www.resistenze.org - popoli resistenti - perų - 15-06-09 - n. 278

da http://www.pcperuano.com/index.php?option=com_content&view=article&id=793:marcha-11-de-junio&catid=1:coyuntura&Itemid=26
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
A Lima sfilano più di 30 mila persone
 
Grande mobilitazione in solidarietà con le comunità amazzoniche e per chiedere le dimissioni del ministro responsabile dei fatti di Bagua
   
12/06/2009
 
Oltre 30 mila persone si sono mobilitate attraversando le strade principali di Lima, in solidarietà con le comunità amazzoniche e per chiedere le dimissioni del ministro responsabile del "Massacro di Bagua”. Conclusa la manifestazione, un forte contingente di polizia ha represso i manifestanti che sono stati dispersi con gas lacrimogeni.
 
Il Segretario Generale del CGTP [Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù] Mario Huamán, ha definito imponente la partecipazione della popolazione alla manifestazione convocata dal Fronte Nazionale per la Vita e la Sovranità Nazionale [vedi appello alla Giornata nazionale di lotta ], non solo nella capitale ma in diverse località del paese e del mondo.
 
Ha aggiunto che questa massiccia partecipazione rappresenta una risposta alla logica dello scontro voluta dal governo Aprista, ed una richiesta di dimissioni del ministro responsabile e di un nuovo spazio per il dialogo con altri attori, riconoscendo però la AIDESEP [Associazione interetnica di sviluppo della selva peruviana] come rappresentante dei popoli amazzonici, come richiesto dalla popolazione di questa regione.
 
Ha inoltre chiesto l'abrogazione dei decreti [governativi contestati] e una inchiesta internazionale per chiarire i fatti di Bagua. Ha rilevato come la presenza di migliaia di giovani alla manifestazione rappresentino il patrimonio morale del paese: "Quando i giovani scendono in strada per protestare è perché la pazienza della popolazione si è esaurita. Lo stesso è avvenuto con la dittatura: cadde quando i giovani scesero in strada", ha affermato.
 
Ha considerato che il governo è al servizio solo delle grandi imprese transnazionali e dei grandi investitori, che rappresentano quelli che hanno cospirato contro il paese e che chiedono sia schiacciata qualsiasi protesta per un reale cambiamento: "Le multinazionali sono la vera ingerenza straniera in Perù", ha sottolineato.
 
Ha concluso ammonendo che se il Presidente García insieme ad APRA, all’Unità Nazionale e al Fujimorismo persistono nell’aggredire il popolo, il passo successivo sarà la convocazione di uno sciopero nazionale nel mese di luglio.
 
Verso la fine della giornata di mobilitazione, un forte contingente di polizia ha represso violentemente i manifestanti che volevano proseguire la protesta, spostandosi lungo le altre strade della città così come solitamente viene permesso alle organizzazioni legate all’APRA. Ci sono stati feriti e arresti, soprattutto tra i giovani studenti universitari.
 
Al momento della stesura di questo comunicato si hanno notizie di mobilitazioni molto partecipate a Moyobamba, Tacna, Puno, Huancavelica, Piura, Chiclayo, Trujillo, Chimbote, Ica, Madre de Dios, ecc. Lo stesso è accaduto a Moquegua, Arequipa e Jaen.
 
All’estero si sono effettuati presidi davanti alle ambasciate peruviane di Spagna (Madrid e Barcellona), Italia, Canada, Francia, Argentina, Bolivia, ecc.
 
Le organizzazioni hanno convocato uno sciopero nazionale per il mese di luglio.
 
Servizio stampa e comunicazioni CGTP 
12 giugno 2009