storica lotta ci vuole una formazione politica d’avanguardia, e l’organizzazione più moderna per questo compito è il partito leninista.

Pertanto, il Partito della Rivoluzione Socialista e il Partito dei Comunisti Messicani hanno deciso di dar vita all’unità organica, con l’intento di contribuire alla costruzione di uno strumento classista, di un partito comunista.

Siamo convinti, non solo di unificarci per sommare i nostri militanti, i nostri quadri, la nostra storia, ma della necessità che questo processo sia l’organizzatore della classe operaia e delle migliaia di comunisti che oggi sono senza partito, senza spazio di lotta.

Ci appelliamo ai comunisti, ai sostenitori del socialismo per costruire un nuovo partito dei comunisti, per riunirci a livello nazionale il 26 e 27 luglio in Città del Messico.

Un nuovo partito dei comunisti che si proponga di lottare per obiettivi di classe rivoluzionari. Un nuovo partito dei comunisti che continui, come lo sono stati i nostri, al fianco dei sindacati e movimenti sociali contro le privatizzazioni. Un nuovo partito dei comunisti al fianco dei partiti e delle forze rivoluzionarie stanno combattendo nel mondo, come sempre, al fianco della Rivoluzione Cubana in queste ore difficili. Un nuovo partito dei comunisti, internazionalista e solidale con le cause giuste dei popoli.

Quest’appello obbedisce al motore della storia, la lotta di classe, che nello stato attuale delle cose può essere trasformato, e l’unità è la condizione per farlo.

Ci vedremo il 26 e 27 luglio a Città del Messico per costruire insieme questo nuovo partito dei comunisti ed innalzare l’alternativa rivoluzionaria sul decadente sistema capitalista.

Proletari di tutti i Paesi unitevi!
Unità di tutti i comunisti per la vittoria!
Viva il socialismo e le idee di Marx, Engels e Lenin!