www.resistenze.org - popoli resistenti - perù - 03-02-03

Perù, continuano gli sforzi dei Prigionieri Politici per la Libertà

Le violazioni dei loro diritti continuano

Nonostante in Perù ci sia un governo "democratico"

Malgrado il Perù di Fujimori sia un triste ricordo per molti, malgrado l'opinione pubblica consideri finita l'epoca del dittatore giapponese (esiliatosi in Giappone), molto rimane da farsi. Ancora oggi, infatti, il problema della prigionia politica è irrisolto e, a quanto sembra, non è volontà del governo Toledo risolverlo.

Lettera da un carcere di massima sicurezza del Perù

Un nuovo anno è trascorso e lascia dietro di sé le cose senza senso. I dolci ricordi, invece, ci invitano a rinnovare ed a puntare sulla vita, a fare ogni sforzo possibile per essa. Avrei voluto raccontarti prima quanto sta succedendo, quanto stiamo facendo qui per la nostra situazione legale, ma non c'è stata l'opportunità. Mentre alcuni lo fanno coordinandosi in gruppo, altri personalmente, ma tutti siamo alla ricerca della stessa anelata libertà.

Tutti siamo stati giudicati arbitrariamente da giudici senza volto, nei tribunali civili ed in quelli militari, senza nessun diritto alla difesa, con sentenze spropositate ed ingiuste, violando i nostri diritti. Tutti siamo stati sottoposti a carceri inumane per una serie di leggi promulgate dal governo dittatoriale di Fujimori. Tutti abbiamo visto annullato ogni beneficio penitenziario, cosa anticostituzionale per la stessa Costituzione elaborata dalla allora presidente Fujimori ed anticostituzionale per la Costituzione del 1979.

E' per questo che oggi stiamo presentando ricorsi di Habeas Corpus, chiedendo la nostra libertà, sostenendo i nostri diritti e la Costituzione. Ma la realtà è che a volte i giudici si limitano a dichiarare fondata la nostra richiesta e danno il via alla realizzazione di nuovi processi, ma non ci concedono la libertà. Molto spesso, invece, si disconoscono le ragioni di questi ricorsi e vengono dichiarati inammissibili gli Habeas Corpus ed a noi non rimane altro che presentarli nuovamente.

Anch'io ho presentato l'Habeas Corpus, nonostante non avessi un avvocato. Il mio ricorso è stato dichiarato fondato ed è stata annullata la sentenza all'ergastolo emessa dal tribunale militare, ma il magistrato è ricorso in appello, ragione per cui non rimane che aspettare il proseguire delle formalità.

Vari amici ed amiche stanno vedendo risolta la loro situazione. Si tratta delle persone che sono state arrestate prima dell'Aprile del 1992 (cioè prima dell'autogolpe di Fujimori) e che beneficiano della semi libertà, della libertà condizionata, del 2 per 1 (compimento della metà della condanna) e dell'anno giudiziario (1 anno si compone di 8 mesi), però le autorità hanno iniziato a porre ostacoli a queste gestioni per i benefici e per tanto molte richieste vengono rigettate. A ciò si aggiunge una campagna molto forte contro i prigionieri politici perché le autorità non vogliono vederci liberi.

Le altre persone che furono arrestate dopo l'Aprile del 1992, non godono di beneficio alcuno dal momento che questi furono soppressi dai decreti legge di Fujimori. Noi siamo in attesa che il Tribunale Costituzionale dichiari la loro anticostituzionalità, ma di certo c'è che nel Congresso si stà lavorando ad un'altra legge di emergenza per mantenere i prigionieri politici in carcere, nel caso che vengano annullati i decreti legge con cui siamo stati condannati.

Si supponeva che con questo nuovo governo "democratico" sarebbe migliorata la nostra situazione. Ed invece, continuano i trasferimenti arbitrari dei prigionieri politici al carcere di Yanamayo, quello che è stato ricostruito, nonostante da tutto il mondo si chiedesse di chiuderlo per essere inadeguato dal punto di vista climatico e geografico ad ospitare prigionieri (sorge a 4.000 metri sul livello del mare). I trasferimenti continuano a realizzarsi senza preavviso, all'alba, e con maltrattamenti fisici per i prigionieri.

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