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- popoli resistenti - portogallo - 30-11-10 - n. 342
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Più 3 milioni di lavoratori allo Sciopero generale: una vittoria contro la rassegnazione e il conformismo
Dichiarazione di Jerónimo de Sousa, Segretario generale del PCP
24/11/2010
Oggi, in tutto il paese, i lavoratori hanno fatto sentire la loro voce. Lo Sciopero generale del 24 novembre, convocato dalla Confederazione generale dei lavoratori portoghesi [CGTP-IN], è stato uno dei più importanti giorni di lotta in Portogallo dopo il 25 aprile [1974, giorno della Rivoluzione].
E' stata una potente risposta alla brutale offensiva condotta dal governo socialista [interamente formato da esponenti del Partito Socialista, centrosinistra] e dal PSD [Partito Social-Democratico, centrodestra], e da tutti coloro che, come nel caso del presidente della Repubblica [Aníbal Cavaco Silva, PSD], hanno sostenuto la corsa verso la catastrofe nazionale imposta al nostro Paese.
Si tratta di un grande Sciopero generale che resterà nella storia dei lavoratori e del popolo portoghese, a cui hanno preso parte più di 3 milioni di lavoratori. Una vittoria contro la rassegnazione e il conformismo. Una giornata che, data l'entità della protesta, ha ribadito l'importanza fondamentale della lotta.
1 - Il PCP sottolinea la dimensione nazionale e la trasversalità dello Sciopero generale. In tutto il paese, nel continente e nelle regioni autonome, vi è stata una straordinaria partecipazione di tutti i settori produttivi.
Il PCP mette in risalto l'importanza e il significato della forte partecipazione nel settore dei trasporti, con Lisbona, Oporto e delle Metropolitane sud del Tejo, della [società di trasporto urbano marittimo] Soflusa, [delle compagnie ferroviarie] Transtejo, CP, Refer, EMEF e delle decine di aziende di trasporto stradale, come STCP, Carris, Rodoviaria-Entre Douro e Minho, Barraqueiro Group e Transdev. Tutti i porti marittimi e molti porti di pesca sono stati chiusi e tutti i voli di linea (oltre 500) annullati. Lo Sciopero generale ha anche avuto un forte impatto sul settore produttivo: in quello automobilistico con Auto-Europa e il suo intero complesso industriale, Renault-Cacia, Mitsubishi, Tudor e Camac; nel settore metallurgico e metalmeccanico con i cantieri navali Viana do Castelo, Alfeite Arsenal, Lisnave, Sacti, Jado Ibérica, Camo; nel settore cementifero, della ceramica e del vetro con CNE, Atlantis/Vista Alegre, Saint Gobain/Covina, Cinca e Lusoceran; nell'industria del sughero con il Gruppo Amorim, in quelli tessile, calzaturiero e dell'abbigliamento con Paulo Oliveira Group, Almeida e Filhos Textiles, Califa, Triumph e KIAIA; nel settore alimentare e delle bevande con CentralCer, Kraft Foods, e in centinaia di altre aziende di altri settori produttivi.
Il PCP sottolinea anche la grande risposta data dai lavoratori dell'amministrazione pubblica centrale e locale, con interruzioni del servizio che hanno raggiunto proporzioni storiche, paralizzando totalmente o parzialmente la raccolta dei rifiuti in tutto il Paese, la chiusura di centinaia di scuole, istituti e università, dipartimenti pubblici e finanziari, tribunali e altri servizi pubblici, come è avvenuto per il settore sanitario con una forte partecipazione dei lavoratori coinvolti.
Il PCP rileva in particolare la portata e l'impatto che la partecipazione di migliaia di lavoratori in sciopero ha avuto su molti settori e aziende, come nei Cantieri Viana do Castelo, nelle oltre 400 agenzie CGD [Banca nazionale] e di altre banche che hanno dovuto chiudere, proprio come avvenuto in quasi tutti gli uffici postali (CTT), e rimarcare gli importanti e significativi livelli di partecipazione dei lavoratori della grande distribuzione, di autostrade e call-center.
La portata dello sciopero è tanto più significativa in quanto essa è stata ottenuta dai lavoratori sotto pressione e ricatto: pressione ideologica, che ha proclamato la presunta inutilità della lotta; ricatto derivante dalla imposizione illegale dei servizi minimi che ha cercato di limitare il diritto di sciopero; pressione economica, che prende di mira in particolare i lavoratori con rapporti di lavoro precari, minacciandoli con licenziamenti e perdita del reddito (bonus) e minacce illegali che in vari luoghi hanno comportato l'utilizzo della PSP e GNR [polizia e forze di polizia militarizzata] in violazione della legge sullo sciopero.
Si tratta di un successo che è tanto più notevole in quanto centinaia di migliaia di lavoratori si trovano ad affrontare situazioni terribili di indebitamento e costo della vita galoppante. Si tratta di lavoratori per i quali un giorno di sciopero significa la dolorosa perdita di una giornata di reddito.
Questo Sciopero generale è emerso dal cuore di ogni azienda e attività commerciale, dalla decisione determinata e cosciente di ciascun lavoratore. E' affiorato da un sentimento di protesta, indignazione e lotta di milioni di lavoratori che hanno scelto di dire "basta!". Niente più ingiustizia! Niente più ingiustizia nei confronti di coloro che da sempre sono chiamati a pagare i costi. Questo Sciopero generale è stato un momento unico di affermazione della dignità dei lavoratori portoghesi.
2 - Questo Sciopero generale è stata una giusta e necessaria giornata di azione contro il furto dei salari e delle pensioni. Contro i tagli delle prestazioni sociali, dei sussidi familiari e di disoccupazione. Contro l'aumento del costo di servizi e beni essenziali, come i trasporti o i farmaci. Contro la distruzione dei servizi pubblici e la privatizzazione delle imprese strategiche.
Questo Sciopero generale è stata una risposta giusta e necessaria alla crescita della disoccupazione, alla precarietà sempre più diffusa e all'impoverimento di vasti strati della popolazione. Una risposta giusta e necessaria al processo di distruzione dell'apparato produttivo, del sempre crescente indebitamento del Paese e alla perdita della sovranità nazionale.
Questo Sciopero generale è stata una risposta giusta e necessaria all'accumulazione scandalosa di profitti da parte dei grandi gruppi economici e finanziari che, invocando la crisi e il deficit nei conti pubblici, vogliono imporre un ancora più intenso sfruttamento dei lavoratori e il saccheggio delle risorse del Paese.
3 - Il PCP saluta tutti i lavoratori portoghesi per la loro partecipazione a questo Sciopero generale.
Salutiamo, in particolare, le migliaia di giovani lavoratori che, per la prima volta, hanno partecipato ad una giornata di lotta di questa portata. Questo è un fattore di indubbia rilevanza politica, che diventa una garanzia importante per il futuro.
Il PCP saluta la CGTP-IN, l'ampio movimento sindacale e tutte le strutture rappresentative dei lavoratori per le loro azioni e la capacità organizzativa dimostrata. La CGTP-IN si afferma e conferma come la grande centrale sindacale dei lavoratori portoghesi, un riferimento imprescindibile quando si tratta di difendere gli interessi dei lavoratori e il futuro del Paese.
4 - Lo Sciopero generale non era un punto di arrivo, ma un nuovo passo nella lunga e impegnativa lotta che la situazione nazionale richiede. Dopo questo Sciopero generale, nulla rimarrà come prima. Il governo e i partiti che supportano le sue politiche, e il presidente della Repubblica che le sponsorizza, hanno ricevuto oggi una chiara condanna, un forte monito e una richiesta inderogabile di rottura con tali politiche.
Lo Sciopero generale è stata una potente dimostrazione da parte dei lavoratori e del popolo portoghese di essere più che pronti a impedire queste attuali politiche, pronti a diventare i principali attori nella rottura e il cambiamento di cui il Paese ha bisogno.
Il PCP è sempre stato per questo Sciopero generale, perché è con la lotta dei lavoratori, perché è impegnato nella richiesta di salari più alti, per lo sviluppo dell'apparato produttivo, per gli investimenti e i servizi pubblici. Il PCP era ed è dalla parte della lotta dei lavoratori, perché è la lotta per un Paese del progresso, della giustizia sociale e per un Portogallo sovrano e indipendente.
Rinnovando il suo impegno permanente in questa lotta, il PCP ribadisce ai lavoratori e al popolo portoghese che potranno sempre contare sul Partito Comunista Portoghese.
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