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Da www.rebelion.org
Il muro della morte
Eva Golinger
28/10/2006
È già un fatto. Il Presidente George W. Bush il 26 ottobre del 2006 ha firmato la cosiddetta Legge del Muro Sicuro 2006 (H.R 6061), autorizzando così la costruzione di un muro di 1.100 chilometri lungo la frontiera col Messico. La legge include l'autorizzazione ad incrementare i punti di check-up, i funzionari della migrazione, i sistemi di monitoraggio elettronico, telecamere, microfoni, ecc., e l'installazione di un sistema di luci abbastanza potente da vigilare la zona.
Ma quei 1.100 chilometri sono solo la terza parte della frontiera tra Messico e gli Stati Uniti, e l’1,2 milioni di dollari che il Congresso ha autorizzato per la costruzione del muro non coprono le spese totali. Allora, qual è la vera intenzione dietro questa legge mal concepita, offensiva ed inumana? Alcuni osservano che ha a che vedere con le elezioni nel Congresso degli Stati Uniti programmate per il prossimo 7 novembre, quando si deciderà se il partito democratico riuscirà a riprendere una maggioranza nel Senato e nella Camera dei Rappresentanti, o se il partito repubblicano manterrà il suo controllo totalitario sul corpo legislativo di Washington. Ma in realtà, non può essere così legata con quella situazione politica ed elettorale, perché anche i congressisti democratici hanno votato a sufficienza per approvare questa “legge”, facendone un argomento bi-partisan.
Quello che è certo, è che l'approvazione della Legge nel Congresso statunitense e l'autorizzazione già data dal Presidente Bush, confermano la politica ostile, discriminatoria e razzista contro gli immigranti latini. Più di undici milioni di messicani vivono e lavorano negli Stati Uniti, e per lo meno la metà di essi non possiedono documentazione legale per lavorare nel paese.
Ma queste persone compongono la forza lavoro più importante per il paese; la manodopera che fa funzionare le imprese, le fabbriche, le corporazioni e tutto ciò che è fondamentalmente necessario per il sistema consumistico e capitalista degli Stati Uniti. E nonostante gli sforzi per autorizzare la legalizzazione di questi milioni di persone sprovvisti di documenti che lavorano e vivono quotidianamente nel paese, cercando di avere una vita dignitosa per le loro famiglie e comunità, nel Congresso non c’è stato appoggio sufficiente per cercare una soluzione umana ed armonica. Invece di trovare il modo di aiutare questi esseri umani che rischiano le loro vite per andare nel paese del nord - perché la politica capitalista e sfruttatrice ha rovinato i loro paesi, i piccoli produttori e le loro economie - hanno scelto la morte, l'assassinio e l’emarginazione.
Dicono che la costruzione del muro servirà per garantire la sicurezza del paese e per ostacolare futuri attacchi terroristi. Sta lì la vera ragione della sua approvazione.
Perché il muro in sé, questo progettato e finanziato, non riuscirà mai a prevenire l'ingresso illegale di persone attraverso la frontiera meridionale degli Stati Uniti. Non ha neanche il finanziamento necessario per costruire i 1.100 chilometri autorizzati, che per altro, potranno coprire solo un terzo della zona confinante, quindi è chiaramente uno strumento di manipolazione.
La relazione del Comitato di Sicurezza Interna della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti sulla situazione confinante, pubblicata la settimana scorsa, cerca di convincere i lettori che ora i terroristi arrivano dalla frontiera col Messico. Certo, negli Stati Uniti hanno speso già tanto l'idea e l'immagine dei terroristi che arrivano dall’aria, e gli aeroporti sono sotto una sicurezza repressiva ed illogica che non rimane più niente da utilizzare come simbolo di terrore che la frontiera terrena del paese. Ovviamente non è la parte col Canada, anche se alcuni anni fa dissero che un terrorista aveva cercato di entrare da Vancouver con esplosivo sulla sua auto, ma dopo non è mica seguito uno sforzo per costruire un muro tra i paesi settentrionali, e nemmeno sono aumentati i controlli migratori per prevenire quella supposta minaccia terrorista.
Per Washington, la minaccia viene dal sud, dai paesi scuri e ribelli. Quella relazione del Congresso in questa violazione della frontiera messicano - statunitense, implica perfino il Venezuela, cinicamente, e senza alcuna prova, accusando il Presidente Chávez di addestrare “islamici radicali” per “agire come latini”, “insegnando loro lo spagnolo e fornendogli documentazione venezuelana per dopo andare in Messico e passare la frontiera con gli Stati Uniti.”
Assurdo ed orribile, perché queste sono le opinioni che hanno influenza sulla percezione del popolo statunitense. Il muro non è per intimorire i messicani ed altre fratelli e sorelle latini; è per rinchiudere il popolo statunitense, affinché non ascolti il clamore della rivoluzione che sta capitando tutt’intorno.
Quel popolo, ignorante e drogato dal consumismo, non sa che l'umanità sta disobbedendo; non capisce che la maggioranza del mondo si oppone alla politica di dominazione e sfruttamento degli Stati Uniti, e che quella maggioranza sta già agendo concretamente per difendere e salvare il nostro pianeta.
Toccherà al popolo statunitense decidere se permettere la costruzione di un muro pieno d’odio, ignoranza e morte, che servirà solo ad isolarlo dal mondo e dividerlo dai suoi fratelli, o se abbattere quel simbolo di violenza prima che prenda forma, fermando finalmente la distruzione e l'aggressione in suo nome.
Traduzione dallo spagnolo di FR per www.resistenze.org