www.resistenze.org - popoli resistenti - perù - 21-07-08 - n. 237

dal sito ufficiale del Partito Comunista Peruviano - http://pcp.miarroba.com/ 
 
9 Luglio: Il popolo ha manifestato per i cambiamenti
 
Commissione Nazionale Stampa e Comunicazioni
 
Lima, 12 Luglio 2008.
 
Il 9 luglio il popolo ha scritto una nuova pagina di storia, milioni di uomini e donne si sono mobilitati in modo pacifico contro la politica asservita del governo di Garcia, il fujimorismo e la destra governante.
 
Il Partito Comunista Peruviano, fedele alla sua tradizione di lotta, è stato presente e a fianco dei lavoratori e del popolo peruviano tutto. Questa è stata la risposta più forte e unitaria contro il governo. Le 25 regione del paese sono stati percorse da un’ondata di manifestazioni di massa. Piazza Due Maggio è stato il luogo si sono concentrate le rappresentanze di ogni angolo della nazione in un gigantesco corteo che ha sfilato nella capitale, lo sciopero è stato un successo nonostante la campagna governativa d’intimidazione. Mai un governo democratico aveva usato i carri armati per impedire lo svolgimento di uno sciopero garantito dalla Costituzione, dalle leggi e soprattutto dalla ragione e dalla giustizia.
 
I centomila, fra poliziotti e soldati delle Forze Armate, non hanno intimorito il popolo, che non si era neanche fatto intimorire dalla sporca campagna intimidatoria scatenata in precedenza con le minacce del governo e della destra più reazionaria. Il popolo, in modo disciplinato e pacifico ha emanato il verdetto. Ha detto basta alla politica dell’esclusione, al pacco di leggi previste dall’applicazione del TLC finalizzate a spogliare le comunità rurali e i contadini delle loro terre, alla consegna delle nostre ricchezze naturali e aziende strategiche, porti, aeroporti e selva amazzonica con la cosiddetta Legge della Giungla.
 
Il popolo ha chiesto per le strade un cambio di rotta nell’economia, nella politica, nel sociale, nella morale pubblica e nel rispetto delle libertà del cittadino.
 
Il governo, ottusamente, mantiene la sua posizione intollerante e pretende di negare lo sciopero generale nascondendolo con un dito.
 
Le Prospettive
 
Ora la parola spetta al governo; il Coordinamento Politico dello Sciopero Generale (CPS) esige che il governo lasci da parte superbia e prepotenza, che si apra al dialogo responsabile con i rappresentanti del CPS per discutere le soluzioni alle questioni che hanno scatenato la sciopero.
 
Il CPS, di cui fa parte anche il Partito Comunista Peruviano, riconosciuti combattività e determinazione popolare, ha convocato un’Assemblea Nazionale per consolidare l’organizzazione e valutare le prospettive, poiché adesso serve approvare un nuovo piano di lotta.
 
Il CPS si pone ora come la possibilità di cerare un’alternativa dalle basi, con prospettive di governo e potere popolare. Si tratta di passare dall’unità all’azione verso l’unità politica, costruendo delle basi organiche e programmatiche, accumulando le forze necessarie ad affrontare il modello economico neoliberale, per costruire i veri cambiamenti che urgono al paese.
 
In questo percorso di Fronte Unico, già tracciato da José Carlos Mariátegui, affermiamo l’unità per avanzare nella costruzione degli strumenti che ci permettano di rendere reali i cambiamenti voluti dal popolo e dai lavoratori, per la trasformazione rivoluzionaria della nostra patria.