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Il Nicaragua produce già il 50 per cento di energia rinnovabile
Climascopio 2012 lo inserisce tra i primi tre Paesi latinoamericani che più investono in energia pulita
di Giorgio Trucchi
23/03/2012
Durante la 53º Assemblea annuale della BID (Banca Interamericana di Sviluppo) è stata presentata la relazione Climascopio 2012, nella quale il Nicaragua appare come il secondo paese dell'America Latina - superato solo dal Brasile - che più investe in energia pulita. Il documento segnala che i governi del Brasile, Nicaragua e Panama, sono quelli che mostrano un maggiore impegno con il clima e l'ecosistema. Tra i principali indicatori, la relazione ha segnalato le politiche di energia pulita, la struttura del settore energetico, il totale degli investimenti in energia amichevole con l'ecosistema e la disponibilità di microcrediti verdi.
Per ciò che riguarda la produzione di energia elettrica da biomassa, essa costituisce l'iniziativa più emblematica del settore energetico nicaraguense, con un totale di 122 MW di capacità installata. Durante il 2010, inoltre, questo settore ha rappresentato il 36 per cento della produzione totale di energia (1.080GWh).
I risultati della politica energetica del governo nicaraguense sono stati sottolineati recentemente dalla viceministra dell'Energia e Miniere, Lorena Lanzas, all'annunciare che alla fine del 2013 il Paese sarà in grado di coprire il 50 per cento del fabbisogno annuo con energie rinnovabili. Tale risultato è già stato quasi raggiunto durante i primi tre mesi del 2012 grazie alla produzione di energia da parte degli impianti di trasformazione della canna da zucchero (ingenios) e i forti venti di questa epoca.
Lanzas ha inoltre ricordato che durante i primi cinque anni di governo (2007-2011), il presidente Daniel Ortega ha chiesto di dare priorità allo sviluppo dell'infrastruttura del settore energetico, in quanto costituisce un motore essenziale per la produzione, lo sviluppo economico e quindi, la diminuzione della povertà.
Una delle prime azioni del governo sandinista è stata l'installazione di centrali termiche che, nonostante si alimentino con petrolio, hanno risolto il grave problema dei blackout che da anni affliggevano il Paese. È stato inoltre costituito il Ministero dell'Energia e Miniere, che ha agglutinato tutti gli specialisti del settore e ha permesso di analizzare globalmente quali fossero le principali necessità della nazione, definendo in questo modo una strategia come quella del cambiamento della matrice energetica.
La viceministra ha poi esposto i vari progetti che permetteranno al Nicaragua di raggiungere questo risultato, come per esempio il progetto geotermico San Jacinto-Tizate che produrrà 72 MW e la seconda fase dei progetti eolici nel sud del Nicaragua. Tali progetti permetteranno al Paese di chiudere il 2012 con il 40 per cento di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Un altro elemento della strategia energetica del Nicaragua è il lavoro di sensibilizzazione realizzato con la popolazione sull'importanza del risparmio energetico. Per lo Stato, ridurre il consumo è molto più economico che installare una nuova centrale elettrica. "Dobbiamo promuovere un cambiamento culturale nella popolazione nicaraguense e abbiamo iniziato a farlo introducendo il tema del risparmio energetico all'interno della materia di Scienze Naturali a partire dalla quinta elementare. Sono già 15 mila le maestre che hanno partecipato a corsi di formazione a livello nazionale e che tratteranno il tema con oltre 400 mila studenti", ha affermato durante un'intervista televisiva.
(Con informazioni di Prensa Latina e Radio La Primerísima)
© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )
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