fonte: www.solidnet.org
traduzione dallo spagnolo di FR
da Party of the Communists, Messico, 25-5-2004
http://www.comunistas-mexicanos.org, mailto:comunista@mexico.com
MANIFESTO
Né
"No global", né altromondisti... Siamo antimperialisti!
Solo nel
Socialismo un altro mondo è possibile!
La Patria non si vende!, Il Paese la
difenda!
Cuba sì! Gringos no!
Gli ultimi decenni del secolo XX saranno ricordati dall'umanità come l’epoca in
cui l'Imperialismo nordamericano ha riunito una capacità di potere militare
capace di cancellare dalla faccia della terra la specie umana. La barbarie del
capitale non aveva avuto mai prima d’ora al suo capriccio il destino
dell'umanità. L'uomo non si era mai visto prima in una crocevia tale in cui
l'attendismo o la contemplazione davanti alla politica imperialista possano
significare il principio della fine di ogni convivenza e sopravvivenza umane.
Semplicemente, non esiste un contrappeso nel mondo che bilanci gli interessi
economici in tutte le regioni del pianeta. Le organizzazioni internazionali il
cui fine sarebbe regolare gli accordi di scambio e cooperazione tra le nazioni
agiscono sotto l'egida da Washington. In ogni foro mondiale la preoccupazione
di ambientalisti, economisti, giuristi, educatori, scienziati ed altro, è
unanime sulla radice del problema, perché dietro ogni tema emerge un fenomeno
comune: in ogni resistenza a qualunque soluzione, gli interessi dei capitalisti
si antepongono ad ogni ragione.
Lo sviluppo dei paesi disturba il sistema di potere dei potenti. Impossibile
risolvere in modo autentico qualunque problema attuale col fondo plutocratico
delle borghesie nazionali, impossibile ottenere una seconda indipendenza per il
nostro continente in condizioni credibili per la regione. Chi risolverà la
situazione dei 110 milioni di latinoamericani che vivono con due dollari al
giorno nella loro drammatica sopravvivenza? E se qui, in America Latina, la
cifra raggiunge i 110 milioni di persone, in Asia Meridionale il panorama è
peggiore ammontando a 515 milioni le persone che guadagnano un dollaro al
giorno. In Africa, nel sud del Sahara, sono 219 milioni; negli Stati Arabi, 11
milioni; in Asia Orientale e Sud Orientale ed il Pacifico, 446 milioni. Mentre
1,300 milioni di esseri umani vivono in condizioni di povertà Gli Stati Uniti
spendono 6,000 milioni di dollari in cosmetici e 17,000 milioni in alimenti per
animali domestici.
La globalizzazione della povertà, sorta nella seconda metà del secolo XX, ha
fatto sì che i governi neoliberali antepongano il mercato come regolatore e
registro del successo sociale davanti a problemi tanto urgenti come quello
menzionato. Tuttavia, il panorama desolante della povertà estrema, solo in
questo caso, confuta e mette in evidenza tutta la politica economico
neoliberale che pretende come per magia di ridurre il fenomeno della povertà.
Nessun programma sociale progettato con fini di mercato può risolvere la
situazione economica dei paesi poveri. Un libero mercato immaginario ridonda
solo nell'ideologia del lucro e dello sfruttamento.
Il mondo non può continuare a comportarsi come fino ad ora, perché per i paesi
poveri sarebbe insostenibile ed impossibile lo sviluppo delle sue forze
produttive, la sua cultura ed in generale il suo livello di vita. Con la
dialettica neoliberale è chiaro che per tutti i paesi del mondo ciascuna forma
di organizzazione politico-sociale e culturale tende essere sostituita da
regioni e blocchi commerciali, cancellando per sempre il principio di identità
culturale con l'artificio della produttività economica. Da questa terribile
prospettiva l'uomo è uomo a partire dal cumulo fittizio di beni materiali.
Pertanto crediamo che il capitalismo internazionale si trova in una profonda
crisi che non ha uscita e per questo, i grandi capitalisti - imperialisti hanno
voluto contenere questa crisi sia per vie pacifiche appoggiando e manipolando
regimi burattini, sia per vie violente seminando il terrore invadendo e
saccheggiando paesi come quello afgano ed iracheno.
In America latina, soggiogata da
cinquecento anni dagli imperialisti europei, il fallimento è arrivato copiando
sistemi economici altrui alla nostra cultura e necessità storiche. La
soluzione, senza dubbio, non sta né in Europa né nel nord dell'America, la
soluzione non potrà sorgere da riforme economiche o dalle ricette benefattrici
della politica socialdemocratica perché il mercato con un senso sociale
subordina la povertà e l'ingiustizia a modelli di democrazia che perfezionano
lo sfruttamento della classe operaia.
Davanti a cinquecento anni di saccheggio e di dipendenza economica, i paesi del
mondo prefigureranno il loro futuro nella cornice dell'unica teoria che espone
la critica obiettiva alle forme di produzione e consumo basate sullo
sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Quella teoria è il Socialismo Scientifico.
Solo tale teoria trattiene la controparte alla logica scialacquatrice dal
capitale. Solo il Socialismo individua i principi reali della solidarietà umana
in modo tale da costituire una teoria diretta da uomini coscienti. Solo il
Socialismo butterebbe quelle economie speculative condotte per il lucro e
l'oltraggio ad ogni identità nazionale.
La Promotrice per l'Unità Nazionale Contro il Neoliberalismo
considera necessario distinguersi a partire dal suo proprio nome. Ritiene che
se l'Imperialismo è il nemico comune dei paesi, il neoliberalismo è la sua
parte ideologica e strumentale che pretende, mediante l'assoluta dipendenza dei
governi nazionali, ridotti a semplici funzioni amministrative, la nuova
colonizzazione del mondo. La Promotrice stabilisce che la liberalizzazione
delle economie ubbidisce ad un piano strategico dei potenti del mondo e che
pertanto, imperialismo e neoliberalismo sono parte di un progetto mondiale per
omogeneizzare tutti gli angoli della terra attraverso un preteso neocolonialismo
contemporaneo.
Pertanto, prendendo in considerazione i due aspetti menzionati e a fronte del
contesto nazionale, chiama tutti i messicani a respingere in maniera ferma e
decisa ogni riforma economica proposta dal governo federale o dai governi locali
quando questo vada in un senso opposto all'interesse nazionale o regionale,
quando trattenga quell'alienazione di beni nazionali, patrimonio unico dei
messicani e di nessun altro. In questo senso, dichiariamo che tanto l'acqua
come l'elettricità, il petrolio, i boschi, i litorali, spiagge, isole ed altri beni della nazione messicana
non hanno prezzo perché sono parte dello sviluppo storico del nostro paese e la
sua vendita espone la sovranità del Messico alle fauci dell'Imperialismo
nordamericano o europeo. La Promotrice si avvale della mobilitazione permanente
di settori, gruppi e classi sociali per reclamare diritti sociali inalienabili
e fermare l'attuale politica economica che ha portato solo povertà ed
indignazione alla stragrande maggioranza di messicani.
La Promotrice afferma che la sua
politica è apertamente antimperialista ed allo stesso modo solidarizza con la
lotta di tutti i popoli del mondo che fanno sforzi inauditi per vincere le
oligarchie dei propri paesi o per sostenere la
propria strada nella storia e la propria autodeterminazione come entità
nazionali. È perciò che convochiamo tutti i cittadini del mondo che condividano
questa visione affinché partecipino alle Giornate Tod@s contro il
Neoliberalismo nella cornice del ControConferenza che si svolgerà i giorni 26,
27, 28 e 29 di maggio a Guadalajara ed il cui programma si allega al presente
manifesto.
Finalmente, ogni messicano deve sapere che la Promotrice riprende il passato
come qualcosa di reso vivo dagli innumerevoli morti che lottarono contro il
potere signorile della corona spagnola, coi morti che lasciarono gli invasori
americani e francesi, coi morti caduti per le pallottole dei latifondisti,
generali e capi tribù indiani schierati nella parte opposta a quella del
popolo, nella parte opposta a quella in cui combatterono Villa e Zapata, nel
movimento opposto a quello di Flores Magón e a quello di tanto messicani che
vissero il loro presente coi presagi luminosi di un futuro migliore, e che
consegnarono la loro vita per le stesse ragioni per le quali ogni messicano
patriota e rivoluzionario lotta ora.
Né
globalofobici, né altromondisti... SIAMO ANTIMPERIALISTI!
Solo nel Socialismo, un altro mondo è possibile!
La Patria non si vende!, Il Paese la difenda!
Cuba sì! Gringos no!
Tod@s contro il neoliberalismo!
Guadalajara, Jalisco 17
maggio 2004.
Promotrice per l'Unità Nazionale contro il Neoliberalismo.