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- popoli resistenti - perů - 20-02-08 - n. 216
Stato d’assedio in Perù per manifestazioni contadine
19/02/2008
Il governo peruviano ha decretato lo stato d’emergenza in sette province del paese, ed ha pure mobilitato le forze armate per fare fronte ad una massiccia protesta contadina, degenerata in violenti scontri che hanno provocato un morto.
La decisione è stata presa ieri sera ed è stata annunciata dal primo ministro Jorge del Castillo; lo stato d’emergenza riguarda le province di Huaura, Huaral e Barranca nella regione di Lima; Huarmey, Casma e El Santa, nella regione di Ancash; la provincia di Virú, nella regione di La Libertad.
Lo stato di emergenza rimarrà per una settimana, e secondo le dichiarazioni di Del Castillo, vuol garantire la sicurezza di circa un migliaio di autobus e dei relativi passeggeri che sono rimasti bloccati in strada dagli scontri e dai blocchi stradali. Lo stato d’emergenza implica la sospensione delle garanzie costituzionali, consentendo detenzioni senza ordini giudiziari, oltre a proibire gli assembramenti ed il libero transito.
Il premier ha pure spiegato che le forze armate hanno il compito di assumere il controllo delle regioni interessate, ed ha aggiunto che nonostante la severità di tali misure “..sono necessarie per l’ordine interno del paese”.
Del Castillo ha attribuito ai dirigenti agrari, che ieri hanno dichiarato una giornata di sciopero nazionale, la responsabilità degli scontri verificatisi, scontri che hanno provocato la morte di un contadino colpito ala testa da un proiettile sparato dalla polizia nei pressi di Pativilca, a nord di Lima.
Le proteste contadine rivendicano, fra l’altro, misure adeguate a frenare l’impatto dell’ingresso dei prodotti statunitensi per effetto del trattato di libero commercio (TLC) realizzato con gli Stati Uniti.
pgh/mrs
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