Rassegna stampa
a cura di Mauro Gemma
All’indomani della visita di stato del
presidente della Repubblica di Moldova Vladimir Voronin negli Stati Uniti, dove
si è incontrato con Bush ed ha affrontato con le autorità del FMI i problemi
del debito estero del paese, più insistenti sembrano manifestarsi le pressioni
per associare il piccolo paese dell’Europa orientale, oggi governato dai
comunisti, al carro della NATO.
Nonostante le pressioni subite, alla vigilia e durante il suo viaggio, e gli
inevitabili compromessi e concessioni a cui è stato costretto da una corretta
valutazione della debolezza della posizione internazionale della piccola
Moldova nel contesto degli attuali rapporti di forza – occorrerebbe rammentare
a certi sostenitori della “frase rivoluzionaria” che i comunisti al governo del
più povero paese d’Europa, quasi annientato da un decennio di liberismo
sfrenato e alle prese con il separatismo della Transdnestria, non possono
assolutamente permettersi avventuristiche “fughe in avanti”, stretti come sono
tra la NATO alle frontiere, di cui fa ora parte una Romania dalle ambizioni
annessionistiche, e la Russia e l’Ucraina, dominate dalle oligarchie uscite
vincitrici dalla svolta del 1991 -, il presidente Voronin non ha ceduto di un
millimetro in merito alle richieste di adesione del suo paese alla NATO,
ribadendo la fedeltà alla Costituzione moldava, che impone lo status di nazione
neutrale.
Non è certo dovuto al caso che, proprio alla vigilia di Natale, il Djindjic
locale, il democristiano nazionalista Jurie Roshka (peraltro accreditato dai
sondaggi del 2% dei consensi), da sempre legato agli USA e alla Romania, appena
entrata nella NATO, abbia lanciato la proposta di convocazione di un referendum
nazionale per l’ingresso della Moldova nell’Alleanza nord atlantica.
E’ così prevedibile che i prossimi mesi possano caratterizzarsi per l’aumento
della tensione tra l’attuale monocolore comunista (che continua a godere,
stando ai sondaggi del più importante istituto demoscopico moldavo, dell’appoggio
della maggioranza dei cittadini, che per il 77% si dichiarano sostanzialmente
soddisfatti della presidenza di Voronin) e un’opposizione intenzionata a
scatenare una virulenta campagna sul modello jugoslavo.
Per fornire un’informazione aggiornata sugli sviluppi della situazione moldava,
in rapporto alla questione NATO, si è ritenuto opportuno tradurre le notizie e
i commenti forniti dalle agenzie “indipendenti” di informazione locali, che
dovrebbero essere oggetto di un’attenzione più sollecita da parte di tutta la
sinistra “alternativa” europea.
M.G.
VLADIMIR VORONIN: “LA QUESTIONE DELL’ADESIONE DELLA MOLDOVA ALLA NATO
NON PUO’ ESSERE MESSA ALL’ORDINE DEL GIORNO”
www.interlic.md - 19 dicembre 2002
La questione dell’adesione della Moldova alla NATO non può essere messa
all’ordine del giorno, dal momento che la repubblica è uno stato neutrale, ed
anche perché non è ancora riuscita a risolvere il problema della Transdnestria.
Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica di Moldova Vladimir Voronin in
un’intervista all’emittente radiofonica “Voce dell’America”.
Egli ha fatto notare che gli USA, pur non essendo paese intermediario o garante
nel processo di regolamento del conflitto della Transdnestria, hanno comunque
dato, con le loro azioni, un nuovo impulso alle trattative tra Kishinev e
Tiraspol. Parlando della sua visita negli USA, il capo dello stato ha detto che
egli intende migliorare le relazioni tra la Moldova e le organizzazioni
finanziarie internazionali, rendendo più favorevole il clima per gli
investimenti.
Rispondendo alla domanda su come si sentisse un presidente comunista nel
momento in cui incontrava a Washington, cuore del capitalismo, il presidente
USA, il capo dello stato ha risposto di essersi sentito a suo agio e di avere
avuto la conferma delle tradizioni democratiche dell’America. Vladimir Voronin
ha voluto ricordare che il primo presidente comunista, ricevuto alla Casa
Bianca, non è stato lui, ma Jang Zhemin.
Il capo dello stato ha sottolineato che, nel corso dell’incontro con Bush non
si è parlato di ideologia, ma piuttosto, fondamentalmente, delle relazioni
bilaterali tra la Repubblica di Moldova e gli USA, del problema della
Transdnestria, dell’introduzione nel nostro paese di riforme economiche e
trasformazioni democratiche, della riduzione della povertà, della situazione
nel mondo e del ruolo degli USA, della lotta contro il terrorismo.
IL PARTITO POPOLARE CRISTIANO DEMOCRATICO HA CREATO UN GRUPPO DI INIZIATIVA PER
LO SVOLGIMENTO DI UN REFERENDUM PER L’ADESIONE DELLA MOLDOVA ALL’UE E ALLA NATO
www.infotag.md - 23 dicembre 2002
Il Partito Popolare Cristiano Democratico
(PPCD) ha creato un gruppo di iniziativa per la raccolta delle firme per la
convocazione di un referendum riguardante l’adesione della Moldova all’Unione
Europea (UE) e alla NATO.
Ai lavori della conferenza per la formazione del gruppo hanno preso parte 1.200
persone provenienti da tutte le province della repubblica. Il gruppo creato ha
approvato i due quesiti che dovrebbero essere sottoposti al referendum: 1)
“Siete favorevoli all’adesione della Repubblica di Moldova all’UE?”; 2) “Siete
favorevoli all’ingresso della Repubblica di Moldova nella NATO?”.
Il leader del PPCD Jurie Roshka si è rivolto a tutti i partiti, alle
organizzazioni non governative e ai cittadini della repubblica, perché
collaborino alla propaganda dell’idea di referendum. Egli ha affermato che gli
organizzatori dell’iniziativa sono aperti alla collaborazione e che “c’è posto
per tutti”.
Roshka ha invitato il gruppo di iniziativa a raccogliere attorno alla proposta
referendaria non le 200 mila firme, previste dalla legislazione vigente, ma non
meno di 500 mila.
A suo parere il referendum dovrebbe convincere la comunità internazionale che
in Moldova esiste la volontà politica necessaria al cambiamento del corso della
politica estera in direzione dell’Europa.
Il leader del PPCD rileva che, negli ultimi anni è stato fatto molto poco per
avvicinare la Moldova all’Unione Europea. Per quanto riguarda la NATO, egli
ritiene che il principio della neutralità del paese, previsto dalla
Costituzione, non è più di attualità.
“Il blocco nord atlantico ci è indispensabile per realizzare l’indipendenza e
l’integrità territoriale dello stato”, - ha affermato Roshka.
LA SITUAZIONE GEOPOLITICA MOLDAVA
(COMMENTO)
www.infotag.md - 9 dicembre 2002
Quelli che traduciamo sono alcuni stralci di un saggio di più vaste dimensioni
Parte 1. La NATO alle frontiere della Moldova.
E poi?
La decisione assunta al vertice di Praga sull’allargamento della NATO può
essere definita l’avvenimento politico più significativo dell’anno, in grado di
influenzare radicalmente la situazione geopolitica in Europa. Ancora un anno e
mezzo fa sembrava difficile stabilire se una simile espansione della NATO
sarebbe stata possibile. Dopo la “prima ondata”, che ha portato nella NATO solo
tre ex nemici del Patto di Varsavia, si erano diffuse insistenti voci che
affermavano che una “seconda ondata” non ci sarebbe più stata.
In un non lontano passato sembrava impossibile un ulteriore allargamento della
NATO, la collaborazione della Russia con l’Alleanza nord atlantica e la
partecipazione del presidente Voronin a un vertice NATO. Ma i tragici
avvenimenti dell’11 settembre 2001 hanno cambiato il mondo. La lotta congiunta
contro la minaccia del terrorismo internazionale hanno avvicinato le posizioni
degli USA e della Russia, e quest’ultima è sembrata rapportarsi meno
criticamente con l’allargamento della NATO e ha avviato con il blocco una
collaborazione nell’ambito di un programma speciale.
Tutto ciò ha dato la possibilità a sette paesi che aspiravano ad entrare nella
NATO (tra cui tre ex repubbliche sovietiche), di formare la “seconda ondata”
dell’allargamento del blocco. E’ evidente che per loro è stato un consapevole
“passo più lungo della gamba”. Secondo molti parametri essi non corrispondono
agli standard della NATO e passerà molto tempo prima che possano costruire
proprie forze armate, assolvere ai criteri di formazione del bilancio, di
finanziamento dei programmi militari, ecc. Ma il più è stato fatto: la
decisione politica è stata presa.
Già nell’immediato futuro la NATO confinerà con la frontiera occidentale della
Repubblica di Moldova…
Parte 2. I vicini non si scelgono
I complicati rapporti, che nell’ultimo anno e mezzo si sono sviluppati tra la
Repubblica di Moldova e la Romania, non hanno permesso ai dirigenti moldavi di
condividere la gioia dei vicini per un loro evidente successo in politica
estera: l’ingresso nella NATO.
Il presidente e i suoi consiglieri hanno sperato invano di poter scongiurare
tale evento. Essi comprendono che Bucarest può attivare quello che la Kishinev
ufficiale chiama “ambizioni revansciste”. Se in precedenza l’aspirazione a
diventare membro della NATO e a rispettare gli standard europei frenava queste
“ambizioni”, ora che lo scopo è stato raggiunto tale fattore frenante non
esiste più…
Traduzione dal russo