www.resistenze.org - popoli resistenti - messico - 28-04-09 - n. 271

da Partito dei Comunisti Messicani- www.comunistas-mexicanos.org/index.php?option=com_content&task=view&id=325&Itemid=1
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Verso un altro Primo Maggio, radicale, anticapitalista, classista
 
16/04/2009
 
Invito alla Seconda Assemblea Nazionale dei lavoratori e lavoratrici della città, della campagna e del mare aderenti alla VI Dichiarazione della Selva Lacandona.
 
A tutte e tutti i lavoratori della città, della campagna e del mare
 
A tutte e tutti gli aderenti a la Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e partecipanti all'Altra Campagna.
 
Considerando che:
 
I. Il 2009 inizia per la classe lavoratrice come uno degli anni peggiori negli ultimi ottanta. Nuovamente il sistema capitalista mondiale attraversa una delle sue crisi cicliche. Di nuovo la sovrapproduzione di merci, la sovrapproduzione di capitale e la conseguente discesa del saggio di profitto per la classe borghese al potere impongono che le conseguenze vengano pagate dai salariati, dalla classe operaia in particolare. Questa volta si aggiunge l'elemento di una crisi iniziata con l'esplosione di una bolla di crediti non pagabili e di ipoteche inesigibili. I governi capitalisti non hanno riconosciuto apertamente la crisi. Tuttavia, il governo messicano ha sollecitato un sostanzioso prestito per 47mila milioni di dollari alla Banca Mondiale che finirà per essere pagato dal popolo.
 
Ma non si tratta di una mera crisi finanziaria o immobiliare, queste espressioni sono appena la punta dell'iceberg: una grande crisi bancaria e industriale. I capitalisti hanno già incominciato a cacciare migliaia di persone dalle loro case, specialmente in Nordamerica. In tutto il mondo si incrementano le ristrutturazioni o le serrate. E soprattutto ha preso il via un’ondata di licenziamenti nell'industria. Imprese di ogni tipo annunciano che lasceranno per strada milioni di lavoratori. Solo nel nostro paese, nell'ultimo trimestre in quasi 400.000 hanno perso il posto di lavoro.
 
Questa non è semplicemente una crisi del Modello Neoliberista, che in effetti è andato usurandosi dopo trenta anni.
 
Nel capitalismo, però, le crisi sono impossibili da evitare senza che cambi il modello di accumulazione. L'estrazione di plusvalore, lo sfruttamento della forza di lavoro è ciò che muove il sistema. Per questo fine si producono milioni e milioni di merci che nessuno può comprare e sopraggiungono le crisi. Il capitalismo, indipendentemente dal fatto che assuma una maschera statalista o di libero mercato, non offre alcun futuro certo a sé stesso, né per l'umanità.
 
Con i licenziamenti arriva la disoccupazione, la fame nera, l'insicurezza sociale. Unito a ciò, l'irrefrenabile deterioramento ambientale. Il capitalismo porta il mondo alla distruzione. Di fronte a questo scenario vi è un’alternativa mostrata storicamente: o si abbatte il capitalismo oppure questo porterà alla rovina il mondo.
 
II. Nel nostro paese la situazione non è diversa. Oltre alle conseguenze della crisi (che giunge dopo 30 anni di contenimenti salariali e perdita del potere d'acquisto) si vivono già di per sé le condizioni permanenti di sovrapproduzione lavorativa, che si manifestano nell'attacco alle condizioni di vita dei lavoratori, nello smantellamento dei diritti lavorativi e della previdenza sociale conquistati, come nel caso delle pensioni che vedono le compagnie assicurative (stimare di) ottenere immensi benefici mentre i lavoratori e le lavoratrici "perdono" in borsa, nella sottoccupazione, nella carenza totale delle condizioni di sicurezza e di salute nei luoghi di lavoro, nella controriforma della Legge Federale del Lavoro (LFT), nell'attacco e nella scomparsa dei contratti collettivi di lavoro, ecc.
 
Il caso più brutale che evidenzia il modo in cui viene trattata la classe lavoratrice in Messico è quello dei minatori sepolti da tre anni nella miniera 8 Pasta de Conchos, a Coahuila. In quello che fu un omicidio padronale che tuttora prosegue senza essere stato punito. L'impunità favorisce l’occultamento della negligenza dell'impresa, la complicità del governo ed il modello che ha provocato l'incidente.
 
Inoltre, l'insieme del movimento sociale deve affrontare la spietata repressione statale e la criminalizzazione della protesta da parte delle istituzioni, con il pretesto della "lotta alla criminalità”, quando la criminalità meglio organizzata è proprio quella che opera come governo in questo paese.
 
Per i popoli indigeni zapatisti organizzati, come per gli indigeni di altri stati, la guerra, le molestie, la repressione, la militarizzazione e l'inganno rappresentati dai programmi assistenziali del governo per dividere e distruggere la loro organizzazione autonoma ed indipendente. Per le Forze armate invece, migliori salari e più armi, comprate con le risorse dell'imperialismo nordamericano attraverso Iniciativa Mérida [versione messicana Plan Colombia, prevede lo stanziamento di aiuti militari statunitensi al governo Calderón per il suo progetto di “sicurezza democratica” nel sudest del paese, NdT].
 
Menzione importante merita la partecipazione, la lotta e la resistenza di tutte le donne in Messico e nel mondo per migliori condizioni di vita e di lavoro, che hanno deciso partecipare alla lotta anticapitalista per la trasformazione radicale della società: lavoratrici, operaie, indigene, studentesse, lavoratrici sessuali, contadine, artiste, perché consideriamo fondamentale l'organizzazione delle donne, in questo settore e nelle istanze dell’organizzazione che stiamo costruendo e definendo, come appartenenti ad una classe sfruttata, oppressa, picchiata, dimenticata, emarginata, disprezzata e repressa.
 
Per quelli che mostrano il loro dissenso, percosse e pallottole come ai maestri di Oaxaca e Morelos, che sostennero uno sciopero per più di 3 mesi in difesa dell'educazione pubblica e per i loro diritti, lotta che il popolo di Morelos abbracciò in modo solidale (genitori, contadini poveri, indigeni, ecc.) e che si estese ad altri stati. Per i mafiosi come Elba Esther Gordillo invece, la fedeltà e l’obbedienza di quelli che, come Calderón, devono loro favori.
 
Lo sciopero del Sindacato Indipendente dei Lavoratori dell'Università Autonoma Metropolitana (SITUAM) è stato promosso e sostenuto dai lavoratori e dalle lavoratrici di base contro le violazioni contrattuali e contro le loro dirigenze sindacali. Alla fine, in un ambiente di isolamento, di molestie e pressione mediatica, lo sciopero è stato revocato.
 
Per i prigionieri politici di Atenco condanne per più di cento anni. Per i criminali come Genaro García Luna ed Enrique peña Nieto, totale impunità, e per quelli che si rendono complici della repressione e dell’impunità, come i ministri della Suprema Corte di Giustizia della Nazione (SCJN), ci sono salari milionari, offensivi per il resto della popolazione che vive alla giornata.
 
I partiti politici, che rappresentano il sostegno supplementare del capitalismo predatore che costringe alla miseria settanta milioni di messicani, continuano ad essere mantenuti con risorse miliardarie, a scapito del popolo affamato.
 
III. Tuttavia, come succede nel resto del mondo, proseguono gli sforzi della classe lavoratrice per resistere e lottare contro il capitalismo. In Messico, da tre anni alcuni lavoratori e lavoratrici si vanno organizzando insieme ad altri settori, specialmente con gli indigeni zapatisti, nell’Altra Campagna.
 
Ci siamo organizzati come Settore Nazionale dal 2006. Abbiamo realizzato tre Incontri Nazionali Operai ed una grande prima Assemblea Nazionale. I nostri più importanti accordi, oltre a costituire il Settore Nazionale, sono stati in primo luogo avanzare nella costruzione di un'organizzazione di lavoratrici e lavoratori della città, della campagna e del mare dal basso e da sinistra, anticapitalista, antipatriarcale, che lotti per l'appropriazione dei mezzi di produzione, indipendente dal charrismo e neocharrismo [ovvero corporativismo e neocorporativismo, NdT] sindacale, dello Stato e dei partiti elettorali politico borghesi; che sia coerente con le indicazioni della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e dell’Altra Campagna. E, in secondo luogo, elaborare il nostro apporto al Programma Nazionale di Lotta dell'Altra Campagna, da una posizione di classe e anticapitalista, apporto che abbiamo fatto conoscere apertamente e che stiamo discutendo ancora perché si tratta di una proposta.
 
Convochiamo la 
Seconda Assemblea Nazionale dei lavoratori e lavoratrici della città, della campagna e del mare aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona (SDSDL).
 
da realizzarsi a 
Città del Messico, Distretto Federale, 1 e 2 maggio dell'anno 2009.
[...]
Settore Nazionale Operaio, dei lavoratori e lavoratrici della città, della campagna e del mare, dell’Altra Campagna, aderenti alla SDSL.
 
Guadalajara, Jalisco. Marzo 2009.