fonte http://www.solidnet.org
16 giugno 2005
Partito dei Comunisti, Messico
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Pavel Blanco Cabrera
Mi ha colpito la notizia della morte di Alvaro Cunhal. Faccio parte di una generazione che ha iniziato a lottare alla fine degli anni Ottanta, momento in cui la perestroika aveva perso il suo carattere di processo rinnovatore e di approfondimento del socialismo per aprire la strada alla sua fase controrivoluzionaria, che non ebbe termine solo con l’URSS, ma permise l’imposizione dell’egemonia imperialista. Quello che più colpiva era il trasformismo ideologico di quadri comunisti in Messico e nel mondo. Non si trattava solo di Gorbaciov, del cui tradimento già avevamo certezza. In America, Jaime Pérez, che aveva sostituito Rodney Arismendi alla guida della direzione del Partito Comunista dell’Uruguay, con una militanza eroica, con anni di clandestinità e di dura vita carceraria, non resistette e abbandonò la trincea con argomenti opposti alla sua stessa vita. Si verificarono molti casi vergognosi di personaggi che repentinamente abbandonarono il marxismo e abbracciarono il libero mercato e la sua falsa democrazia. In contrasto con questa tendenza ignominiosa, si trovavano alcuni quadri rivoluzionari che affermavano la validità del socialismo e l’alternativa al capitalismo, non in maniera dogmatica ma creativa. Erano Fidel Castro, Gus Hall del Partito Comunista degli Stati Uniti, Erick Honecker della RDT, che come comunista difese la sua azione di fronte ai tribunali e, in modo particolare, Alvaro Cunhal, allora Segretario Generale del PCP. Senza esagerare, possiamo dire che essi, pur in condizioni diverse, esattamente come a suo tempo G. Dimitrov, hanno difeso le idee comuniste davanti all’inquisizione ideologica della cosiddetta fine della storia.
Alvaro Cunhal è un esempio di coerenza totale, sperimentata sempre in condizioni avverse. In giovanissima età fece la scelta di vita rivoluzionaria, lottando contro il fascismo nel mondo e nel suo paese. Componente della delegazione portoghese fu presente al VII Congresso dell’Internazionale Comunista e sicuramente le importanti esperienze trasmesse, tra gli altri, da Dimitrov e da Togliatti rappresentarono un importante apprendistato per colui che, in seguito, avrebbe diretto il processo che ha portato alla liquidazione del fascismo in Portogallo.
Alvaro Cunhal, in quanto marxista-leninista, era un internazionalista convinto e dichiarato. Come le migliaia di combattenti che, da tutti i paesi, si unirono alle Brigate Internazionali, raccolse l’appello in difesa della Repubblica Spagnola. Quando si fa un bilancio del ruolo dell’URSS si deve riconoscere che la sua esistenza fu un fattore determinante della decolonizzazione di Africa e Asia. Alvaro Cunhal e il PCP, con la loro condotta internazionalista furono determinanti nell’indipendenza di Angola, Mozambico e Capo Verde, una delle principali conquiste della Rivoluzione dei Garofani.
Inaugurando il Congresso del Partito Comunista del Venezuela nel 2002, il Presidente Chavez faceva osservare che alcuni rivoluzionari commettono l’errore di pensare che la lotta di classe si fermi alle porte delle caserme e meccanicamente concludono che un processo rivoluzionario possa svilupparsi senza l’esercito o contro l’esercito, ma mai con l’esercito. Molti decenni prima, in Portogallo, il lavoro costante tra la classe operaia e il popolo nella più difficile clandestinità raccolse successi anche nel bastione principale del fascismo salazarista, poiché tra i militari si produsse una frattura che, trasformata nel Movimento delle Forze Armate, fu essenziale per la conquista della libertà da parte del popolo nell’Aprile del 1974. Alcune ore prima della scomparsa del compagno Cunhal, è morto il Generale Vasco Goncalves, principale quadro militare della Rivoluzione dei Garofani ed ex Primo Ministro del Portogallo.
L’ideologia marxista-leninista si è sviluppata nel mezzo di un’offensiva contro di essa. I suoi momenti più difficili li ha passati non contro avversari aperti, portavoce del capitalismo, ma contro coloro che, in suo nome, dicono di rappresentare sempre il rinnovamento. L’eurocomunismo diretto contro le idee di Lenin e la Rivoluzione d’Ottobre è stato aspramente contrastato da Alvaro Cunhal. Per sua iniziativa, il PCP realizzò nel pieno della crisi ideologica degli anni Novanta un Congresso Speciale per discutere del disastro socialista nell’Est Europa, compresa la stessa URSS, il che permise di affermare l’identità comunista e di mantenere la scelta rivoluzionaria. Alvaro Cunhal ha apportato contributi ideologici importanti, sempre con un linguaggio semplice, ma con grandi contenuti. Il suo libro “Un Partito con pareti di cristallo” è un testo indispensabile, perché spiega con rigore il centralismo democratico e critica il burocratismo, il carrierismo, l’autoritarismo, il culto dei dirigenti e un insieme di deviazioni che colpiscono i partiti rivoluzionari. Il suo libro “La verità e la menzogna nella Rivoluzione di Aprile (la controrivoluzione si confessa)” espone il processo rivoluzionario portoghese, l’ingerenza della CIA, la complicità della socialdemocrazia, vale a dire il PS di Mario Soares unito all’imperialismo nella preparazione della controrivoluzione; ma allo stesso tempo il libro fornisce utili nozioni ideologiche comuniste sulla verità e la menzogna, e cito: “La menzogna politica risiede, prima di tutto, nel falsare i fatti, i dati obiettivi. Affermare che è accaduto ciò che non è accaduto, e che non è successo ciò che realmente è avvenuto. Affermare di essere quello che non si è e negare di aver fatto ciò che realmente si è fatto.
Verità è riferire con obiettività fatti e avvenimenti anche quando sono sfavorevoli alla propria opinione. Menzogna è dire che è accaduto ciò che non è accaduto, inventare fatti e affermazioni, lanciare accuse false e calunnie vili.
Verità del programma di un partito è definire e proclamare i suoi reali obiettivi. Menzogna è iscrivere e proclamare nel programma obiettivi contrari a ciò che realmente si pretende conseguire.
Verità è, nell’attività pratica, dichiarare i reali obiettivi e le reali conseguenze che ne derivano. Menzogna è, al fine di occultare e confondere i reali obiettivi, tentare di convincere che alcune decisioni e misure hanno un effetto contrario agli interessi del popolo, quando hanno in vista effetti precisamente contrari”.
Questo libro, che si fonda sul metodo marxista, mette a fuoco storicamente un processo rivoluzionario e deve essere studiato, la sua edizione spagnola deve far parte dell’omaggio alla condotta di un comunista integerrimo. Recentemente egli inviò alla Fondazione Rodney Arismendi dell’Uruguay un contributo ideologico conosciuto come “Le sei caratteristiche fondamentali di un partito comunista”, un lavoro straordinario che è stato studiato intensamente nel Partito dei Comunisti, e, quale omaggio a Cunhal, è stato pubblicato nel sito www.comunistas-mexicanos.org*.
Quando l’Europa di Maasricht appariva vincente, a Lisbona si svolse un meeting internazionale contro di essa. Se oggi il NO ha trionfato in Francia e in Olanda, e questa vittoria dei popoli pare possa ripetersi in altri paesi attraverso il rifiuto della Costituzione del capitale, si deve tributare un riconoscimento a quelli come Alvaro Cunhal che posero all’ordine del giorno la questione fin dal primo momento, mettendo al centro i valori dell’indipendenza e della sovranità nazionale come scudi di fronte all’egemonia imperialista.
Qualcuno ha scritto che un comunista è un uomo colto che cammina per le vie. Alvaro Cunhal possedeva una cultura universale, si può dire che era un enciclopedista, perché il valore della sua opera letteraria, sul terreno narrativo e della traduzione dei testi classici, così come di quella figurativa lo testimonia.
Il Partito Comunista Portoghese possiede la tempra di Alvaro Cunhal e, attraverso la sua azione, gli ideali di questo grande rivoluzionario si concretizzeranno: un Portogallo socialista, un mondo socialista.
Tutti i comunisti del Messico provano un grande vuoto in seguito alla sua morte, ma anche la felicità di avere potuto contare su un compagno di causa della statura di Alvaro Cunhal.
http://www.comunistas-mexicanos.org/modules.php?name=News&file=print&sid=310
(nota del traduttore)