www.resistenze.org - popoli resistenti - moldavia - 10-04-09 - n. 269

da Oltre Confine - Newsletter settimanale del Dipartimento Esteri del PdCI - www.comunisti-italiani.it/index.php?module=News&catid=&topic=15
 
Vittoria comunista in Moldova.
L’opposizione filoccidentale sceglie la strada della destabilizzazione di piazza
 
di Marco Zoboli, Dip. Esteri PdCI
 
Ieri i dati elettorali evidenziavano che il Partito Comunista della Repubblica di Moldavia ha stravinto le elezioni raggiungendo il 50% dei consensi, che in virtù della legge elettorale con sbarramento al 3% (6% per coalizioni) confermano ai comunisti moldavi una maggioranza assoluta ancor più ampia della precedente; 61 seggi su 101 dei totali, a fronte dei 56 ottenuti nel 2004 con il 45% dei suffragi. L’opposizione, frammentata, ha portato nel nuovo parlamento il Partito Liberale (12,75% - 15 seggi), il Partito Liberal Dem. Di Moldavia (12,2% - 14 seggi) e il Partito Alleanza Nostra Moldavia (9.8% - 11 seggi) .
 
I risultati elettorali sono stati contestati dai partiti dell’opposizione, che speravano in questa tornata elettorale di rompere l’egemonia comunista e condizionare quantomeno la composizione del nuovo governo e della nomina del presidente, così non è stato, e la disperazione spesso conduce a commettere sciocchezze, soprattutto nella misura in cui non ci sono condizioni storiche perché esse possano concretizzarsi; l’International Election Observation Mission (IEOM), dal canto suo ha supervisionato lo svolgimento delle elezioni e ne ha confermato la regolarità, …”libere e pluraliste”… La stessa presidenza europea ha condannato la violenza scatenatesi riconoscendo la validità dei risultati per bocca dello stesso Javier Solana. Sono lontani i tempi delle rivoluzioni colorate, che con l’appoggio delle potenze occidentali cercavano di cambiare gli equilibri geopolitici dell’area (Ucraina, Georgia, Kirgikistan).
 
I manifestanti, dai 2.500 ai 5.000, secondo le fonti del FSB (ex KGB) hanno fatto irruzione nel palazzo presidenziale dandosi alla devastazione e sventolando bandiere della Romania, che considerano la propria porta d’accesso verso l’Unione Europea.
 
L’unione con la Romania non si basa su aspetti etnici, essendo la minoranza rumena appena l‘1,5% della popolazione moldava, ma su un mero calcolo di opportunismo politico che proviene da lontano; è dal 1991 che settori nazionalisti di Bucarest perorano la causa dell’irredentismo verso la Moldavia peraltro senza nessun fondamento storico che lo giustifichi. Da parte sua il presidente in carica Voronin, certo dell’ineluttabilità del voto e della sua regolarità ha aperto all’ipotesi del riconteggio delle schede, ipotesi al momento rifiutata dall’opposizione che punta a nuove elezioni nella speranza che la minaccia della piazza possa in qualche modo influenzare l’elettorato. Dorin Kirtoake, leader del Partito Liberale, ha invitato i manifestanti a permanere nelle piazze sino al conseguimento di nuove elezioni, anche per questo motivo i toni delle autorità stanno mutando e si inizia ad alludere a un tentato golpe.
 
La Moldavia nel teatro internazionale, si colloca attualmente in una posizione di autonomia ed equidistanza dall’influenza dei paesi occidentali e dal neoblocco d’influenza russa. La sua appartenenza al GUAM (Georgia, Ucraina, Azerbaijan e Moldavia), accordo di cooperazione difensiva in chiave antirussa, non deve far cadere in errore, avendovi la Moldavia aderito dall’inizio solo in relazione agli aspetti commerciali, d’intelligence, doganali e energetici; rifiutando categoricamente qualsiasi carattere di natura militare e difensiva; la Moldavia è anche membro della Comunità di Stati Indipendenti, e prima fra le repubbliche ex sovietiche a entrare nel Consiglio d’Europa.
 
La sua politica estera, improntata all’insegna dell’autonomia e della cooperazione, ha dovuto, anche recentemente, affrontare passaggi difficili e delicati in relazione al secessionismo della Repubblica Moldava di Transinistria, che dal 1991 agisce come repubblica autonoma e i cui cittadini russofoni, in buona parte godono di cittadinanza russa.