www.resistenze.org - popoli resistenti - messico - 22-02-15 - n. 532

La Convenzione Nazionale Popolare è uno spazio di unità e lotta contro il potere dei monopoli

Partito Comunista del Messico (PCM) | comunistas-mexicanos.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

21/02/2015

Compagne e compagni famigliari degli studenti scomparsi,
Compagne e compagni studenti della normale di Ayotzinapa,
Compagne e compagni della CETEG [Coordinamento Statale dei Lavoratori dell'Istruzione Guerrero] e delle organizzazioni popolari di Guerrero,
Compagni e compagne delle organizzazioni classiste e popolari che convergono in questa Convenzione Nazionale Popolare:

Entriamo nel quinto mese della scomparsa dei nostri compagni a Iguala ed è più che dimostrata la responsabilità dello Stato borghese messicano, i suoi corpi repressivi, legali e paralegali. Le menzogne del Procuratore accentuano la crisi dell'insieme delle istituzioni della democrazia borghese, crisi di comando e credibilità, e trovano la soluzione solo nella repressione. Oggi abbiamo per verità storica il terrorismo di Stato con una lunga catena di crimini contro il popolo.

Per questo la prima cosa che vogliamo mettere in chiaro è il dovere ineludibile di tutte le organizzazioni di raddoppiare la nostra attività per ottenere giustizia per gli assassinati e scomparsi di Iguala. Questo implica che dobbiamo avanzare questa richiesta in ambito internazionale ad ogni livello, ma soprattutto con i popoli e le organizzazioni politiche, sindacali, studentesche, popolari e sociali sia nazionali che internazionali come, per esempio, la Federazione Sindacale Mondiale, la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, il Consiglio Mondiale della Pace. Inoltre è necessaria una linea molto aperta verso quei governi che hanno espresso la loro condanna aella repressione a Ayotzinapa, come il venezuelano, il boliviano, ecc. Ci impegnamo affinché questa richiesta abbia la maggiore risonanza internazionale.

Simultaneamente dobbiamo fare tutti gli sforzi per recuparare il livello di agitazione e mobilitazione mantenuto fino alla prima settimana di dicembre, e siamo certi che un appello unitario della Convenzione Nazionale Popolare agevolerà fortemente questo recupero. Siamo consapevoli che ogni colpo che infliggeremo allo Stato borghese messicano sarà restituito contro il nostro movimento; qualsiasi esitazione, indugio, immobilismo o smobilitazione nel nostro campo sarà utilizzato da Peña Nieto e il potere dei monopoli per colpirci, visto come è determinato a soffocarci e mettere fine a questo movimento che potenzialmente può mettere fine al suo governo.

Oggi senza dubbio per elevare il livello la della lotta e integrare forze nuove dobbiamo connettere la domanda di giustizia per gli studenti con quella che è la base dell'ingiustizia contro la classe operaia e l'insiemeo del popolo: il sistema capitalista e lo Stato che salvaguardia i suoi interessi. Il carattere anticapitalista di questo movimento è una definizione necessaria e irrinunciabile; la lotta per la giustizia per Ayotzinapa, Acteal, Aguasblancas, per i martiri del 68, 71, per i desaparecidos della guerra sporca è strettamente vincolata alla lotta contro lo sfruttamento della classe operaia, contro l'aggressione del capitale verso i lavoratori della campagna e della città. Il capitalismo in generale, e in concreto in Messico, è l'esercizio della violenza contro il popolo lavoratore per assicurare il profitto e la reddittività dei monopoli. Ossia questa lotta per la giustizia è indissolubile dalla lotta per rovesciare il capitalismo e il potere dei monopoli, è una lotta politica e per questo deve contare su un Programma.

E' vero che ci sono letture differenti della siyuazione del paese in cui viviamo, il suo grado di sviluppo, i compiti immediati, la tattica, la strategia, e questo ha impedito per decenni un programma unitario di lotta della classe operaia e del popolo. Inoltre è vero che questo programma non sorge dalla notte alla mattina e tanto meno noi promoviamo l'unità a tutti i costi; proponiamo si, elementi di base che deve contenere un programma di classe, popolare, radicale, di lotta. Vogliamo segnalare a priori che sbaglieremmo se cercassimo solo di modificare la gestione attuale del capitalismo, dobbiamo invece andare contro questo modo di produzione, indipendentemente dalla gestione. L'esperienza ci dice che negli ultimi vent'anni in Messico e nel mondo vari sforzi politici e sociali si sono orientati contro la gestione neoliberista, ma che questo non ha significato che siano stati contro il capitalismo e, in vari casi, il corso antineoliberista si è trasformato in gestione keynesiana del capitalismo, proseguendo lo sfruttamento e l'agonia del popolo, perpetuando la miseria, la disoccupazione, la pauperizzazione. Il programma deve esser allora di rottura con chiare caratteristiche anti-capitaliste, anti-monopoliste, anti-imperialiste.
 
Nell'immediato una piattaforma di lotta dovrebbe sollevare le seguenti richieste:

- Giustizia per Ayotzinapa
- Rovesciamento di Peña Nieto e del potere dei monopoli
- Scioglimento del Potere Esecutivo, del Potere Legislativo bicamerale, del Potere Giudiziario
-
Scioglimento dell'Esercito Messicano, della Gendarmeria, della Polizia Federale, e di tutti i corpi repressivi, sia legali come extra-legali.
-
Scioglimento dei partiti con registro elettorale e confisca dei loro beni
-
Scioglimento delle organizzazioni padronali e delle varie forme associative della borghesia
-
Scioglimento dei grandi monopoli della comunicazione e garanzie immediate per l'esercizio della libertà di stampa, e della veridicità
- Espropriazione dei monopoli e mezzi di produzione concentrati e loro immediata socializzazione, così come il controllo operaio e popolare sull'economia a beneficio dei lavoratori e del popolo
- Instaurazione del potere operaio e popolare. Elezione democratica dei suoi rappresentanti, revoca dei mandati
- Cancellazione di tutti gli accordi imperialisti, cancellazione del debito estero

E' su questa base che possiamo raggrupparci; noi lottiamo per il socialismo-comunismo, ma non chiamiamo nessuno adesso a raggrupparsi sotto il nostro programma, ma su misure urgenti contro i nostri nemici di classe.

Inoltre sottoscriviamo l'idea espressa dai famigliari degli scomparsi, da insegnanti e studenti di Ayotzinapa di conbattere uno dei supporti fondamentali della dominazione dei monopoli: le elezioni. Le elezioni danno legalità a tutti i crimini e le ingiustizie, danno stato di diritto al terrorismo di Stato, danno una facciata democratica a questa dittatura di classe della borghesia. E' corretto in conseguenza che concentriamo una intensa attività nel mettere in discussione la fonte della riproduzione dell'egemonia borghese. Noi comunisti sosterremo coerentemente questa tattica.

Vogliamo soffermarci brevemente sulla questione della proposta organizzativa. E' chiaro che non possiamo affidarci alla spontaneità, e che dobbiamo cercare di includere tutte le forze nuove che sono giunte a mettere in discussione lo Stato per il genocidio di Iguala, evitando la loro dispersione. Non può essereci una forma superiore di organizzazione in un primo momento, ma un coordinamento che possa evolvere in un fronte politico e sociale, passo dopo passo, ma senza fermarci, avanzando. Mettiamo in guardia sul rischio della simulazione e del formalismo, un grave difetto che il movimento deve superare con critica e autocritica. Deve esser un coordinamento ampio in modo che qualsiasi forma organizzativa possa farne parte, ma che si raggruppi intorno un programma e obiettivi tattici. Questo spazio di coordinamento deve avere un funzionamento permanente.

Compagni e compagne:

Per ultimo vogliamo presentare una riflessione politica su questo nuovo periodo nella lotta di classe. Non c'è dubbio che Peña Nieto è alle corde, nonostante il grande respiro concesso grazie alla tregua di Dicembre e di cui ha approfittato molto bene lo Stato per riorganizzare il suo apparato repressivo. C'è una grossa frattura nei vertici, e molte decisioni si stanno prendendo dai comandi dell'Esercito, su tutti dal suo comandante supremo. C'è una grande crisi di comando, come mai nell'ultimo mezzo secolo, e siamo di fronte alla sfida storica di cercare uno slancio a favore degli oppressi; barcolla lo Stato in crisi, in primo luogo per la crisi economica di sovrapproduzione e sovraccumulazione del capitalismo in tutto il mondo che deraglia i suoi progetti per smuovere il Messico; c'è una crisi politica, perché una cosa è che approvano nelle istanze legislative le riforme strutturali e altra che la loro applicazione contenga il conflitto di classe, che si acutizza; è in crisi perché già non può continuare ad esercitare la dominazione, avendo una forte contraddizione interborghese.

Tuttavia anche nel movimento di classe e popolare ci troviamo in crisi e lo saremo finché non ci porremo come una alternativa e con un obiettivo, per cui questa Convenzione Nazionale Popolare può fare fare un passo concreto di grande importanza per darci un programma e una forma organizzativa.

Necessario è vincere, e vinceremo!
Vivi li hanno presi, vivi li vogliamo!
Abbasso Pena Nieto e il potere dei monopoli!

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

Il Comitato Centrale del Partito Comunista del Messico


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