www.resistenze.org - popoli resistenti - messico - 27-09-12 - n. 423

da solidnet - http://solidnet.org/mexico-party-of-the-communists/3407-cp-of-mexico-declaracion-del-pcm-sobre-reforma-laboral-sp
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Dichiarazione del PCM sulla Riforma del Lavoro
 
Dichiarazione dell'Ufficio Politico del Partito Comunista del Messico
 
19/09/2012
 
Contro la svalorizzazione del lavoro: opposizione totale alla riforma del lavoro.
 
Il 1° settembre, giorno in cui ha presentato il rapporto presidenziale, il presidente Calderon ha esposto un progetto di legge di Riforma della Legge Federale del Lavoro al Congresso dell'Unione, con carattere prioritario.
 
Questa iniziativa di Riforma contiene principalmente disposizioni che nel loro insieme rappresentano il più duro attacco, atto a ridurre il valore della forza lavoro, che sia mai stato subito in diverse generazioni dai lavoratori in Messico.
 
Legalizza la pratica della subcontrattazione e dell'evasione di responsabilità del padrone di fronte al IMSS (Istituto Messicano di Sicurezza Sociale, ndt). Facilita il licenziamento e limita il diritto a percepire gli arretrati. Complica la possibilità di ottenere una vecchiaia e una pensione dignitosa. Consegna i giovani lavoratori allo sfruttamento più crudele sotto l'eufemismo della "formazione professionale". Dà il suo assenso a vivere sulla base di posti di lavoro temporanei per decenni o per tutta la vita, e per questo è sufficiente che l'impresa che beneficia ogni sei mesi del nostro sfruttamento e rovina, non ci riassuma. 
 
Insieme alla Riforma hanno innescato un'altra serie di attacchi specifici, ad esempio contro gli insegnanti, annunciando già il rilancio e l'approfondimento dell'Accordo per la Qualità Educativa, che cancella molti diritti sindacali in un momento in cui vengono minate le risorse dell'istruzione pubblica.
 
Ma la cosa più inquietante è che si vuole rompere qualsiasi resistenza della nostra classe. Vengono poste numerose trappole legali all'esercizio dello sciopero e al registro sindacale. Adesso, con la flessibilità degli orari sono sepolte due delle conquiste più importanti della classe organizzata nel nostro paese, ovvero il salario minimo e la giornata massima di 8 ore. Senza ciò non vi è alcuna base giuridico-legale per gli accordi collettivi futuri e di conseguenza si va dritti all'estinzione dei sindacati. Siamo ridotti a schiavi moderni che lavoreranno a seconda dei capricci del padrone, al tempo che lui desidera e per una paga minima. Con queste modalità hanno intenzione di distruggere altri benefici.
 
In cambio di questi sacrifici la legge cerca di compensare e convincere alcuni mediante vere e proprie prese in giro e declamazioni demagogiche. Per esempio adesso viene introdotto il "diritto ad un bicchiere d'acqua". Dall'altro lato vengono aggiunte alcune modifiche per regolare l'industria mineraria del carbone, ma senza che venga mosso un solo dito per punire i responsabili di centinaia di morti di operai delle industrie.
 
Questa iniziativa è già stato accettata con la discussione, da parte di tutti i partiti borghesi che non temono adesso rappresaglie elettorali immediate. Questa riforma era già stata annunciata e tentata più di un anno fa, tuttavia adesso vi è una maggiore coesione tra le forze politiche borghesi, il parlamento è dominato da un unico blocco nero a favore delle misure più selvagge per la salvaguardia dei profitti dei monopoli. Il nostro Partito aveva già annunciato in precedenti comunicati che questa riforma sarebbe stata emessa, anche se sarebbe stato eletto Peña Nieto e non Calderón. Ciò dimostra che, indipendentemente da quali individui o partiti borghesi abbiano la maggioranza, l'unico che si può esprimere nei diversi livelli dell'attuale regime, è il potere politico dei monopoli.
 
Gli operai non hanno rappresentanti parlamentari, non possono organizzare la loro difesa da lì. Non possono lasciarsi influenzare da manovre che servono solo a generare false speranze, che sono servite solo a contenere la mobilitazione e la radicalizzazione, come è la riedizione dell'Obrador per formare un altro partito opportunista che non superi le definizioni degli altri partiti opportunisti. Gli operai non possono rimanere in attesa sei anni per difendersi, né possono confidare in coloro che in molteplici occasioni hanno rifilato vere fregature al popolo.
 
No, gli operai devono muoversi senza esitazioni ad organizzare la loro difesa nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro e nelle strade, questo sarà il teatro della battaglia.
 
Chiamiamo i lavoratori ad esigere dai loro sindacati, mobilitazioni contro la riforma. Siamo stati in lotta per decenni per democratizzare i sindacati, tuttavia adesso il movimento operaio è una situazione di vita o di morte. Quelle direzioni che non organizzano la difesa contro la riforma o che collaborano con questo intento, devono essere mostrate, attaccate e spazzate. Questa lotta deve essere usata per distruggere i charros [corrotti, ndt]. A favore o in modo militante contro la riforma, significherà a favore dei capitalisti o a favore dei lavoratori.
 
Facciamo appello agli operai di organizzarsi e unirsi come comitati, correnti, in gruppo o individualmente all'azione contro la riforma che si apprestano a realizzare.
 
Ma il PCM non si conformerà solo con la diplomazia e la diffusione per organizzare la risposta a questa riforma. I nostri militanti, cellule e comitati si muoveranno e agiranno per l'agitazione tra la classe durante i 60 giorni che durerà la discussione di questo attacco.
 
La borghesia deve sapere che questa azione attiverà una vera e propria guerra di classe verso di loro. Decenni di opportunismo e consegna hanno fatto il loro lavoro e avvertiamo che probabilmente perderemo le prime battaglie. Ma da qui iniziamo l'opposizione militante contro le riforme e le barbare misure, da qui cominceremo a preservare e accumulare le forze per organizzare la controffensiva e il rovesciamento del regime.
 
Proletari di tutti i paesi, unitevi!
 
Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista del Messico
 
 

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