www.resistenze.org - popoli resistenti - nigeria - 26-05-06

da rebelion.org

http://www.rebelion.org/noticia.php?id=31708


I dimenticati della Nigeria

Perché esplode il vulcano nero del greggio


diOkechukwu Anyadiegwu

 

Nel delta del Niger, lo scorso dicembre, c’è stata un’esplosione di sequestri di persone a scapito delle compagnie petrolifere straniere. In prima linea di questo tipo di azioni si trova il MEND, un gruppo difficile da identificare, senza una base né un piano di azione definiti. Ma gli attacchi, il sabotaggio ed i sequestri, sono il risultato di molti anni di crisi causata dalla grave negligenza del governo nigeriano e dalle compagnie petrolifere, che hanno sprofondato la popolazione del delta in una situazione di totale abbandono ed emarginazione.

 

Il petrolio, che fornisce il 90 % delle entrate nazionali, si trova esclusivamente nella regione del delta, da dove viene esportato, ma i suoi abitanti vivono sotto la soglia della povertà africana.

Il livello di analfabetismo è alto. Non ci sono scuole, né strade carrozzabili degne di questo nome che mettano in contatto le zone paludose con la terra ferma. L'elettricità, gli ospedali, persino i rubinetti esistono solo nei racconti dei pochi che sono riusciti ad andare alla città. Queste persone vivevano tradizionalmente di pesca e agricoltura, ma l'inquinamento del delta e dei campi causato dagli impianti di estrazione delle compagnie petrolifere - che applicano un'estrazione senza controlli - oltre alla combustione di gas, hanno reso impossibili la pesca e le normali attività contadine.

 

Tra il 1970 e il 1999, dopo la guerra del Biafra, mentre gli abitanti del delta morivano di fame e malattie circondati da immense ricchezze, ed i suoi giovani, disperati, emigravano in Europa, il governo nigeriano usò le ricchezze di quei territori per costosi progetti di sviluppo nel nord del paese: oleodotti per trasportare il greggio alle due moderne e potenti raffinerie costruite a Kaduna (a circa mille chilometri di distanza) e dighe sui fiumi Sokoto, Shiroro e Mokwa per irrigare i campi del nord della Nigeria. Nell’ambito di un piano di sviluppo decennale venne costruita una città molto moderna al nord di Abuja, e lì trasferita la capitale da Lagos.

Quando i contadini del delta del Niger cominciarono a protestare, il governo mandò l'esercito.

La capacità di reprimere le proteste dei contadini e l'ingerenza delle imprese petrolifere straniere, è stata sempre la chiave dei governi nigeriani per meritare l'approvazione internazionale e rimanere immuni ai colpi di stato. D'altra parte, un "trasparente sistema di corruzione" imbavaglia chi potrebbe affrontare il governo e le compagnie; comprano la collaborazione dei capi più influenti, che garantiscono così il libero transito nel loro territorio.

 

Un buon esempio è quello della comunità Ogoni, uno dei popoli che vivono nella regione del delta.

I membri del Kagote, un distinto club al quale possono accedere solo persone istruite e con un certo potere ed i vecchi capi della comunità, permette di contare su privilegi speciali. Ken Saro Wiwa, scrittore ed attivista per i diritti umani giustiziato dal regime militare nel 1995, anche lui ha beneficiato di questo "trasparente sistema di corruzione", dall’inizio degli anni settanta fino al 1990, quando gli Ogoni hanno formato il MOSOP, Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni. Si tratta di un gruppo con profonde radici popolari, che è cresciuto fino a trasformarsi in una gigantesca scatola di risonanza che ha informato il mondo intero sulle miserabili e pericolose condizioni di vita degli abitanti del delta, con riunioni organizzate, propaganda ed altre forme di azione politica.

 

Il MOSOP è nato nel 1990 con proteste costituzionali, reclamando i suoi diritti al governo nigeriano, e nel 1992 ha chiesto alle compagnie petrolifere un indennizzo per i 30 anni di sfruttamento compiuto senza nessun beneficio per il Paese. Nessuna di queste richieste è stata soddisfatta. Le marce di protesta degli Ogoni che all'inizio erano pacifiche, si sono trasformate in azioni violente e sabotaggi contro le compagnie.

 

La battaglia iniziata dal MOSOP, nel delta ha spinto la formazione di gruppi ed associazioni che vanno dagli attivisti per i diritti umani fino a gruppi politico-militari come IDERA (Associazione per la Democrazia ed i Diritti Ambientali di Isoko), PUSN (Unione Popolare per la Salvezza della Nigeria) ed IYE (Giovani Rivoluzionari Ijaw). I rappresentanti di questi gruppi, con un'azione politica clandestina, hanno risvegliato la coscienza della gente e creato una solida trama di alleanze che oggi unisce le varie regioni del delta del Niger. In questo momento è difficile valutare il suo numero e calibrare la forza di questi gruppi militanti, la cui presenza è una spina nel fianco del governo nigeriano e delle compagnie petrolifere.

Il delta del Niger, ora, è come un vulcano che emette fumo nero; nessuno sa se tutto finirà in un semplice brontolio oppure in un'eruzione.

 

* Okechukwu Anyadiegwu è uno scrittore nigeriano che insegna lingua e cultura Igbo all'università di Padova.

 

 

Tradotto dallo spagnolo per www.resistenze.org di FR