www.resistenze.org - popoli resistenti - perù - 17-06-03

Repressione in Perù

Giugno 2003 fonte: FSM

Comunicato Stampa

La Federazione Sindacale Mondiale (FSM), condanna lo stato d’assedio decretato dal governo peruviano responsabile della morte di uno studente e il ferimento d’altre centinaia.
La FSM auspica che siano soddisfatte le rivendicazioni dei lavoratori e si revochi lo stato d’emergenza.

Costernazione e biasimo nel movimento sindacale internazionale di fronte alo stato d’assedio decretato dal governo del Perù, che ha riposto alle giuste rivendicazioni di vari settori sociali e dei lavoratori con la morte di uno studente, centinaia di feriti e di arresti. La comunità internazionale nutriva la speranza che alla caduta del precedente regime dittatoriale, conclusosi con la fuga di Fujimori, l’attuale governo fosse più giusto con i lavoratori, ma le fallimentari politiche neoliberali sono continuate, peggiorando ancor più le condizioni degli strati popolari.

Lo sciopero dei lavoratori della scuola SUTEP, della Sanità ESSALUD, FENTASE, degli agricoltori, della federazione del settore giudiziario, dei fronti regionali e le manifestazioni della CGTP, sono giuste sotto tutti i punti di vista, pertanto la FSM esprime il suo pieno appoggio e solidarietà di classe.
La FSM considera deplorevole l’applicazione dello stato d’emergenza; i problemi non si risolvono con la militarizzazione e la repressione, ma eliminando le cause che generano le proteste.

Inoltre, la FSM esprime sentite condoglianze alla famiglia dello studente di Edy Quilca, ucciso dalla repressione, e chiede sanzioni per i responsabili.
Di conseguenza, la FSM chiede al governo peruviano di riaprire il dialogo con i rappresentanti delle organizzazioni in sciopero, per trovare risposte concrete alle richieste delle masse popolari.

A tutte le organizzazioni sindacali affiliate e amiche di ogni continente, la FSM lancia un appello per la solidarietà con la società peruviana in lotta.