www.resistenze.org - popoli resistenti - nigeria - 14-06-09 - n. 278

da Rebelion - www.rebelion.org/noticia.php?id=86846
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
La Shell risarcisce le vittime del 1995, ma nel Delta del Niger la guerra aumenta
 
Glen Ford - Black Agenda Report
 
11/06/09
 
Quasi un quinto delle importazioni petrolifere statunitensi proviene dall’Africa Occidentale, e la percentuale dovrebbe aumentare. Shell, BP e Chevron hanno pompato oro nero per miliardi di dollari dalla Nigeria orientale, che pure continua ad essere uno dei posti più poveri e inquinati della terra. Anche se gli azzeccagarbugli della compagnia petrolifera sono giunti ad un accordo privato con i rappresentanti delle famiglie di alcuni degli assassinati, il saccheggio continua.
 
Dirigenti della Shell hanno avuto il coraggio di affermare oscenamente che l’ accordo è un “gesto umanitario”. La compagnia petrolifera Royal Dutch Shell pagherà 15,5 milioni ai famigliari dell’attivista nigeriano Ken Saro-Wiwa e di altri condannati a morte dal regime militare nigeriano nel 1995.
 
Questo accordo è la risposta alla denuncia di complicità da parte di Shell nella tortura e assassinio dell’attivista, che protestava contro i crimini economici e ambientali commessi nei confronti della popolazione residente nell’area petrolifera del delta del fiume Niger.
 
Cosa insolita, è stato reso noto sia l’accordo, sia l’ammontare del risarcimento. Più frequentemente, le parti giungono ad un accordo privato, ma si trattava di un caso di grande rilievo politico, il cui risultato è stato festeggiato dai famigliari e i loro avvocati presso il Centro per i Diritti Costituzionali che si trova a New York. Parte dei 15 milioni e mezzo finiranno in un fondo per il popolo Ogoni. La dirigenza Shell ha dichiarato che si tratta di un “accordo umanitario”, collegandoli ad altri 240 milioni di dollari che sostiene di aver versato l’anno scorso come contributo per lo “sviluppo” dell’area. Va rilevato che la cifra aveva un significato ben diverso nel 1995, ma oggi le retribuzioni sono molto diminuite a causa del calo della produzione dovuta alla intensa guerra fra le forze ribelli e quelle governative.
 
Dal 15 maggio, infatti, il governo ha dato il via ad un’offensiva militare denominata “Operazione Accerchiare e Cercare”, diretta contro i ribelli del Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger, noto come MEND. La lotta ha già provocato molte vittime fra i combattenti, ma la sofferenza maggiore è quella che patiscono i civili. Si pensa che almeno 20.000 persone siano sfollate. Molti altri, a migliaia, si trovano nei campi profughi in penuria alimentare e sanitaria, Centinaia sono stati assassinati. I soldati hanno bruciato paesi interi, e il palazzo di un re locale è stato perfino bombardato dalla forza aerea nigeriana.
 
La guerra nella regione all’industria petrolifera è costata almeno 24 milioni di barili in meno, facendo passare la Nigeria al secondo posto fra i paesi africani produttori, dietro all’Angola.
 
Si tratta, in ogni modo, di perdite fra ladroni, i cospiratori nigeriani e quelli dell’industria petrolifera, gli stessi che 14 anni fa decisero che Ken Saro-Wiwa e i suoi compagni dovevano essere impiccati perché chiedevano una distribuzione giusta dei profitti del petrolio, il rispetto della terra e della gente. Ora, subiscono le conseguenze dei loro atti.
 
Il tempo ha dimostrato che i crimini cronicizzati producono frutti amari.
 
La questione del delta del fiume Niger sta così diventando un problema di sovranità che coinvolge tutta la Nigeria.La lezione è che nessun regime ha il diritto di vendere la sovranità e la ricchezza nazionale togliendola da sotto il naso della gente.
 
Fonte - http://www.blackagendareport.com/?q=content/shell-oil-settles-1995-niger-delta-victims%E2%80%99-families-war-escalates