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Manifesto del Partito Comunista del Messico

Partito Comunista del Messico | comunistas-mexicanos.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

25/01/2014

Preparare l'offensiva popolare contro il governo della fame e della miseria

Alla classe operaia

A tutti i lavoratori messicani:

All'inizio dell'anno si iniziano a sentire gli effetti delle riforme intraprese nel corso del 2013 dal Patto per il Messico e da Enrique Peña Nieto, il governo della fame e della miseria.

Un insieme di misure che colpisce il livello di vita dei lavoratori e delle loro famiglie: 16% di aumento dei prezzi dei trasporti e dei beni fondamentali. Il panorama si presenta cupo, con la disoccupazione all'orizzonte e una profonda miseria. Giorno dopo giorno, la vendita della forza lavoro serve solo per arrivare al giorno successivo. Se le passate generazioni sapevano che dalla loro sofferenza scaturiva la speranza che i loro figli avrebbero vissuto meglio, oggi è chiaro che, col perdurare della situazione, con il dominio della logica del profitto, con la perdita dei diritti, con le leggi a favore del profitto dei monopoli, la loro vita sarà peggiore.

I lavoratori consegnano la propria forza, il proprio tempo, la propria vita, per un salario che garantisce solo la sopravvivenza, mentre il capitale si allarga sul lavoro non pagato, aumenta la sua ricchezza ogni giorno e non perde nulla nella crisi perché lo Stato e il governo scaricano i costi sui lavoratori. Sono i lavoratori e le loro famiglie a pagare con il loro sacrificio per far sì che i monopoli non siano colpiti dalla crisi di sovrapproduzione e sovraccumulazione da loro stessi generata. Per la classe operaia solo lavorare e lavorare, senza sperare nella pensione, nel pagamento degli straordinari, nella sicurezza sociale e sul posto di lavoro, ecc. Non c'è futuro nel capitalismo per i lavoratori ed il popolo, ma la paralizzante preoccupazione di allungare al massimo il salario per cercare arrivare alla seconda settimana.

Le riforme di Peña Nieto e il Patto per il Messico hanno proletarizzato molto rapidamente il popolo. Oggi non abbiamo niente, non abbiamo futuro, abbiamo solo la nostra forza lavoro da svendere.

In un solo anno di governo Peña Nieto e del suo partito, il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), in coalizione nel Patto per il Messico con il Partito d'Azione Nazionale (PAN), il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) e il Partito Verde Ecologista del Messico (PVEM), hanno saccheggiato e distrutto i diritti dei lavoratori e del popolo e concesso ai monopoli lo sfruttamento delle risorse naturali.

Nel raccontare questa politica di ristrutturazione capitalistica iniziata quasi trent'anni fa, si trova una vasta gamma di carichi anti-operai e anti-popolari:

a) Con la riforma dell'articolo 27 della Costituzione nel 1991, è stato distrutto lo Ejido [area di terra comune parcellizzata tra i membri della comunità, ndt], favorendo l'espropriazione delle terre ai contadini e dando origine alla loro monopolizzazione da parte del settore immobiliare ed edile, che hanno ricavato profitti milionari grazie alla speculazione e alla costruzione di case di "interesse sociale". Inoltre si è facilitato lo sfruttamento minerario-energetico, la mercificazione dell'acqua e delle risorse naturali, la logica del profitto ha portato alla devastazione dei fiumi, al taglio indiscriminato dei boschi, all'inquinamento della natura. La produzione agricola non è balzata in avanti come promesso, ma al contrario oggi siamo ancora più lontani dall'autosufficienza alimentare. La legalizzazione dell'espropriazione di queste terre comuni ha distrutto intere popolazioni, dando inizio all'attuale assedio da parte di gruppi paramilitari contro i contadini di queste comunità che si rifiutano di abbandonare le loro terre.

b) La privatizzazione del settore statale dell'economia, fra l'altro pieno di corruzione, ha formato in un breve periodo poderosi monopoli e una plutocrazia che contrasta con i crescenti livelli di povertà del paese. Le imprese statali, che non erano in fallimento, hanno fornito utili esorbitanti ai loro nuovi proprietari.

c) Il Trattato di libero scambio [NAFTA] ha favorito le borghesie di Stati Uniti, Canada e Messico, e ha portato condizioni di sfruttamento più elevate per i lavoratori dei tre paesi e di quelli migranti centroamericani, creando zone di super-sfruttamento come le regioni delle maquiladoras. Sulla base di una integrazione diseguale che rafforza l'interdipendenza tra le economie del Nord America. Con il sostegno di un mercato comune sono stati divisi i rami della produzione in conformità con la relativa forza dei gruppi monopolistici, le rispettive borghesie possono attuare in modo aggressivo l'esportazione di capitali dalle aziende con sede nei tre paesi. Con il mercato comune, con gli accordi di cooperazione politica e poliziesca-militare, la borghesia monopolistica dei tre paesi garantisce i propri interessi.

d) La distruzione dei diritti sindacali e lavorativi. In tre decenni sono stati limitate e violate le conquiste della classe operaia, mentre si svalorizzava il lavoro. Oggi, con la riforma del lavoro approvata dal Congresso dell'Unione, i lavoratori hanno perso il diritto di sciopero, i contratti collettivi, la giornata massima di 8 ore, la certezza del lavoro, le vacanze, i bonus, le indennità e le pensioni, i fondi per la casa, ecc. Oggi la classe operaia in termini legali è impotente contro l'avidità della classe padronale che cerca di estendere la giornata lavorativa a 10 e in alcuni casi a 11 ore, che con la sub-contrattazione si libera da ogni responsabilità. Aumentano i crimini industriali che provocano la morte di centinaia di lavoratori con condizioni di lavoro insicure.

e) La riforma energetica consegna petrolio ed elettricità ai monopoli privati, cosa che conferma ciò che abbiamo accennato in precedenza, criticando i miti della cosiddetta ideologia della Rivoluzione messicana. Il petrolio stava nelle mani dello Stato solo fintanto che si sviluppava un processo di centralizzazione e concentrazione capitalista. Sia nelle mani dello Stato borghese, che in quelle di società private, il petrolio finisce col favorire i capitalisti con la stragrande maggioranza della sua rendita. Ora la consegna diretta nelle loro mani va a tagliare il già di per sé magro fondo sociale e di sviluppo nazionale. Si tratta di una misura attuata per salvaguardare in condizioni di crisi gli interessi dei più potenti gruppi monopolistici.

f) La riforma dell'istruzione che lentamente privatizza l'insegnamento, rendendolo un privilegio inaccessibile per i figli delle famiglie operaie.

g) Per ultimo, ma non meno importante, si applicano maggiori imposte al lavoro con il 16% dell'IVA.

Chiaramente questo processo ha alterato radicalmente la struttura del paese, dimostrando che il suo unico scopo era servire il potere dei monopoli, garantire i loro profitti, la redditività del capitale sullo sfruttamento intensificato del proletariato e l'impoverimento e la sofferenza del popolo.

Il nuovo regime

Per raggiungere i suoi obiettivi, vale a dire, per attuare le precedenti misure per trasferire i costi della crisi alle classi oppresse e sfruttate con la velocità richiesta, il potere dei monopoli, rappresentato da Peña Nieto e dal Patto per il Messico, non ha esitato a calpestare e annullare uno dei pilastri che garantivano la sua posizione dominante: la facciata democratica della dittatura di classe.

Durante tutto lo scorso anno, con il Patto per il Messico, grazie alla chiusura delle file della maggioranza delle forze borghesi e passando per una profonda ristrutturazione, lo Stato è mutato rapidamente in molte delle sue caratteristiche per far posto ad una dittatura palese. Possiamo parlare di un Nuovo regime.

Nei fatti il parlamento è divenuto obsoleto, trasformando il Congresso dell'Unione in un semplice eco di ciò che è stato già deciso dal conclave della borghesia monopolista e dei suoi interessi. Il potere legislativo, giudiziario ed esecutivo, sono la forza d'assalto degli interessi della classe dominante.

Si rafforzano i corpi repressivi, con la triplicazione dei loro effettivi, vengono dotati di un comando unico, si destina parte importante del bilancio per il loro armamento con nuovi e moderne acquisti provenienti dal Plan Merida, compresi i droni, nuove armi automatiche con maggiori capacità di fuoco, trasporti con blindati più grossi, apparecchiature di intercettazione di comunicazioni elettroniche, ecc. Si crea la gendarmeria, continuando la militarizzazione del Messico, mentre con il pretesto di combattere il narcotraffico si giustifica la presenza dell'esercito nelle strade.

Oltre i corpi repressivi ufficiali, la borghesia ha ristrutturato, addestrato e ingrossato i corpi paramilitari, assorbendo l'esperienza dei loro consulenti stranieri. Non si tratta più della repressione comune in qualsiasi parte del mondo dove la borghesia domina i lavoratori, ma di vera barbarie e decomposizione. I quadri del movimento popolare sono fatti oggetto di tortura sotto le forme più bestiali prima di venire giustiziati senza processo. Le attività di questi gruppi si traduce in mutilazioni, decapitazioni, impiccagioni, incinerazioni, ecc.

Vengono prese misure giuridico-legali per facilitare il presidente, il massimo rappresentante del potere statale della borghesia, nel decretare senza tramiti la sospensione delle garanzie, inaugurando di fatto uno stato di emergenza senza precedenti nella storia moderna del paese. Cioè, la borghesia prende misure, si prepara a schiacciare nel sangue l'insubordinazione che con le misure imposte dal Nuovo regime sorge tumultuosa in tutte le regioni del paese.

Il potere dei monopoli ha negato tutti i diritti e il proprio sistema giuridico e in sostanza si basa sulla pura arbitrarietà del grande capitale, con molte analogie con il fascismo. Diverse caratteristiche del fascismo sono presenti nella conduzione del paese da parte di Peña Nieto insieme ai vertici di amministratori del potere borghese per garantire la stabilità in un periodo di crisi e turbolenze.

Non c'è nulla nella Costituzione o nella pratica dei diversi livelli di governo che parli di qualche mediazione con i settori subalterni. Nel paese chiaramente si mostra la contraddizione tra capitale e lavoro, tra il potere dei monopoli da un lato e la classe operaia e il popolo sfruttato dall'altro.

Non abbiamo altro modo, dobbiamo lottare

Pur con tutto questo, ci sono forze di "sinistra" che mirano a raggiungere una presenza in parlamento, che lavorano in modo permanente nella semina d'illusioni, soluzioni facili e smobilitanti. Come quelle che dicono aspettare per anni fino al periodo elettorale, quando "questa volta li fermeremo".

Di fronte a tale quadro desolante, di fame e miseria, di super-sfruttamento, spoliazione, repressione, è necessario che il popolo prepari l'insurrezione per il rovesciamento del potere dei monopoli, rappresentato oggi da Enrique Peña Nieto. In questi momenti chiamare a mantenere la speranza rigorosamente all'interno del quadro delle istituzioni borghesi, parlare di "riconciliazione nazionale", equivale a un tradimento. Indipendentemente dalla varietà di bandiere, o si sta dal lato del popolo lavoratore o da quello di Enrique Peña Nieto e del Patto per il Messico, mascherando consapevolmente il vero volto della dittatura dei monopoli che viviamo.

Mettiamo in allerta i nostri militanti e quelli di tutte le organizzazioni rivoluzionarie, popolari e della classe operaia, affinché si mettano sul piede di guerra. La previsione del VIII Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista del Messico, sulla tendenza crescente alla disobbedienza, alla più chiara scissione della società secondo le classi in lotta, l'elevazione delle forme che assumerà la lotta di classe, ecc, si sta verificando pienamente.

Nonostante l'apparente forza dello Stato di emergenza e del Nuovo regime, sottolineiamo che non ha raggiunto la caratteristica del fascismo di detenere il controllo totale, l'egemonia o lo smantellamento delle organizzazioni popolari. Centinaia di migliaia di lavoratori dell'istruzione lo testimoniano, decine di migliaia di uomini armati e raggruppati nelle guardie contadine e popolari di Guerrero, Veracruz, Oaxaca, ecc., lo testimoniano, l'effervescenza della classe operaia per l'applicazione pratica della riforma del lavoro, compresa l'incapacità di controllare i focolai e movimenti spontanei nella base degli iscritti alle sigle CTM (Confederazione dei Lavoratori Messicani), CROM (Confederazione Regionale degli Operai Messicani), CROC (Confederazione Rivoluzionaria degli Operai e Contadini), ecc, lo attesta, insieme all'impotenza di realizzare i loro decreti per regolamentare le manifestazioni.

Ecco la sua debolezza, ecco dove dobbiamo pressare. Rendere impossibile nei luoghi di lavoro l'attuazione delle loro riforme, impedire l'esercizio del governo degli alfieri del Patto per il Messico, elevare in ogni angolo del paese le più avanzate forme di organizzazione popolare, intensificare i legami tra i rivoluzionari e le organizzazioni di massa, legare ogni rivendicazione e aspetto parziale alla questione del rovesciamento del potere dei monopoli.

Già altri regimi sconfitti nella storia del nostro paese avevano un aspetto di forza arrogante poco prima di crollare di fronte alle rivolte. La ribellione, l'insurrezione è un dovere del popolo e della sua classe più avanzata, il proletariato. Solo la sovranità popolare, il potere operaio e popolare consegneranno al nostro popolo una prospettiva di soddisfacimento delle necessità fondamentali, di libertà e di democrazia.

Deve essere una creazione eroica del nostro popolo, che si basa sulle proprie esperienze di combattimento, come la APPO [Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca], e in generale le assemblee popolari. Noi comunisti siamo convinti della capacità della classe operaia e del popolo di porre fine al potere dei monopoli e costruire un nuovo paese.

I comunisti insistono sul fatto che non è possibile voltare pagina della storia, che intendere la lotta solo per riconquistare ciò che si è perso è una politica sbagliata. Un paese nuovo deve essere la nostra prospettiva e il nostro programma è la Rivoluzione Socialista.

Noi comunisti siamo convinti della necessità di lavorare unitariamente, costruendo gli spazi di unità di classe necessari per rovesciare la borghesia.

Informiamo la classe operaia e il popolo che quest'anno si terrà il V Congresso nazionale del Partito Comunista del Messico, e all'ordine del giorno si trova la questione di contribuire responsabilmente, con audacia e determinazione affinché la classe operaia orienti la lotta verso questa direzione.

Il Partito Comunista del Messico compirà il suo dovere rivoluzionario.

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

Oaxaca, Gennaio 2014.

L'Ufficio politico del Comitato Centrale


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