www.resistenze.org - popoli resistenti - perù - 13-07-07

da: www.pcperuano.com , mailto:unidad@ec-red.com
in www.solidnet.org
 
Perù: il popolo è sceso in piazza contro le politiche neoliberiste di Alan Garcia
 
L’appello unitario che ha convocato la grande giornata di lotta dell’11 luglio
 
Proponiamo il testo dell’appello, firmato da numerose organizzazioni politiche e sociali del Perù (tra cui il Partito Comunista Peruviano e il Partito Comunista del Perù Patria Roja), che ha convocato la grande giornata nazionale di lotta dell’11 luglio contro le politiche neoliberiste del presidente “socialdemocratico” Alan Garcia, che ha registrato l’adesione massiccia di ampi settori popolari e che ha avuto il suo momento più significativo nella manifestazione di Lima, a cui hanno preso parte centinaia di migliaia di lavoratori.
 
Basta con l’inganno e la corruzione. Il popolo esige cambiamenti
 
Dopo quasi un anno di governo dell’alleanza del Presidente Garcia con il fujimorismo e la destra economica e politica, è sempre più evidente la continuazione dell’economia neoliberale e supersfruttatrice al servizio dei più forti, accompagnata dalla corruzione e dall’abuso di potere. L’economia cresce insieme alla frustrazione del popolo.
 
Stanchi per le promesse non mantenute e angosciati dalle proprie necessità, migliaia di uomini e donne si gettano nella lotta. Raccoglitori di cotone e di riso e “cocaleros” reclamano il rispetto di accordi e atti. I lavoratori delle miniere, i supersfruttati, i licenziati e i massacrati di Marcona e Casapalca esigono diritti elementari, mentre le imprese guadagnano migliaia di milioni di soles. I lavoratori della sanità e i maestri, i docenti delle università e degli istituti superiori reclamano la fine dei contratti per servizi non personali, l’adeguamento dei loro stipendi, un bilancio adeguato e una Legge di Carriera Pubblica del Magistero che garantisca stabilità e condizioni che permettano lo sviluppo professionale dei docenti. In uno Stato di diritto, signori del governo e impresari, le leggi e i diritti vanno rispettati!
 
Di fronte ad una crescita economica esigiamo un aumento generalizzato di stipendi, salari e pensioni, e il varo di una Legge Generale del Lavoro che garantisca il diritto a un impiego degno. I licenziati ingiustamente dalla dittatura esigono la restituzione del posto di lavoro e della retribuzione. Villaggi, comunità contadine e native che patiscono le conseguenze della presenza di miniere e di impianti petroliferi, reclamano dalle imprese che non tocchino l’acqua e le terre e che non contaminino l’ambiente, se non pagano le imposte dovute sui propri superprofitti.
 
I produttori agricoli si trovano senza crediti e appoggio tecnico. I lavoratori autonomi e i piccoli e piccolissimi impresari sono minacciati dalla concorrenza sleale di un Trattato di Libero Commercio (TLC) con gli Stati Uniti, negoziato e pattuito a spese della gente e che, inoltre, pone un’ipoteca sulla sovranità nazionale. I governi regionali e locali di Ancash, Huanuco, Loreto, Yurimaguas, Puno, Arequipa, tra gli altri, devono fronteggiare il centralismo del governo, la disattenzione nei confronti delle loro richieste e la manipolazione politica del partito al governo. Le vittime dei crimini di Fujimori esigono la sua estradizione e il suo processo, mentre il governo non fa nulla contro la corruzione e favorisce l’impunità.
 
Siamo condannati alla corruzione, all’abuso e alla povertà? No. Fronteggiamo l’ingiustizia sociale, la vergognosa concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, mentre la povertà e la disoccupazione colpiscono la grande maggioranza. Facciamola finita con l’abuso di potere e con gli scandalosi privilegi fiscali delle multinazionali che sfruttano le nostre risorse naturali.
 
Basta con l’abbandono dell’istruzione e della sanità pubblica! Basta con i tagli e la manipolazione dei programmi sociali, e con la mancata partecipazione dei loro beneficiari alla gestione! Basta con i salari di fame e con il lavoro senza diritti! Basta con la corruzione impunita nelle alte sfere del potere, compresa quella del fujimorismo, il cui capo deve essere estradato! Basta con uno Stato insensibile che dispone di risorse e che potrebbe averne di più se imponesse tributi alle imprese minerarie e imposte sui superprofitti, al fine di assistere la gente e di promuovere lo sviluppo, invece di agire a spese del paese senza rendere conto a nessuno e senza mantenere le proprie promesse.
 
Il governo di Garcia e i gruppi di potere che esitano di fronte al Cile, non difendono con coerenza la sovranità e la dignità nazionale. Compete al popolo peruviano esigere la ferma difesa dell’integrità territoriale e respingere energicamente le pretese del governo cileno di non riconoscere i confini terrestri e marittimi del paese. Richiediamo la sospensione del TLC con il Cile. Rifiutiamo la presenza di truppe straniere nel nostro paese e qualsiasi tentativo di installare basi militari degli Stati Uniti in Perù.
 
La protesta cresce e ha ragioni giustificate. Il governo pretende di criminalizzarla. Vuole calmarla con la repressione e la paura. Persegue in modo illegale e processa i dirigenti sociali e i presidenti regionali che hanno lottato insieme al loro popolo. Il continuismo neoliberale “Fujimori-Toledo-Garcia” e l’alleanza Apra, fujimorismo, Unidad Nacional e grandi imprese attentano contro la libertà e i diritti sindacali, e cercano di sanzionare i parlamentari eletti che hanno protestato contro la firma del TLC approvato dal precedente Congresso. Basta!
 
La crisi politica e strutturale del paese richiede che noi lottiamo per un’Assemblea Costituente e per una nuova Costituzione che metta fine alla Costituzione del fujimorismo. Che recuperi i diritti sociali della gente e le funzioni dello Stato, e che ponga la parola fine a un regime politico pieno di corruzione che agisce a spese del paese.
 
Tutti noi che chiediamo il cambiamento, i movimenti sociali e regionali, i fronti civici e di difesa, e le organizzazioni politiche, dobbiamo riunirci e unire le nostre forze per partecipare alla Giornata Nazionale di Lotta Civica e Popolare dell’11 luglio convocata dalla CGTP, e allo Sciopero Agrario convocato per l’11 e il 12 luglio dai principali sindacati agricoli. La Giornata Nazionale di Lotta Civica e Popolare di luglio deve rappresentare l’inizio di un cambiamento di rotta verso il rafforzamento delle organizzazioni sociali e regionali e verso il raggruppamento delle forze politiche, nazionaliste, socialiste democratiche, progressiste e popolari.
 
Lima, 24 giugno 2007
 
CONFEDERACION GENERAL DE TRABAJADORES DEL PERU CGTP, CENTRAL UNITARIA DE TRABAJADORES CUT-PERU, CONFEDERCION NACIONAL AGRARIA CNA, CONFEDERACION CAMPESINA DEL PERU CCP, PARTIDO COMUNISTA PERUANO, MOVIMIENTO NUEVA IZQUIERDA, PARTIDO NACIONALISTA PERUANO, PARTIDO SOCIALISTA, AVANZA PAÌS, COMITE MALPICA, PARTIDO COMUNISTA DEL PERU PATRIA ROJA, FRENTE POPULAR, PARTIDO SOCIALISTA REVOLUCIONARIO, CONADES, COORDINADORA METROPOLITANA DEL VASO DE LECHE, MOVIMIENTO AMPLIO DE MUJERES, COMITÉ NACIONAL DE DERECHOS E INTERESES DE LOS FONAVISTAS DEL PERU.
 
¡VIVA LA JORNADA NACIONAL DE LUCHA CÍVICA Y POPULAR DEL 11 DE JULIO!
 
¡VIVA EL PARO AGRARIO DEL 11 Y 12 DE JULIO!
 
¡UNIDOS PARA LUCHAR, UNIDOS PARA VENCER, PERUANICEMOS EL PERÚ!
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare