www.resistenze.org - popoli resistenti - messico - 05-05-06

Riceviamo da Pavel Blanco Cabrera, dirigente del Partito dei Comunisti - Messico, un suo articolo di commento all'interessante discorso di Marcos su Lenin

Lenin, Marcos e i militanti della trasformazione sociale

Tre compiti fondamentalie inseparabili


di Pável Blanco Cabrera

 

Sono passati 136 anni dalla nascita di Vladimir Ilich Lenin, del più grande rivoluzionario del XX secolo, di chi ha saputo proseguire nell’opera di Marx ed Engels, del principale responsabile della rottura storica con il sistema capitalista.


Con la Rivoluzione d’Ottobre, Lenin e il bolscevismo non pensavano solo alla liberazione del proletariato e del popolo russo, ma di aprire l’era delle rivoluzioni sociali per la trasformazione del mondo e farla finita con il mondo capitalista.


Quando si pensa all’ottobre, all’incrociatore Aurora e le sue cannonate, all’assalto del Palazzo d’Inverno, le assemblee e il Congresso dei Soviet, ai dieci giorni che sconvolsero il mondo, si lascia da parte tutto il processo di costruzione del partito rivoluzionario formato nella clandestinità, ferocemente represso dallo zarismo; si lascia da parte la strada per la costruzione di una cultura di lotta con una forte elaborazione teorica, con profonde conoscenze dell’opera di Carlo Marx e Federico Engels. Si dimentica che per lo studio della società russa, per esempio, si studiarono in carcere centinaia di trattati e opere sociologiche, annuari statistici, economici, e che quando leggiamo, ad esempio, ”Lo sviluppo del capitalismo in Russia”, vediamo solo il prodotto di un processo di comprensione scientifica della società, che per altro non fu scritto per diletto o per guadagnare meriti accademici, e nemmeno per dimostrare il dominio di una corrente di pensiero, ma fu scritto per la necessità di capire come lottare meglio ed ottenere la trasformazione della società.

Capita lo stesso con altri lavori, come ad esempio “Chi sono gli amici del popolo e come lottano conto i socialdemocratici” o con “Materialismo ed Empiriocriticismo”, opere che più che pretendere di spiegare il materialismo - le cui lezioni sono pure giunte fino a noi - erano una polemica sul passato dell’organizzazione con implicazioni politiche; idem con “Imperialismo, fase suprema del capitalismo”, che è il risultato di ore ed ore passate nelle biblioteche, di ricerche, compilazione di dati, tant’è che nelle opere complete vi sono tomi interi dedicati solo alle note, ai riassunti, ecc.


Che Lenin volesse esibire la sua conoscenza dell’economia politica, polemizzare per il gusto di farlo con che sosteneva l’ultraimperialismo?


L’obiettivo era, più semplicemente, armare il partito rivoluzionario, i militanti bolscevichi, i quadri comunisti di una concezione teorica ferma, un’analisi concreta  che permettesse un’azione coerentemente rivoluzionaria in un periodo di confusione come quello che ha preceduto la Prima Guerra Mondiale, epoca in cui molti vecchi marxisti passarono a posizioni scioviniste e aderirono alla politica militarista delle borghesie, quella politica che portò i loro fratelli di classe a massacrarsi nei campi di battaglia.


Recentemente, il Subcomandante Insurgente Marcos ha reso note le sue riflessioni sull’argomento e lo ha fatto mentre era ospite della Casa dello Studente “Vladimir Ilich Lenin”, una buona occasione per esprimere le sue idee su  Lenin. Questo è avvenuto all’interno della movimento posto in essere da “L’altra Campagna” in tutto il Messico.


In questo movimento ogni compagno e ogni compagna assolve dei compiti concreti, c’è  una specializzazione; allora c’è chi modera un’assemblea, redige un volantino, prepara qualcosa per la propaganda, e poi chi la fa. C’è chi mette la musica e chi fa da mangiare ma c’è anche chi registra, filma, fa cronaca, e chi prepara conferenze; ci sono intellettuali e responsabili della sicurezza. Ma a volte capita che si perda di vista il fatto che ogni attività ha la sua importanza e che in certi casi il più significativo è proprio il lavoro che non si vede. Finisce con l’essere disprezzato ciò che si ritiene lavoro minore, o al contrario, s’impone un praticismo antiteorico che ostenta disprezzo per le discussioni di fondo, qualificando come dottrinarismo ogni sforzo analitico concreto o di costruzione teorica.

Quindi ci sono false contraddizioni, dato che Lenin insegna - e così fanno anche i quadri rivoluzionari che si sono formati con lui - che in un processo di emancipazione tutti i compiti sono importanti.


Ed è proprio quanto ritroviamo nell’intervento del Subcomandante Insurgente Marcos:

“Lenin ha individuato i grandi compiti che affronta chi vuole trasformare la realtà in cui viviamo. Il primo è la produzione teorica, la teoria, la discussione e il dibattito; il secondo è l’analisi concreta con i soli elementi teorici, l’analisi della realtà in cui stiamo lottando; il terzo, che è il più difficile per chi comincia a formarsi, è la pratica, la lotta. Ci sono vari aspetti della vita di chi lotta che hanno a che fare con il cuore, la cultura, lo studio delle scienze, dell’arte, con l’umore, con le relazioni interpersonali. Ma questi prime tre, l’analisi - la discussione, il dibattito teorico - l’analisi concreta e la lotta, questi sono quelli fondamentali.”


Lenin è in sintonia con quello che sta capitando in questo paese.

Questa è la questione principale per i militanti della trasformazione sociale, per gli anticapitalisti, e fra loro, per i comunisti.

Il Subcomandante ironizza anche con quelli che in altri momenti abbiamo chiamato i “concretari”, cioè chi confonde l’analisi concreta con la descrizione della testimonianza, quelli che cercano di conoscere il clima, o la direzione del vento che soffia per spiegare il conflitto sociale, la lotta di classe, la lotta di massa. Marcos fa anche la critica profonda dell’intellettuale che si rifugia nell’accademia, che fa teoria per acquisire meriti e che a poco a poco, senza rendersene conto finisce con l’essere funzionale al sistema, e a volte gli diventa perfino necessario. Come quando qualcuno si appella alla tattica e alla responsabilità a vantaggio della destra, chiedendo che “L’altra Campagna” tolleri e appoggi Lopez Obrador.


Ma l’intervento di Marcos è soprattuto rivolto ad alzare il livello della discussione, dell’elaborazione, delle analisi - perchè è ciò di cui hanno bisogno quelli che non l’hanno mai avuto: popoli indigeni, operai, donne, contadini, studenti - indipendentemente da come diceva lo stesso Lenin: “la pratica ha la dignità della realtà immediata”.


Discussione e dibattito teorico, analisi concreta della situazione concreta e pratica coerente, questa è la base della ribellione nazionale anticapitalista, della rottura con un sistema basato sullo sfruttamento, sulla spoliazione, il disprezzo e la repressione.

Questo è un compito necessario per tutti coloro stanno nel movimento “L’altra Campagna”.

 


Traduzione dallo spagnolo di FR