www.gazetasng.ru
15 ottobre 2002
Il sito indipendente di informazione sui paesi della CSI
“gazetasng.ru” ha pubblicato l’articolo che abbiamo tradotto. Esso dà ampiamente
conto del senso di responsabilità dimostrato dal gruppo dirigente dei comunisti
moldavi al governo e, allo stesso tempo, della volontà dell’opposizione
nazionalista, appoggiata apertamente da Romania e Stati Uniti, di puntare a una
destabilizzazione, sul modello jugoslavo, della repubblica ex sovietica.
Stupisce
che gli argomenti, oggetto dell’articolo, che pongono in primo piano la
questione della tenuta dell’unico governo comunista presente in Europa - che
gode di un ampio sostegno popolare a ormai quasi due anni dal suo insediamento
(una conferma viene dalla maggioranza assoluta, ottenuta in questi giorni in
elezioni locali nella regione autonoma dei turchi cristiani di Gagauzia) e che
dà prova di grande equilibrio e di tolleranza politica, pur non retrocedendo
dalla sua ostinata opposizione all’integrazione nella NATO – non abbiano mai
richiamato la benchè minima attenzione da parte della “sinistra alternativa”
italiana.
Stupisce anche che praticamente nessuno, nel nostro paese, abbia mostrato
interesse per gli sforzi che la Moldavia (il paese più povero d’Europa,
dissanguato da un decennio di dissennate “ricette” liberiste) sta facendo per
risanare la propria situazione economica e sociale, attraverso una maggiore
presenza dello stato, la lotta contro la corruzione e la maggiore integrazione
nel mercato ex sovietico. Tanto più che, alla fine di settembre, alcune agenzie
riportavano i significativi riconoscimenti venuti alla Moldavia dallo stesso
responsabile del FMI per la repubblica, Castelo Branco, che ha segnalato,
nell’ultimo anno, un aumento del PIL del 6% e una corrispondente diminuzione
dell’inflazione sempre del 6%.
Mauro Gemma
A tutti è ben noto che esistono nemici che si oppongono all’aspirazione delle
dirigenze dei paesi dell’ex Unione Sovietica a integrarsi nelle strutture
europee. Non fa eccezione la Moldavia. Prima della visita del segretario
generale del Consiglio d’Europa Walter Schvimmer, nel paese si sono dispiegate
azioni di protesta dell’opposizione, che, in poche parole, sono diventate
un’abitudine in Moldavia. Il fatto è che, il 24 aprile, a Strasburgo,
l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione,
in cui si raccomanda all’opposizione moldava di cessare l’azione di protesta
antigovernativa, e al potere di accogliere alcune delle richieste dei
dimostranti, tra le quali la riforma della televisione nazionale e la
registrazione della giurisdizione del metropolita della Bessarabia (parte
integrante della chiesa ortodossa romena, nota del traduttore).
In quell’occasione il presidente moldavo Vladimir Voronin, confidando in un
regolamento della contrapposizione tra potere e opposizione, ha definito
“giusta” la risoluzione adottata a Strasburgo. Al contrario, il leader
dell’opposizione moldava Jurij Roshka, a differenza del suo principale
avversario ideologico e politico, si è rifiutato di rispettare la risoluzione,
ed è intervenuto con la richiesta di elaborazione di un documento ufficiale, in
cui le parti dovrebbero impegnarsi, in forma scritta, a mettere in pratica i
punti concreti. Perciò, Roshka ha voluto sottolineare che ulteriori iniziative
dell’opposizione sarebbero dipese dall’esecuzione puntigliosa da parte del
governo dei punti citati.
Occorre dire che, a questo punto, il governo moldavo non ha inteso andare
incontro alla richiesta dell’opposizione. Tale rifiuto rappresenta una delle
ragioni, per cui il “Partito cristiano democratico” ha sfidato le forze di
sinistra nel mese di settembre. E’ interessante notare che il nuovo pretesto
per le manifestazioni di protesta è stato l’argomento relativo al regolamento
del problema della Transnistria. Ciò non stupisce affatto. Nello stesso momento
in cui gli esperti stavano conducendo un giro di consultazioni su tale
questione. E, come al solito, i colloqui avevano ottenuto risultati quasi
insignificanti. A tal riguardo l’opposizione, dietro
le bandiere della NATO (la sottolineatura è del traduttore), è
intervenuta contro il piano di federazione della Moldavia, proposto dall’OCSE e
sostenuto dalla Russia e dall’Ucraina, che ritengono che, in tal modo, possa
essere rimosso il conflitto della Transnistria.
Per quanto riguarda i colloqui della dirigenza moldava con la delegazione
dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, secondo le informazioni
ufficiali, l’argomento relativo alla questione della Transnistria non sarebbe
stato affrontato. Voronin ha dichiarato che, nel corso dell’incontro con il
segretario generale del Consiglio d’Europa, sono state esaminate proposte
concrete concernenti le trasformazioni in Moldavia. Esse riguardano, in
particolare, la riforma del sistema giuridico e il rafforzamento dell’efficacia
della lotta alla corruzione. Inoltre, secondo RIA “Novosti”, Voronin e
Schvimmer hanno discusso del piano di misure apprestato per preparare la
Moldavia al turno di presidenza, nel 2003, previsto dalla rotazione nella
Commissione dei ministri del Consiglio d’Europa. Walter Schvimmer, da parte
sua, ha espresso soddisfazione per gli sforzi profusi da Kishinev per attuare
le raccomandazioni dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa,
riguardanti, in particolare, la registrazione della giurisdizione del
metropolita della Bessarabia e il cambiamento della legge sulle organizzazioni
e i culti religiosi.
Sembrerebbe così che la politica di Vladimir Voronin corrisponda in pieno alla
volontà delle istituzioni europee, che possono così ignorare le iniziative
dell’opposizione moldava.
Traduzione dal russo
di Mauro
Gemma