www.resistenze.org
- popoli resistenti - nepal - 08-09-08 - n. 240
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org di FR
Comincia la nuova vita politica del Nepal
di Martin Hacthoun
01/09/2008
Il Nepal oggi apre un nuovo capitolo della sua storia politica, a Katmandu si è insediato il suo primo governo repubblicano democratico provvisto di 24 carteras cui partecipano sei partiti.
Primo Ministro è il presidente del Partito Comunista Maoista (CPN-M), Pushpa Khamal Dahal, coadiuvato da un’equipe di 15 titolari. Oltre al PCN-M con 10 ministeri, compongono il governo il Partito Unificato Marxista Leninista (CPN-UML) con sei ministeri e il Foro per i Diritti del Popolo Madhesi (MPRF) con quattro. Ne fanno parte anche i partiti minoritari Sabbhavana, Janamorcha Nepal e Comunista Unificato, ciascuno con un ministero.
I 24 posti sono completati da Dahal (come dignitario) e Ban Dev Gautan (uno dei líder chiave del CPN-UML) come vice primo ministro e titolare degli Interni.
Dopo 240 anni di regime monarchico feudale, davanti al governo di coalizione che guidano i maoisti si ergono enormi aspettative in campo socioeconomico e politico, ma anzitutto dissipare ogni dubbio circa l’affidabilità e la reale capacità di guida del paese.
Dahal, che da agronomo è divenuto leader comunista e capo guerrigliero, ed ora Primo Ministro, ha dichiarato che le priorità sono: ristabilire la pace, una nuova costituzione e avviare lo sviluppo economico per migliorare le condizioni di vita del popolo nepalese.
All’inaugurazione di un convegno di economia svoltosi a Katmandu e organizzato dalla Confederazione delle industrie del Nepal dal titolo: “Crescita di due indici: Un impegno nazionale”, Dahal ha dichiarato: “Non lascerò niente di intentato per riuscire a migliorare il reddito pro capite dei nepalesi”. Nel suo intervento si è impegnato a terminare la pacificazione nei prossimi sei mesi, mentre la fase costituente richiederà due anni, “..per adesso dobbiamo concentrarci nello sviluppo economico”.
Il neo Primo Ministro ha chiarito che il nuovo governo è cosciente dei fenomeni economici internazionali attuali, in specie l’economia di mercato, la liberalizzazione commerciale e altri processi della globalizzazione. Ciononostante, Dahal ha dichiarato: “Per noi è una sfida usare questi elementi a favore del benessere del popolo e dello sviluppo economico”, invitando i settori pubblico e privato a partecipare a quest’impegno nazionale. “Non abbiamo penuria di risorse, ciò di cui abbiamo bisogno è una visione del futuro e la pianificazione degli investimenti, per questo stiamo lavorando alla creazione di condizioni adatte ad attrarre capitali”.
Dahal si è recato recentemente a Pechino e prossimamente sarà a Nuova Deli; in materia di politica estera ha indicato la possibilità di accordi importanti con i suoi grandi vicini, appunto Cina e India.
In armonia con i nuovi venti che soffiano su questa nascente repubblica dell’Himalaya, il segretario generale del CPN-UML, Jhalanath Khanal, ha sottolineato la necessità di “eliminare il feudalismo nell’agricoltura con una riforma agraria scientifica” e l’importanza di avere una visione sia a breve che a lungo termine per la crescita, citando l’idroenergia, il turismo, l’agricoltura e l’industrializzazione come passaggi chiave di tale processo.
Il grande assente nel governo (pur essendo invitato a farne parte) è il Partito del Congresso Nepalese (NC), che per i timori della sua leadership di condividere il governo con i maoisti ha scelto di collocarsi all’opposizione. Con questa decisione ha rifiutato di essere uno dei protagonisti della nuova vita politica che affiora in Nepal.
ale/mh
PL-69