Una nota di “Avante”,
settimanale del Partito Comunista Portoghese, denunciava, alla vigilia del voto
per il Parlamento Europeo, il blocco informativo e la campagna di denigrazione
attuati dai grandi strumenti di comunicazione di massa del paese. Scopo della
campagna: rafforzare la destra governativa e la sinistra moderata, dirottare i
voti “di classe” sulla formazione “gauchiste” denominata “Blocco di Sinistra”.
La campagna non ha comunque scalfito la grande forza dei comunisti portoghesi
che, con la lista unitaria CDU, hanno ottenuto quasi il 10% dei consensi e si
confermano il principale partito di classe del Portogallo.
C.C.D.P.
Perchè?
di
José Casanova
http://www.avante.pt/noticia.asp?id=5604&area=25
ripreso in http://resistir.info/
10 giugno 2004
L’attacco sistematico alla CDU – attraverso il discredito, il vilipendio, la
discriminazione e la manipolazione della sua campagna elettorale e l’appoggio
totale ed entusiasta al “Bloco de Esquerda” (Blocco di Sinistra) (BE), che ha goduto della super
valorizzazione, del super elogio, del super encomio della sua campagna – è la
linea dominante, la preoccupazione maggiore e prioritaria dell’intervento dei
“media”. Ci sono eccezioni a tale pratica di disinformazione organizzata?
Sempre che ce ne siano, non alterano minimamente il tratto caratterizzante
quanto descritto.
In relazione alle altre forze concorrenti, la comunicazione sociale prevalente
si divide in un pluralismo a dir poco commovente: alcuni organi premono per la
coalizione PSD/CDS-PP (centro-destra),
altri preferiscono il Partito Socialista, dal momento che le ragioni di tali
opzioni hanno soprattutto a che vedere con gli interessi dei gruppi economici
che sono proprietari di ognuno degli organi di comunicazione sociale in causa.
(…)
L’affetto materno profuso dai “media” (tutti!) al BE, in contrasto con
l’attacco sistematico degli stessi (tutti!) al PCP, non è limitato al periodo
elettorale: si tratta di una pratica di tutti i giorni e costituisce la
maggiore preoccupazione delle televisioni, delle radio, dei giornali nazionali.
Ci sono ragioni per spiegarla: se i media sono proprietà dei grandi gruppi
economici ed esistono per difendere gli interessi dei loro padroni, e se il PCP
è il partito che combatte il grande capitale e lotta per la difesa degli
interessi dei lavoratori, è naturale che il PCP rappresenti l’obiettivo
preferito degli attacchi della comunicazione sociale del grande capitale.
Quanto al BE, che si presenta, o viene presentato dai “media”, come “più a
sinistra” e “più radicale” – e che, per questa ragione, dovrebbe costituire
obiettivo ancor più privilegiato degli attacchi – è trattato dai “media”
(tutti!) con affetto materno.
Perché?
Traduzione a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare