www.resistenze.org - popoli resistenti - messico - 28-05-04

fonte: www.solidnet.org
traduzione dallo spagnolo di FR

da Party of the Communists, Messico, 25-5-2004
http://www.comunistas-mexicanos.org, mailto:comunista@mexico.com

MANIFESTO
Né "No global", né altromondisti... Siamo antimperialisti!

Solo nel Socialismo un altro mondo è possibile!


La Patria non si vende!, Il Paese la difenda!
Cuba sì! Gringos no!

Gli ultimi decenni del secolo XX saranno ricordati dall'umanità come l’epoca in cui l'Imperialismo nordamericano ha riunito una capacità di potere militare capace di cancellare dalla faccia della terra la specie umana. La barbarie del capitale non aveva avuto mai prima d’ora al suo capriccio il destino dell'umanità. L'uomo non si era mai visto prima in una crocevia tale in cui l'attendismo o la contemplazione davanti alla politica imperialista possano significare il principio della fine di ogni convivenza e sopravvivenza umane. Semplicemente, non esiste un contrappeso nel mondo che bilanci gli interessi economici in tutte le regioni del pianeta. Le organizzazioni internazionali il cui fine sarebbe regolare gli accordi di scambio e cooperazione tra le nazioni agiscono sotto l'egida da Washington. In ogni foro mondiale la preoccupazione di ambientalisti, economisti, giuristi, educatori, scienziati ed altro, è unanime sulla radice del problema, perché dietro ogni tema emerge un fenomeno comune: in ogni resistenza a qualunque soluzione, gli interessi dei capitalisti si antepongono ad ogni ragione.

Lo sviluppo dei paesi disturba il sistema di potere dei potenti. Impossibile risolvere in modo autentico qualunque problema attuale col fondo plutocratico delle borghesie nazionali, impossibile ottenere una seconda indipendenza per il nostro continente in condizioni credibili per la regione. Chi risolverà la situazione dei 110 milioni di latinoamericani che vivono con due dollari al giorno nella loro drammatica sopravvivenza? E se qui, in America Latina, la cifra raggiunge i 110 milioni di persone, in Asia Meridionale il panorama è peggiore ammontando a 515 milioni le persone che guadagnano un dollaro al giorno. In Africa, nel sud del Sahara, sono 219 milioni; negli Stati Arabi, 11 milioni; in Asia Orientale e Sud Orientale ed il Pacifico, 446 milioni. Mentre 1,300 milioni di esseri umani vivono in condizioni di povertà Gli Stati Uniti spendono 6,000 milioni di dollari in cosmetici e 17,000 milioni in alimenti per animali domestici.

La globalizzazione della povertà, sorta nella seconda metà del secolo XX, ha fatto sì che i governi neoliberali antepongano il mercato come regolatore e registro del successo sociale davanti a problemi tanto urgenti come quello menzionato. Tuttavia, il panorama desolante della povertà estrema, solo in questo caso, confuta e mette in evidenza tutta la politica economico neoliberale che pretende come per magia di ridurre il fenomeno della povertà. Nessun programma sociale progettato con fini di mercato può risolvere la situazione economica dei paesi poveri. Un libero mercato immaginario ridonda solo nell'ideologia del lucro e dello sfruttamento.

Il mondo non può continuare a comportarsi come fino ad ora, perché per i paesi poveri sarebbe insostenibile ed impossibile lo sviluppo delle sue forze produttive, la sua cultura ed in generale il suo livello di vita. Con la dialettica neoliberale è chiaro che per tutti i paesi del mondo ciascuna forma di organizzazione politico-sociale e culturale tende essere sostituita da regioni e blocchi commerciali, cancellando per sempre il principio di identità culturale con l'artificio della produttività economica. Da questa terribile prospettiva l'uomo è uomo a partire dal cumulo fittizio di beni materiali. Pertanto crediamo che il capitalismo internazionale si trova in una profonda crisi che non ha uscita e per questo, i grandi capitalisti - imperialisti hanno voluto contenere questa crisi sia per vie pacifiche appoggiando e manipolando regimi burattini, sia per vie violente seminando il terrore invadendo e saccheggiando paesi come quello afgano ed iracheno.

In America latina, soggiogata da cinquecento anni dagli imperialisti europei, il fallimento è arrivato copiando sistemi economici altrui alla nostra cultura e necessità storiche. La soluzione, senza dubbio, non sta né in Europa né nel nord dell'America, la soluzione non potrà sorgere da riforme economiche o dalle ricette benefattrici della politica socialdemocratica perché il mercato con un senso sociale subordina la povertà e l'ingiustizia a modelli di democrazia che perfezionano lo sfruttamento della classe operaia.

Davanti a cinquecento anni di saccheggio e di dipendenza economica, i paesi del mondo prefigureranno il loro futuro nella cornice dell'unica teoria che espone la critica obiettiva alle forme di produzione e consumo basate sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Quella teoria è il Socialismo Scientifico. Solo tale teoria trattiene la controparte alla logica scialacquatrice dal capitale. Solo il Socialismo individua i principi reali della solidarietà umana in modo tale da costituire una teoria diretta da uomini coscienti. Solo il Socialismo butterebbe quelle economie speculative condotte per il lucro e l'oltraggio ad ogni identità nazionale.

La Promotrice per l'Unità Nazionale Contro il Neoliberalismo considera necessario distinguersi a partire dal suo proprio nome. Ritiene che se l'Imperialismo è il nemico comune dei paesi, il neoliberalismo è la sua parte ideologica e strumentale che pretende, mediante l'assoluta dipendenza dei governi nazionali, ridotti a semplici funzioni amministrative, la nuova colonizzazione del mondo. La Promotrice stabilisce che la liberalizzazione delle economie ubbidisce ad un piano strategico dei potenti del mondo e che pertanto, imperialismo e neoliberalismo sono parte di un progetto mondiale per omogeneizzare tutti gli angoli della terra attraverso un preteso neocolonialismo contemporaneo.

Pertanto, prendendo in considerazione i due aspetti menzionati e a fronte del contesto nazionale, chiama tutti i messicani a respingere in maniera ferma e decisa ogni riforma economica proposta dal governo federale o dai governi locali quando questo vada in un senso opposto all'interesse nazionale o regionale, quando trattenga quell'alienazione di beni nazionali, patrimonio unico dei messicani e di nessun altro. In questo senso, dichiariamo che tanto l'acqua come l'elettricità, il petrolio, i boschi, i litorali, spiagge,  isole ed altri beni della nazione messicana non hanno prezzo perché sono parte dello sviluppo storico del nostro paese e la sua vendita espone la sovranità del Messico alle fauci dell'Imperialismo nordamericano o europeo. La Promotrice si avvale della mobilitazione permanente di settori, gruppi e classi sociali per reclamare diritti sociali inalienabili e fermare l'attuale politica economica che ha portato solo povertà ed indignazione alla stragrande maggioranza di messicani.

La Promotrice afferma che la sua politica è apertamente antimperialista ed allo stesso modo solidarizza con la lotta di tutti i popoli del mondo che fanno sforzi inauditi per vincere le oligarchie dei propri paesi o per sostenere la  propria strada nella storia e la propria autodeterminazione come entità nazionali. È perciò che convochiamo tutti i cittadini del mondo che condividano questa visione affinché partecipino alle Giornate Tod@s contro il Neoliberalismo nella cornice del ControConferenza che si svolgerà i giorni 26, 27, 28 e 29 di maggio a Guadalajara ed il cui programma si allega al presente manifesto.

Finalmente, ogni messicano deve sapere che la Promotrice riprende il passato come qualcosa di reso vivo dagli innumerevoli morti che lottarono contro il potere signorile della corona spagnola, coi morti che lasciarono gli invasori americani e francesi, coi morti caduti per le pallottole dei latifondisti, generali e capi tribù indiani schierati nella parte opposta a quella del popolo, nella parte opposta a quella in cui combatterono Villa e Zapata, nel movimento opposto a quello di Flores Magón e a quello di tanto messicani che vissero il loro presente coi presagi luminosi di un futuro migliore, e che consegnarono la loro vita per le stesse ragioni per le quali ogni messicano patriota e rivoluzionario lotta ora.

Né globalofobici, né altromondisti... SIAMO ANTIMPERIALISTI!

Solo nel Socialismo, un altro mondo è possibile!

La Patria non si vende!, Il Paese la difenda!
Cuba sì! Gringos no!

Tod@s contro il neoliberalismo!

Guadalajara, Jalisco 17  maggio  2004.
Promotrice per l'Unità Nazionale contro il Neoliberalismo.