da El siglo
http://www.elsiglo.cl/noticia.php?id=3056&sec=0&subsec=0&area=agencia
L’era del cambiamento in America Latina
Le prossime elezioni del 5 novembre 2006 si preannunciano come le elezioni dal
risultato più incerto e risicato dall’abbattimento di Anastasio Somoza, nel
1979.
I candidati della destra sono l'ex presidente e candidato del Partito Liberale
Costituzionalista, Arnoldo Tedesco, ed una fazione che si è costituita
recentemente per scissione, l’Alleanza Liberale Nicaraguense rappresentata da
Eduardo Montealegre.
Quello che era stato il potente Partito Conservatore, fino alla strepitosa sconfitta nelle elezioni del 2001, non ha ancora presentato nessuna candidatura.
Apparentemente la divisione della destra spiana la strada a Daniel Ortega,
scelto per la quarta volta come candidato del Fronte Sandinista di Liberazione
Nazionale. Ma anche oggi la principale forza dell'opposizione affronta un’altra
candidatura concorrente da sinistra, quella di Herty Lewites, rappresentante
del Movimento di Rinnovazione Sandinista, da poco creato.
Le ultime due elezioni ed anche i sondaggi, danno una forte maggioranza al
FSLN.
Nelle elezioni comunali del febbraio 2005, di carattere nazionale, il FSLN ha ottenuto 728.921 voti (il 43.75 %), mentre il PLC dell'attuale Presidente Enrique Bolaños 623.157 voti (il 37.40 %).
Nelle elezioni regionali dello scorso 5 marzo, nelle regioni Autonoma del Nord Atlántico ed Autonoma dell'Atlantico Meridionale, i vincitori sono stati il FSLN ed il PLC, nonostante quest’ultimo sia passato da 29 a 22 seggi. Non hanno ottenuto alcun seggio né il partito di Montealegre, né il nuovo movimento di Lewites.
La sola estrapolazione di questi dati, indica un chiaro vantaggio al FSLN di Ortega, anche se non si può ancora escludere del tutto la possibilità che all’appuntamento elettorale la destra riesca a presentarsi unita, com’è successo nel 1990.
A giudicare da quanto dichiarato da Tomás Borge (ex Ministro dell'Interno del
regime Sandinista, attuale vicepresidente del partito oltre che una delle sue principali
figure storiche) in quest’intervista concessa a El Siglo, la fiducia nel
trionfo del FSLN alle prossime elezioni di novembre è completa.
Che cosa
l’ha colpita di più nella sua visita in Cile?
"Quello che più mi è
piaciuto del Cile di oggi è la piena integrazione della donna. È una buona
notizia per l'America Latina, non si tratta solo del fatto che ora abbia una
donna, una Presidentessa, piuttosto il fatto che le donne al governo si sono
integrate in massa. Ciò è un grande esempio per l'umanità."
Che cosa può ci può dire della situazione interna del suo paese? il Fronte
Sandinista sembra avere guadagnato terreno e avviato alla vittoria elettorale.
"Sì, vinceremo, senza alcun dubbio. Avevo dei dubbi nelle passate
elezioni, ma ora non ho il minimo dubbio che all’interno della nuova tendenza
dell'America Latina, la crescita del peso politico dela sinistra, il Fronte
Sandinista non sarà l’unica sorpresa,
Come vede dal Nicaragua il nuovo panorama politico dell'America del Sud?
"Bene, naturalmente. Siamo soddisfatti e ottimisti per ciò che è successo
in Uruguay, Argentina, Brasile, Venezuela, Bolivia, per ciò che potrebbe
capitare in Messico, che probabilmente succederà a El Salvador, che capiterà
sicuramente in Nicaragua, oltre che per la resistenza di Cuba. È un cambiamento
molto importante."
A cosa attribuisce questo fenomeno?
“Si trata di questo;
quando parlai con Fidel Castro, e tempo fa ne feci un libro, lui mi ha parlato
con una certa tristezza della situazione dell'America Latina, ma già vent’anni
fa Fidel mi aveva detto, “..vedrai, un giorno non molto lontano, in termini
storici, ci sarà ha un cambiamento. E quel cambiamento sta avvenendo."
Traduzione dallo spagnolo del Ccdp