www.resistenze.org - popoli resistenti - messico - 14-12-14 - n. 524

Intervista al Segretario del PCM sugli avvenimenti di Ayotzinapa

Unsere Zeit (Nostro Tempo) settimanale del Partito Comunista Tedesco (DKP) intervista il compagno Pável Blanco, Primo Segretario del CC del PCM, sugli avvenimenti di Ayotzinapa.

Pável Blanco | comunistas-mexicanos.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

09/12/2014

Dal sequestro di 43 studenti e la scoperta di una fossa comune nella quale sono stati sepolti i loro corpi, il fiume di manifestazioni e proteste contro il massacro non cessa. Cosa succede?

Il 26 Settembre nella città di Iguala si è prodotta una repressione poliziesca che ha causato sei morti e 43 scomparsi, tutti studenti della Scuola Normale di Ayotzinapa e membri della Federazione degli studenti contadini socialisti del Messico. Da allora si sono scatenate una serie di mobilitazioni in tutto il paese, sia nelle grandi città che nei piccoli centri. Praticamente tutte le università sono entrate in sciopero studentesco e nello stato di Guerrero i lavoratori dell'istruzione sono arrivati al secondo mese di sciopero, oltre al fatto che le azioni di insubordinazione sono crescenti. Si tratta della più importante risposta popolare degli ultimi decenni.

Chi è il responsabile e chi sono i beneficiari di questo crimine?

Il governo di Iguala e quello di Guerrero erano responsabilità del Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) (partito dell'Internazionale Socialista e del Forum di San Paolo). Qui si applica da tempo il paramilitarismo come strumento di repressione statale e un anno fa lì furono assassinati cinque comunisti. Il PRD è l'esecutore diretto, ma la responsabilità è dell'intero stato borghese messicano e coinvolge la presidenza della Repubblica. C'è una crisi dell'insieme dello stato borghese messicano, crisi economica e politica.

Il legame tra narcotraffico, paramilitari e Stato è provato, come della cooperazione dei narcotrafficanti, dei corpi di polizia e dello stesso esercito messicano.

Esiste una cooperazione sistematica tra le autorità pubbliche e il crimine organizzato?

Si, permanente e metodica, al di là dell'aspetto giornalistico che può far risaltare l'arresto di uno o dell'altro capo dei narcos, ci sono prove che evidenziano che tali godono dell'approvazione dello stato. Non si può spiegare in altro modo l'alto volume di droga che si muove per le strade del Messico verso la frontiera del nord, la protezione delle zone militari, la collaborazione di comandanti della polizia. Ma non è che i narcos si appropriano dello stato, ma è lo stato che protegge i narcos fin tanto che rappresentano un processo di accumulazione originaria di capitale, di uomini d'affari neri che aspirano ad esser imbiancati domani, che aspirano ad esser domani parte della classe dominante perché possessori di capitale, perché sono borghesi. Quale signore del capitalismo non ha una scia di crimini dietro di sé? Che forse il capitale non viene al mondo sgorgando sangue e sporcizia dai suoi pori?

Ci sono lacune nel sistema giuridico che promuovono la fusione tra stato e crimine organizzato?

La questione dei vuoti legali non è significativa, poiché alla fine non ci sono impedimenti, come è dimostrato in altre nazioni dove la legislazione è implacabile con il narcotraffico e nonostante questo sono i più grandi consumatori mondiali, come il caso degli Stati Uniti d'America. E' un problema di fondo: il capitalismo è accompagnato dalla barbarie e da tutti i flagelli che lacerano socialmente. Non è possibile un capitalismo limpido, finché esso esisterà fluiranno droghe che minacciano soprattutto la gioventù e che arricchiscono alcuni, ci sarà traffico di organi, ci saranno guerre sociali come quella che vive il Messico, con oltre 100.000 morti. Non è qualcosa fuori dal controllo del capitalismo, ma il capitalismo stesso, con la logica dei profitti sopra la vita delle donne e degli uomini.

Quali sono gli organi responsabili del movimento di protesta e con quali prospettive della lotta per il chiarimento del crimine? Quali sono le richieste dei manifestanti?

Insistiamo nel dire che si tratta di un movimento popolare che supera già di molto la richiesta "Vivi sono stati presi, vivi li vogliamo!" per la presentazione in vita dei 43 compagni studenti. Ayotzinapa è una goccia che ha fatto traboccare il vaso dell'accumulo di ingiustizie, non solo della repressione, ma dell'aggressività del capitale contro il lavoro. Un paese con 60 milioni di persone in povertà estrema, gravemente colpito dalla disoccupazione, con una caduta del potere d'acquisto del salario dei lavoratori. Un paese dove si ricava la reddittività dei monopoli e lo sviluppo del capitalismo intensificando lo sfruttamento.

Le riforme strutturali approvate dal Patto per il Messico lo scorso anno hanno accelerato l'urto, poiché la sua aggressività nel contesto della crisi di sovrapproduzione e sovraccumulazione del capitale ha mostrato la pauperizzazione della famiglia popolare e lavoratrice. La riforma del lavoro che ha annullato il diritto di sciopero, il salario minimo, il diritto alle pensioni, lo straordinario, che ha introdotto la precarizzazione lavorativa con l' outsourcing.

In questo quadro, il genocidio contro gli studenti di Ayotzinapa potenzia la lotta. Uno degli organismi, ma non l'unico, che funziona come centro di coordinamento è l'Assemblea Nazionale Popolare, nel quale partecipano gli studenti di Ayotzinapa, i docenti raggruppati nella CNTE [Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell'Educazione], il PCM, il Sindacato Messicano degli Elettricisti, tra gli altri.

Le richieste delle mobilitazioni sono politiche e chiamano in causa lo Stato; oggi inoltre si domanda l'uscita di Enrique Peña Nieto dalla Presidenza della Repubblica. In questa lotta noi comunisti cerchiamo di elevare il programma e dare un contenuto profondamente anticapitalista al movimento, in quanto naturalmente bisogna far i conti con settori che cercano di ridurre il potenziale radicale a richieste strettamente legate ai diritti umani, o i ghandiani che vogliono incastrare questo movimento nel pacifismo.

Un altro elemento qualitativo da tenere conto è che si profila il potere popolare, soprattutto a Guerrero, che dopo l'esperienza della APPO [Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca] nel 2006 può acquisire dimensioni nuove che cozzano con il potere dei monopoli.

Ringrazio UZ per lo spazio e il Partito Comunista Tedesco (DKP) per le manifestazioni di solidarietà con il popolo del Messico in questo momento.


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