tratto
http://www.granma.cu/italiano/2004/mayo/mier5/protestas-it.html
L'Avana. 5 maggio 2004
Crescono in Messico le proteste a favore di Cuba
Città del Messico. – La decisione del Governo del presidente Vincente Fox di
rompere i rapporti diplomatici con Cuba suscita oggi nuove proteste dei
messicani a favore del ristabilimento delle tradizionali relazioni con l’Isola.
Oggi, il Movimento Messicano di Solidarietà con Cuba (MMSC) ha organizzato una
manifestazione di sostegno a favore dell’Isola e di rifiuto dei provvedimenti
adottati dall’Esecutivo locale a danno delle relazioni tra le due nazioni.
Numerose persone si sono accampate vicino la sede diplomatica cubana, in segno
di solidarietà. Secondo il Movimento MMSC si prevede una lunga campagna durante
la quale il popolo messicano potrà manifestare il suo appoggio al popolo e al
Governo di Cuba, chiedendo il pieno ristabilimento dei rapporti.
Le fonti hanno confermato a Prensa Latina che questa associazione d’amicizia e
le sue filiali nei vari stati daranno vita ad azioni analoghe a quella del
Distretto Federale. L’aggruppamento di Jalisco ha annunciato che consegnerà al
Congresso statale un documento in cui si manifesta il rifiuto contro la
posizione del Governo, e che orgnanizzerà una riunione per ultimare i dettagli
di una nuova marcia e meeting previsti per sabato prossimo. In questo senso
verranno organizzate attività in occasione del Vertice dei Ministri e dei Capi
di Stato dell’Unione Europea, America Latina e Caraibi, fissato per il 28 e 29
maggio a Jalisco.
Continuano ad esprimere la loro solidarietà con l’Isola, personalità come
Marcos Rascón, Gilberto López e Rivas, dirigenti politici, tra cui il
coordinatore del Partito del Lavoro nella Camera dei Deputati, Gonzalo Yañez e
il leader morale del Partito Rivoluzionario Democratico (PRD), Cuauhtémoc
Cárdenas.
In un messaggio consegnato alla missione diplomatica cubana, Cuauhtémoc
Cárdenas ha affermato che la grande maggioranza del popolo messicano è
contraria al servile allineamento del Governo alla politica d’ingerenza degli
Stati Uniti.
Nella stessa Ambasciata cubana a Città del Messico si sono presentati numerosi
difensori della tradizionale amicizia tra i due popoli, come l’attrice Maria
Rojo, che ha anche rilasciato dichiarazioni alla stampa.
Tra le chiamate e i messaggi per posta elettronica giunti nella sede
diplomatica si distinguono quelli del professor Horacio Labastida; Santos
Urbina, segreatario delle Relazioni Internazionali del Partito Popolare
Socialista; Eréndira Paz, direttrice del Centro di Comunicazione Sociale
(CENCOS); Francisco Ramírez, segretario dell’Organizzazione dell’Associazione
Nazionale degli Avvocati Democratici (ANAD); Norma Castañeda, responsabile
della linea di lavoro sul Libero Commercio DECA; giovani del Collegio di
Scienza e Umanità (CCU) dell’Università Nazionale Autonoma del Messico;
rappresentanti del Movimento di Solidarietà di Durango e Aguascalientes; padri
di studenti a Cuba; messicani che hanno prestato il loro servizio
all’Ambasciata e cubani residenti in Messico.
Il Comitato Esecutivo Nazionale del PRD ha emesso un comunicato ufficiale nel
quale segnala l’esistenza di una subordinazione della politica estera del
Governo del Messico agli Stati Uniti. Il comunicato avverte che Fox ha creato
un incidente internazionale per risolvere una questione di politica interna,
relativa alle attività e alle congiure di funzionari messicani e alle
scandalose rivelazioni di atti di corruzione.
Il comunicato aggiunge che le motivazioni del Governo cubano che lo hanno indotto
a procedere alla deportazione di Ahumada non possono far provocare un incidente
diplomatico poiché si tratta di un atto sovrano delle autorità di Cuba.
I membri della Rete Internazionale in Difesa dell’Umanità, Capitolo Messico,
hanno respinto la decisione del Governo di Vincente Fox di far ritirare
l’Ambasciatrice del Messico all’Avana e di chiedere il ritiro immediato dal
territorio messicano dell’Ambasciatore cubano.
Questa decisione non rappresenta la maggioranza del popolo messicano che ha
sempre dimostrato la sua solidarietà verso il popolo e il Governo di Cuba. I
motivi esposti per giustificare questo passo dimostrano nuovamente l’ingerenza
del Governo degli Stati Uniti e la sottomissione del Governo di Fox a
Washington, aggiunge la dichiarazione, la quale afferma che “questo
provvedimento, che tradisce i principi della politica estera del Messico,
aggrava la situazione interna del paese e contribuisce a creare un clima di
scontro molto pericoloso”.
In questo contesto, la Rete Internazionale in Difesa dell’Umanità afferma che
questo atto rappresenta una provocazione inammissibile per le forze
democratiche del Messico, che non smetteranno di protestare e di opporsi
attivamente a questa misura irrazionale imposta dagli ambienti più reazionari
del paese.
Oscar Oliver, reporter del Gruppo Radiópolis, sottolinea che le migliaia di
manifestanti che hanno marciato ieri (martedì, 4 maggio) lo hanno fatto sotto
la pioggia, vicino alla residenza ufficiale de Los Pinos e di fronte
all’Ambasciata di Cuba.
José Cabrera Parra, nella sua Cronaca del potere, ha scritto nel giornale
Excelsior “fa molto male che tanto prestigio ed influenza del Messico
conquistati in America Latina e nel resto del mondo per la sua politica
internazionale, siano diventati cenere, come ha detto Fidel nel suo discorso
del Pirmo di Maggio”. Anche Cabrera Parra ritiene che sia umiliante per il
Messico che il voto contro Cuba a Ginevra sia stato annunciato a Washington e
indica che il ministro degli Interni, Santiago Creel, nulla può rispondere a
coloro che definiscono ingenuo il leader cubano, “se quelle parole racchiudono
una verità sacrosanta”. Il giornalista indica infine che il popolo cubano sa
che il Messico non è Fox, e che il suo popolo durante tutti questi secoli è
stato alleato e rifugio di non pochi latinoamericani per la libertà e la
dignità.