www.resistenze.org - popoli resistenti - messico - 08-07-12 - n. 417

da solidnet http://www.solidnet.org/mexico-party-of-the-communists/3221-cp-of-mexico-declaracion-y-llamado-del-partido-comunista-de-mexico-frente-a-la-imposicion-de-un-nuevo-gobierno-anti-obrero-sp
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Dichiarazione e appello del Partito Comunista del Messico di fronte all'imposizione di un nuovo governo anti-operaio
 
05/07/2012
 
Il Partito Comunista del Messico prende atto che si è compiuto ciò che durante tutta la Conferenza Nazionale tenutasi nell'aprile di quest'anno aveva analizzato e che in vari articoli aveva anticipato. I plutocrati, gli oligarchi, le centrali padronali si sono eretti a grande elettore di fronte al quale la volontà popolare, il suffragio universale, non contano niente in questo paese. Non è stata la volontà dei messicani che si sono recati alle urne. L'elezione è stata effettuata prima del 1° luglio, ma era necessaria la farsa per la sua legittimazione.
 
L'Ufficio Politico del PCM ritiene necessario specificare il contenuto economico del nuovo regime e mettere in guardia sulle barbare misure che si preparano contro la nostra classe e il nostro popolo.
 
Come già annunciato nei suoi primi discorsi, il compito principale del governo collocato dalla maggioranza dei gruppi monopolistici, è quello di approvare con qualsiasi mezzo le cosiddette "riforme strutturali". Il mandato del regime consiste nell'imporre la maggior quantità di sacrifici alla classe operaia e agli oppressi del nostro paese, per ampliare i profitti dei grandi capitalisti, prescindendo al momento dall'effetto che questo potrà avere sulla riproduzione del consenso borghese.
 
Sono stati annunciati i seguenti barbari provvedimenti:
 
- Riforma del Lavoro 
- Riforma fiscale 
- Riforma della sicurezza sociale 
- Riforma Energetica 
- Attivazione dell'Accordo per la Qualità Educativa 
- Legge di sicurezza nazionale e continuazione del Piano Merida
 
Riteniamo nostro dovere mettere in guardia sul loro carattere e lo esporremo sulla nostra stampa, negli organi di diffusione, nelle dichiarazioni di lotta e in altre attività politiche tra i lavoratori, nei quartieri e nelle scuole. Inoltre ci pronunciamo sulle altre aggressioni già annunciate.
 
Da candidato, Peña Nieto ha assicurato chiaramente davanti ai capitali dell'industria aerospaziale, che il progetto dell'Aeroporto di Texcoco sarà rilanciato e i 6 miliardi di dollari d'investimenti saranno al di sopra delle condizioni, delle proprietà e delle vite dei contadini presi di mira. Se Peña Nieto pensa che i compagni del Fronte dei Popoli in Difesa della Terra si troveranno ad affrontare questa minaccia da soli, si sbaglia.
 
L'offensiva è di carattere generale ed assume diverse forme e comprende i governi statali neoeletti e quelli già esistenti. Ad esempio, al di là della retorica necessaria per mantenere le apparenze, Manual Velasco Coello, il governatore entrante del Chiapas, parla di "aggressivi" piani di "riforestazione" e "salvataggio" delle risorse naturali, che saranno gestiti da gruppi di cittadini e allevatori affini. Qualsiasi lettura permette di vedere che si tratta di un'aggressione contro le comunità indigene zapatiste. Per questo, nessuna circostanza o sviluppo ci potrà dissuadere dall'esprimere decisione a mobilitarci dalla parte dell'EZLN e riteniamo che saranno molti di più quelli che staranno dalla stessa nostra parte.
 
E' probabile che il fiammante consulente Oscar Naranjo abbia idea d'esportare nel nostro paese le misure terroriste con cui ha annegato la Colombia, come i falsi positivi [contadini inermi, circa 2000, uccisi dall'esercito colombiano e poi fatti passare per guerriglieri delle FARC, ndr], la proliferazione di gruppi paramilitari, le alleanze con bande di narcotrafficanti per sbarazzarsi degli avversari e impedire la lotta popolare, il terrore mediatico contro gli oppositori e così via. Sappiamo che probabilmente siamo nel mirino. Il Partito Comunista del Messico avverte i suoi nemici di classe, così come gli alleati ed amici, che i comunisti in questo paese non si venderanno, né ci arrenderemo, né ci paralizzeremo. Abbiamo profonde convinzioni ed abbiamo accumulato esperienze per garantire la continuità e la vittoria del nostro progetto politico.
 
L'Ufficio Politico del PCM ritiene necessario aggiungere alla chiamata d'allerta precedente, una serie di riflessioni.
 
Sebbene vi siano intellettuali che insistono nell'incolpare il popolo e i rivoluzionari per questo risultato, riteniamo che questa volta sarà molto difficile continuare a farlo. È necessario che gli intellettuali compromessi riflettano sulle vere cause che non hanno portato a una percentuale maggiore di elettori. Noi riteniamo che ciò abbia a che fare col fatto che non potevano appoggiare un progetto che parla con entusiasmo di favorire i banchieri con incentivi, un progetto da cui l'interesse della maggioranza dei lavoratori di questo paese è stato escluso, dove si pretende di convincerli che si possano conciliare con i loro oppressori.
 
E' necessario che chi ha seminato illusioni, secondo le quali il popolo può risolvere i propri problemi con una soluzione tanto semplice come barrare un nome, riflettano sul fatto che questo è il costo dell'aver fiducia che i monopoli "diano il permesso", che li "facilitino" nel portare avanti i loro progetti. Devono riflettere sulla serietà che implica applicare formule come la "fiducia nel popolo". O si punta sul sostegno degli oligarchi o si punta sul sostegno popolare fino alle sue ultime conseguenze, non si può aver entrambi senza subire a questi esiti, rimanendo come dei veri mentecatti in cui non è possibile riporre alcuna fiducia.
 
Riteniamo che senza cambiamenti sostanziali strappati agli oligarchi, i partiti politici registrati non esprimeranno la correlazione di forze che esiste nel quadro della lotta di classe nel nostro paese. Essi rappresentano solo gli interessi dei monopoli e tutti sottoscrivono e sostengono la prosecuzione del capitalismo, lo sfruttamento del lavoro salariato, dell'appropriazione privata in poche mani della ricchezza socialmente prodotta e l'unica differenza che può esistere tra loro è sulla gestione. Perdere di vista ciò, significa cedere alla tirannia e portare i militanti a seminare illusioni ogni sei anni.
 
Il contenuto economico e politico del regime dei carnefici che ci viene imposto è determinato dal carattere di classe dello Stato, è determinato dall'esistenza di gruppi monopolistici in questo paese e dai loro bisogni che sono completamente antagonisti in relazione alle esigenze e aspirazioni del popolo.
 
Né il boicottaggio economico, né le azioni isolate, né la promozione di false illusioni sono la soluzione a questa situazione. I monopoli possono esser sconfitti solo con la partecipazione di coloro che generano plusvalore, di quelli che generano i loro profitti. Per noi è chiaro che il peggior nemico del nuovo regime sarà la classe operaia mobilitata. I lavoratori devono scendere in piazza per lottare per la difesa di tutto ciò che rappresenta il proprio benessere, la propria vita e sicurezza.
 
Vi sono anche altre organizzazioni che pensano in modo simile. Anche se crediamo che lo sciopero sia l'arma per eccellenza della nostra classe, vogliamo che si rifletta sul fatto che questo non si potrà realizzare con un carattere di tipo generale senza che s'interrompa in modo deciso il controllo esercitato dai vertici della CTM [Confederazione dei Lavoratori del Messico] e della CROM [Confederazione Regionale degli Operai Messicani] e da tutta la dirigenza sindacale charras e neo-charras. [corrotta, collusa col governo, ndr]. Il lavoro del Coordinamento Sindacale Unitario del Messico va in questa direzione, ma realizzare alleanze di classe che fanno progredire le posizioni in tal senso sarebbe un grande salto in avanti.
 
Fin dove arrivano le nostre forze non permetteremo che si impongano le riforme e faremo tutto quanto in nostro potere per dare una soluzione organizzata all'inevitabile malcontento.
 
L'appropriazione dei monopoli da parte dei loro lavoratori manuali e intellettuali. L'uso di questo potere economico nelle mani dei lavoratori per soddisfare le esigenze del popolo. Questa è la via di uscita, l'unica base su cui costruire una vera democrazia, il potere popolare, il socialismo.
 
L'Ufficio Politico del PCM ritiene sua responsabilità inviare un messaggio a tutti i combattenti, a tutte le organizzazioni politiche, di classe e rivoluzionarie del nostro paese.
 
Il PCM spera che tutti i rivoluzionari, le organizzazioni e i combattenti della classe operaia, dei contadini, delle classi oppresse, indipendentemente dal fatto che per un motivo o per l'altro abbiano riposto le loro speranze nell'attuale sistema elettorale, siano disposti a combattere insieme a noi contro i progetti del potere dei monopoli. Lo stesso valga per tutti quegli astensionisti, sostenitori della rottura, anti-capitalisti che per vari motivi sono stati in disaccordo con noi: speriamo di unirci in un coordinamento di movimenti sociali che abbia come centro il movimento operaio di classe. Speriamo che siate pronti a combattere con noi contro i carnefici del popolo nelle fabbriche, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei quartieri.
 
Chiamiamo coloro che combattono contro questa tirannia in modo disperso a non far prevalere la smobilitazione, la confusione e la demoralizzazione. Insistiamo sul fatto che il nostro compito è di organizzare la classe operaia nei luoghi di lavoro e nelle piazze. Chiamiamo ad assumersi questo compito, c'è bisogno di molti più rivoluzionari disciplinati che sfidano tutto per raggiungere l'obiettivo, abbiamo bisogno di più penne, più braccia, più organizzatori e agitatori. Abbiamo bisogno di più organizzazione. Non abbiamo bisogno di lottare tra sei anni, ma da ora.
 
Chiamiamo le organizzazioni e le forze rivoluzionarie, di classe e popolari ad una alleanza. Li invitiamo a costruire un fronte contro le riforme, contro la svalutazione del lavoro, contro la barbara aggressione, contro le guerre imperialiste.
 
Il PCM sviluppa a sua volta la propria piattaforma di lotta per questo periodo, per soddisfare le esigenze immediate del popolo lavoratore, una piattaforma per la crisi. Queste sono alcune delle misure che proponiamo:
 
- Disconoscimento di tutti i debiti che sono stati contratti per sopravvivere o realizzare lavoro. Parliamo qui degli affitti, delle ipoteche, dei debiti con le imprese usuraie come COPEL, ELEKTRA, FAMSA, tutte le finanziarie e gli istituti di credito ecc.
 
- Assicurare l'approvvigionamento alimentare a tutta la popolazione. Questo significa prendere il controllo dei grandi centri commerciali, magazzini, aziende di trasporto, di produzione e trasformazione alimentare, dei grandi proprietari terrieri, cioè dei monopoli che traggono profitto dalla fame.
 
- Rottura unilaterale di tutti gli accordi economici e di qualsiasi altro tipo, dannosi per il popolo del Messico. Sviluppare in tal modo tutto il potenziale produttivo del nostro paese.
 
- Creazione immediata di posti di lavoro permanenti nei settori della produzione e del sociale, dove c'è grande carenza, ad esempio nell'istruzione e nella sanità.
 
- La riduzione immediata della giornata lavorativa a 36 ore settimanali.
 
- Sussidio decente per tutti i disoccupati. Pensione assicurata per la classe operaia.
 
- Riappropriazione delle terre da parte dei popoli indigeni, contadini poveri e braccianti senza terra. Consegna alle comunità che lavorano la terra degli utensili, macchine agricole, fertilizzanti e tutti gli input necessari esistenti nel territorio nazionale.
 
- Il riconoscimento degli accordi di San Andres Larrainzar.
 
- Accesso gratuito a tutti i servizi sanitari per il popolo messicano. Questo significa prendere il controllo delle farmacie in franchising, delle grandi aziende farmaceutiche, degli ospedali privati, delle grandi fabbriche di dispositivi medici.
 
- Opposizione a qualsiasi tentativo di svalutazione della forza lavoro, vale a dire qualsiasi tentativo diretto o indiretto di ridurre i salari, tagliare le prestazioni, cancellare diritti e conquiste e così via.
 
L'unico modo realistico per ottenerli è di fermare i barbari attacchi e i sacrifici imposti alla nostra classe e al nostro popolo, vale a dire compromettere gli interessi dei monopoli. Il PCM dice ai lavoratori e agli sfruttati che non sono d'accordo con il socialismo, che dobbiamo lottare insieme per questa piattaforma, che è necessario mobilitarsi per realizzarla. La vittoria finale non può essere raggiunta senza battaglie vittoriose.
 
Infine, contro le minacce pronunciate dai nostri nemici, facciamo appello a che nessuno sia solo. Sappiamo che neanche voi vi venderete, né vi arrenderete, né vi fermerete.
 
Proletari di tutti i paesi, unitevi!
 
Ufficio Politico del Partito Comunista del Messico
 
 

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