Per alcuni risulta "inaccettabile" incolpare direttamente il capitalismo della violenza che esiste nel paese. Nel caso particolare di Oaxaca, 15 femminicidi sono stati registrati quest'anno e 440 durante l'amministrazione di Gabino Cué; morti per cause violente legate al crimine organizzato, tanto che solo venerdì 29 gennaio sette persone sono state assassinate a colpi di fucile [1].
Per Marx [2] ogni modo di produzione storico particolare ha le proprie leggi della popolazione particolari, storicamente valide. Sotto il capitalismo, con l'accumulazione del capitale prodotta dalla classe operaia stessa, si producono in volume crescente i mezzi che consentono a questa di diventare eccedente. Una popolazione operaia eccedente, eccessiva per le necessità medie di valorizzazione del capitale, costituisce quindi un esercito industriale di riserva, a disposizione del capitale. Del materiale umano sfruttabile e sempre disponibile.
Lo stesso modo capitalistico di produzione, attraverso il mutamento continuo nell'industria e con lo sviluppo nella composizione organica del capitale (rapporto tra mezzi di produzione e forza lavoro) provoca un assorbimento più difficoltoso del secondo termine, cioè può operare sotto una modernizzazione costante ed una minore occupazione di forza di lavoro, condannando quella occupata a un maggior grado di sfruttamento, "L'aumento del capitale variabile diventa allora indice di più lavoro, ma non di un maggiore numero di operai occupati" [3]. E procedendo aggiungiamo: "La condanna di una parte della classe operaia a un ozio forzoso mediante il lavoro fuori orario dell'altra parte e viceversa diventa mezzo d'arricchimento del capitalista" [4].
Questa forza lavoro disoccupata, obbliga i lavoratori attivi ad accettare le condizioni imposte dal capitale, li obbliga a mantenere un lavoro che migliaia di disoccupati sono disposti a fare; taglia i diritti del lavoratore, abbassa i salari, produce miseria, degradazione del lavoratore, ecc.
Questo avviene in Messico. Secondo l'INEGI [5] infatti, nel terzo trimestre del 2015 c'erano 2.445.263 disoccupati [6]. Che cosa fanno questi 2.4 milioni di disoccupati condannati all'ozio forzoso? Che cosa fare quando l'economia imperante, gli economisti ed i loro modelli sostengono la disoccupazione come un "male necessario", una cosa "naturale", che una parte della popolazione si trovi condannata alla fame e alla miseria? È il capitalismo? Sì, è il capitalismo!
È dall'esercito industriale di riserva, dalle braccia sempre disponibili che nascono le condizioni perché degli uomini impugnino le armi al servizio del narcotraffico e della delinquenza. Sono i milioni di uomini affamati quelli che, davanti all'impossibilità di potere soddisfare le proprie necessità e quelle delle proprie famiglie, in molti casi ricorrono alla criminalità organizzata, ad un commercio che funziona come l'industria capitalista, che opera in maniera illegale e traffica fondamentalmente con la violenza.
E la sicurezza? La piena occupazione? La soddisfazione delle necessità fondamentali della popolazione? Sotto il capitalismo è impossibile. Solo un cambiamento radicale nella struttura economico-sociale fermerà la violenza, i crimini che terrorizzano la popolazione, crimini inaccettabili come la morte di un bambino. Affrontiamo il problema alla radice, non alle sue conseguenze!
[2] Marx, Karl, 1984-a, Il capitale prendo 1, Secolo XXI editori, Messico, p.785-786
[3] Marx, K., op.cit, p. 791
[4] Marx, K., op.cit, p. 792
[5] INEGI. Inchiesta Nazionale di Occupazione ed Impiego, http://www3.inegi.org.mx/sistemas/temas/default.aspx?s=est&c=25433&t=1
[6] Tale cifra è il risultato di una tendenza alla riduzione di disoccupati, ma lo stesso INEGI riconosce: Il livello di persone che si trovano nell'informalità è crescito dello 0.8 % nel primo trimestre dell'anno. Tutte le modalità di impiego informale sommano 28.7 milioni di persone e rappresentano il 57.6 % della popolazione impiegata.
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