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sorge in un momento scuro della storia dell'umanità. La crisi è già mondiale. Questo modello produttivo (e distributivo) ha raggiunto, ci sembra, i suoi limiti. Continenti interi stanno navigando in crisi. L'Africa vegeta in condizioni atroci. Si intensifica il saccheggio dell'America latina, con il collasso successivo di un paese dopo l'altro. In Asia Orientale, paesi presi da esempio in tutto il mondo, chiamati dragoni dalla Banca Mondiale, non riusciranno a riprendersi dalla crisi del 1998. Nei paesi sviluppati, la situazione è lontana dall'essere brillante.

La vittoria della contro-rivoluzione nell'ex-URSS ha provocato la maggiore catastrofe economica e sociale della storia. Il Giappone sta ristagnando da oltre dieci anni. In Europa la disoccupazione è tornata ad essere strutturale, e storiche conquiste sociali sono ribaltate. Negli USA i collassi della Enron e della Worldcom - i maggiori fallimenti della storia economica mondiale - sembrano anticipare un collasso al sistema mondiale. L'aggressività dell'imperialismo si è intensificata dopo la sparizione del mondo socialista, perché non ne teme conseguenze. Si moltiplicano guerre di aggressione contro tutto e tutti, Iraq, Jugoslavia, Palestina, Afghanistan, Colombia, Filippine, ed altre sono in preparazione. La legge della caduta tendenziale del tasso di profitto è ineluttabile nel capitalismo, ma i monopoli tentano di superarla attraverso la corsa agli armamenti e la guerra. Tali tendenze si aggravano dopo il colpo di stato dell'11 settembre 2001.

Nel piano interno degli USA, diritti, libertà e garanzie che sono sempre esistite per il popolo americano stanno per essere annullate: autocensura dei media, giunte militari con potere di giudizio sommario, ammissioni di torture, divieto di divulgare le informazioni fino agli stessi membri del congresso,ecc. Nel piano esterno, si aggrava il saccheggio del resto del mondo ed i tentativi di spremerlo fino all'ultimo centesimo, come l'Argentina, sempre con l'approvazione del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell'Organizzazione Mondiale per il Commercio.

Si intensifica la lotta per il petrolio restante del pianeta, attraverso guerre - Afghanistan, Colombia , - tentativi di colpi di stato - Venezuela -, occupazioni militari - Arabia Saudita, Emirati - e protettorati di nuovo tipo - ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale. Siamo alla fine di un'era, una tappa di transizione per una cosa che ancora non si sa cosa sarà.La crisi, economica, sociale, politica, ideologica, ecologica, energetica e morale, del capitalismo compromettono il futuro della specie umana. ogni volta più minacciata, bisogna resisterle. La storia futura può e deve essere fatta nell'interesse della maggior parte dell'umanità. La minoranza di poderosi di oggi non lo sarà per sempre.

resistir.info vuole dare il suo modesto contributo, in portoghese, al chiarimento, all'informazione ed all'organizzazione di una resistenza necessaria. Come diceva Nazim Hikmet, grande poeta turco, vale di più accendere un fiammifero nel buio che un proiettore alla luce del giorno.

Il consiglio editoriale di resistir.info è costituito da Miguel Urbano Rodrigues, Rui Namorado Rosa e Jorge Figueiredo.

Aprile 2002

Contatti: resistir@resistir.info


traduzione dal portoghese di emanuela tione