www.resistenze.org - popoli resistenti - portogallo - 23-06-04

Una nota di “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese, denunciava, alla vigilia del voto per il Parlamento Europeo, il blocco informativo e la campagna di denigrazione attuati dai grandi strumenti di comunicazione di massa del paese. Scopo della campagna: rafforzare la destra governativa e la sinistra moderata, dirottare i voti “di classe” sulla formazione “gauchiste” denominata “Blocco di Sinistra”.
La campagna non ha comunque scalfito la grande forza dei comunisti portoghesi che, con la lista unitaria CDU, hanno ottenuto quasi il 10% dei consensi e si confermano il principale partito di classe del Portogallo.
C.C.D.P.

Perchè?

di José Casanova
http://www.avante.pt/noticia.asp?id=5604&area=25
ripreso in http://resistir.info/

10 giugno 2004

L’attacco sistematico alla CDU – attraverso il discredito, il vilipendio, la discriminazione e la manipolazione della sua campagna elettorale e l’appoggio totale ed entusiasta al “Bloco de Esquerda” (Blocco di Sinistra) (BE), che ha goduto della super valorizzazione, del super elogio, del super encomio della sua campagna – è la linea dominante, la preoccupazione maggiore e prioritaria dell’intervento dei “media”. Ci sono eccezioni a tale pratica di disinformazione organizzata? Sempre che ce ne siano, non alterano minimamente il tratto caratterizzante quanto descritto.

In relazione alle altre forze concorrenti, la comunicazione sociale prevalente si divide in un pluralismo a dir poco commovente: alcuni organi premono per la coalizione PSD/CDS-PP (centro-destra), altri preferiscono il Partito Socialista, dal momento che le ragioni di tali opzioni hanno soprattutto a che vedere con gli interessi dei gruppi economici che sono proprietari di ognuno degli organi di comunicazione sociale in causa.

(…)

L’affetto materno profuso dai “media” (tutti!) al BE, in contrasto con l’attacco sistematico degli stessi (tutti!) al PCP, non è limitato al periodo elettorale: si tratta di una pratica di tutti i giorni e costituisce la maggiore preoccupazione delle televisioni, delle radio, dei giornali nazionali. Ci sono ragioni per spiegarla: se i media sono proprietà dei grandi gruppi economici ed esistono per difendere gli interessi dei loro padroni, e se il PCP è il partito che combatte il grande capitale e lotta per la difesa degli interessi dei lavoratori, è naturale che il PCP rappresenti l’obiettivo preferito degli attacchi della comunicazione sociale del grande capitale. Quanto al BE, che si presenta, o viene presentato dai “media”, come “più a sinistra” e “più radicale” – e che, per questa ragione, dovrebbe costituire obiettivo ancor più privilegiato degli attacchi – è trattato dai “media” (tutti!) con affetto materno.
Perché?

Traduzione a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare