Giugno 2003 fonte: FSM
Comunicato Stampa
La Federazione Sindacale Mondiale (FSM), condanna lo stato d’assedio decretato
dal governo peruviano responsabile della morte di uno studente e il ferimento
d’altre centinaia.
La FSM auspica che siano soddisfatte le rivendicazioni dei lavoratori e si
revochi lo stato d’emergenza.
Costernazione e biasimo nel movimento sindacale internazionale di fronte alo
stato d’assedio decretato dal governo del Perù, che ha riposto alle giuste
rivendicazioni di vari settori sociali e dei lavoratori con la morte di uno
studente, centinaia di feriti e di arresti. La comunità internazionale nutriva
la speranza che alla caduta del precedente regime dittatoriale, conclusosi con
la fuga di Fujimori, l’attuale governo fosse più giusto con i lavoratori, ma le
fallimentari politiche neoliberali sono continuate, peggiorando ancor più le
condizioni degli strati popolari.
Lo sciopero dei lavoratori della scuola SUTEP, della Sanità ESSALUD, FENTASE,
degli agricoltori, della federazione del settore giudiziario, dei fronti
regionali e le manifestazioni della CGTP, sono giuste sotto tutti i punti di
vista, pertanto la FSM esprime il suo pieno appoggio e solidarietà di classe.
La FSM considera deplorevole l’applicazione dello stato d’emergenza; i problemi
non si risolvono con la militarizzazione e la repressione, ma eliminando le
cause che generano le proteste.
Inoltre, la FSM esprime sentite condoglianze alla famiglia dello studente di
Edy Quilca, ucciso dalla repressione, e chiede sanzioni per i responsabili.
Di conseguenza, la FSM chiede al governo peruviano di riaprire il dialogo con i
rappresentanti delle organizzazioni in sciopero, per trovare risposte concrete
alle richieste delle masse popolari.
A tutte le organizzazioni sindacali affiliate
e amiche di ogni continente, la FSM lancia un appello per la solidarietà con la
società peruviana in lotta.