www.resistenze.org - popoli resistenti - moldavia - 27-12-02

La Moldova e la NATO


Rassegna stampa
a cura di Mauro Gemma

All’indomani della visita di stato del presidente della Repubblica di Moldova Vladimir Voronin negli Stati Uniti, dove si è incontrato con Bush ed ha affrontato con le autorità del FMI i problemi del debito estero del paese, più insistenti sembrano manifestarsi le pressioni per associare il piccolo paese dell’Europa orientale, oggi governato dai comunisti, al carro della NATO.
Nonostante le pressioni subite, alla vigilia e durante il suo viaggio, e gli inevitabili compromessi e concessioni a cui è stato costretto da una corretta valutazione della debolezza della posizione internazionale della piccola Moldova nel contesto degli attuali rapporti di forza – occorrerebbe rammentare a certi sostenitori della “frase rivoluzionaria” che i comunisti al governo del più povero paese d’Europa, quasi annientato da un decennio di liberismo sfrenato e alle prese con il separatismo della Transdnestria, non possono assolutamente permettersi avventuristiche “fughe in avanti”, stretti come sono tra la NATO alle frontiere, di cui fa ora parte una Romania dalle ambizioni annessionistiche, e la Russia e l’Ucraina, dominate dalle oligarchie uscite vincitrici dalla svolta del 1991 -, il presidente Voronin non ha ceduto di un millimetro in merito alle richieste di adesione del suo paese alla NATO, ribadendo la fedeltà alla Costituzione moldava, che impone lo status di nazione neutrale.
Non è certo dovuto al caso che, proprio alla vigilia di Natale, il Djindjic locale, il democristiano nazionalista Jurie Roshka (peraltro accreditato dai sondaggi del 2% dei consensi), da sempre legato agli USA e alla Romania, appena entrata nella NATO, abbia lanciato la proposta di convocazione di un referendum nazionale per l’ingresso della Moldova nell’Alleanza nord atlantica.
E’ così prevedibile che i prossimi mesi possano caratterizzarsi per l’aumento della tensione tra l’attuale monocolore comunista (che continua a godere, stando ai sondaggi del più importante istituto demoscopico moldavo, dell’appoggio della maggioranza dei cittadini, che per il 77% si dichiarano sostanzialmente soddisfatti della presidenza di Voronin) e un’opposizione intenzionata a scatenare una virulenta campagna sul modello jugoslavo.
Per fornire un’informazione aggiornata sugli sviluppi della situazione moldava, in rapporto alla questione NATO, si è ritenuto opportuno tradurre le notizie e i commenti forniti dalle agenzie “indipendenti” di informazione locali, che dovrebbero essere oggetto di un’attenzione più sollecita da parte di tutta la sinistra “alternativa” europea.

M.G.


VLADIMIR VORONIN: “LA QUESTIONE DELL’ADESIONE DELLA MOLDOVA ALLA NATO NON PUO’ ESSERE MESSA ALL’ORDINE DEL GIORNO”
www.interlic.md - 19 dicembre 2002

La questione dell’adesione della Moldova alla NATO non può essere messa all’ordine del giorno, dal momento che la repubblica è uno stato neutrale, ed anche perché non è ancora riuscita a risolvere il problema della Transdnestria. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica di Moldova Vladimir Voronin in un’intervista all’emittente radiofonica “Voce dell’America”.
Egli ha fatto notare che gli USA, pur non essendo paese intermediario o garante nel processo di regolamento del conflitto della Transdnestria, hanno comunque dato, con le loro azioni, un nuovo impulso alle trattative tra Kishinev e Tiraspol. Parlando della sua visita negli USA, il capo dello stato ha detto che egli intende migliorare le relazioni tra la Moldova e le organizzazioni finanziarie internazionali, rendendo più favorevole il clima per gli investimenti.
Rispondendo alla domanda su come si sentisse un presidente comunista nel momento in cui incontrava a Washington, cuore del capitalismo, il presidente USA, il capo dello stato ha risposto di essersi sentito a suo agio e di avere avuto la conferma delle tradizioni democratiche dell’America. Vladimir Voronin ha voluto ricordare che il primo presidente comunista, ricevuto alla Casa Bianca, non è stato lui, ma Jang Zhemin.
Il capo dello stato ha sottolineato che, nel corso dell’incontro con Bush non si è parlato di ideologia, ma piuttosto, fondamentalmente, delle relazioni bilaterali tra la Repubblica di Moldova e gli USA, del problema della Transdnestria, dell’introduzione nel nostro paese di riforme economiche e trasformazioni democratiche, della riduzione della povertà, della situazione nel mondo e del ruolo degli USA, della lotta contro il terrorismo.


IL PARTITO POPOLARE CRISTIANO DEMOCRATICO HA CREATO UN GRUPPO DI INIZIATIVA PER LO SVOLGIMENTO DI UN REFERENDUM PER L’ADESIONE DELLA MOLDOVA ALL’UE E ALLA NATO
www.infotag.md - 23 dicembre 2002

Il Partito Popolare Cristiano Democratico (PPCD) ha creato un gruppo di iniziativa per la raccolta delle firme per la convocazione di un referendum riguardante l’adesione della Moldova all’Unione Europea (UE) e alla NATO.
Ai lavori della conferenza per la formazione del gruppo hanno preso parte 1.200 persone provenienti da tutte le province della repubblica. Il gruppo creato ha approvato i due quesiti che dovrebbero essere sottoposti al referendum: 1) “Siete favorevoli all’adesione della Repubblica di Moldova all’UE?”; 2) “Siete favorevoli all’ingresso della Repubblica di Moldova nella NATO?”.
Il leader del PPCD Jurie Roshka si è rivolto a tutti i partiti, alle organizzazioni non governative e ai cittadini della repubblica, perché collaborino alla propaganda dell’idea di referendum. Egli ha affermato che gli organizzatori dell’iniziativa sono aperti alla collaborazione e che “c’è posto per tutti”.
Roshka ha invitato il gruppo di iniziativa a raccogliere attorno alla proposta referendaria non le 200 mila firme, previste dalla legislazione vigente, ma non meno di 500 mila.
A suo parere il referendum dovrebbe convincere la comunità internazionale che in Moldova esiste la volontà politica necessaria al cambiamento del corso della politica estera in direzione dell’Europa.
Il leader del PPCD rileva che, negli ultimi anni è stato fatto molto poco per avvicinare la Moldova all’Unione Europea. Per quanto riguarda la NATO, egli ritiene che il principio della neutralità del paese, previsto dalla Costituzione, non è più di attualità.
“Il blocco nord atlantico ci è indispensabile per realizzare l’indipendenza e l’integrità territoriale dello stato”, - ha affermato Roshka.


LA SITUAZIONE GEOPOLITICA MOLDAVA
(COMMENTO)
www.infotag.md - 9 dicembre 2002

Quelli che traduciamo sono alcuni stralci di un saggio di più vaste dimensioni

Parte 1. La NATO alle frontiere della Moldova. E poi?
La decisione assunta al vertice di Praga sull’allargamento della NATO può essere definita l’avvenimento politico più significativo dell’anno, in grado di influenzare radicalmente la situazione geopolitica in Europa. Ancora un anno e mezzo fa sembrava difficile stabilire se una simile espansione della NATO sarebbe stata possibile. Dopo la “prima ondata”, che ha portato nella NATO solo tre ex nemici del Patto di Varsavia, si erano diffuse insistenti voci che affermavano che una “seconda ondata” non ci sarebbe più stata.
In un non lontano passato sembrava impossibile un ulteriore allargamento della NATO, la collaborazione della Russia con l’Alleanza nord atlantica e la partecipazione del presidente Voronin a un vertice NATO. Ma i tragici avvenimenti dell’11 settembre 2001 hanno cambiato il mondo. La lotta congiunta contro la minaccia del terrorismo internazionale hanno avvicinato le posizioni degli USA e della Russia, e quest’ultima è sembrata rapportarsi meno criticamente con l’allargamento della NATO e ha avviato con il blocco una collaborazione nell’ambito di un programma speciale.
Tutto ciò ha dato la possibilità a sette paesi che aspiravano ad entrare nella NATO (tra cui tre ex repubbliche sovietiche), di formare la “seconda ondata” dell’allargamento del blocco. E’ evidente che per loro è stato un consapevole “passo più lungo della gamba”. Secondo molti parametri essi non corrispondono agli standard della NATO e passerà molto tempo prima che possano costruire proprie forze armate, assolvere ai criteri di formazione del bilancio, di finanziamento dei programmi militari, ecc. Ma il più è stato fatto: la decisione politica è stata presa.
Già nell’immediato futuro la NATO confinerà con la frontiera occidentale della Repubblica di Moldova…

Parte 2. I vicini non si scelgono
I complicati rapporti, che nell’ultimo anno e mezzo si sono sviluppati tra la Repubblica di Moldova e la Romania, non hanno permesso ai dirigenti moldavi di condividere la gioia dei vicini per un loro evidente successo in politica estera: l’ingresso nella NATO.
Il presidente e i suoi consiglieri hanno sperato invano di poter scongiurare tale evento. Essi comprendono che Bucarest può attivare quello che la Kishinev ufficiale chiama “ambizioni revansciste”. Se in precedenza l’aspirazione a diventare membro della NATO e a rispettare gli standard europei frenava queste “ambizioni”, ora che lo scopo è stato raggiunto tale fattore frenante non esiste più…

Traduzione dal russo