www.resistenze.org - popoli resistenti - portogallo - 01-10-12 - n. 423

da www.odiario.info/?p=2625
Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
L'indignazione popolare e il coro della paura
 
di Miguel Urbano Rodrigues
 
25/09/2012
 
La rivolta torrenziale delle masse contro la politica del governo Passos -Portas [PSD-CDS], fenomeno sociale altamente positivo, ha messo quest'ultimo sulla difensiva. Ma, ancora una volta ricordando gli insegnamenti di Lenin, è essenziale prendere coscienza che è dovere irrinunciabile di un partito rivoluzionario organizzare le masse, assumere nella lotta un ruolo d'avanguardia. Solo l'organizzazione e la persistente continuità faranno in modo che le grandi proteste di questi giorni possano costituire una minaccia concreta al sistema di potere esistente.
 
Improvvisamente una serie di importanti forze che hanno sostenuto le politiche neoliberali dei governi PS [Partito Socialista] e PSD-CDS [Partito Social Democratico - Centro Democratico e Sociale] ha apparentemente cambiato campo.
Rendendosi conto del naufragio imminente, personalità di spicco di questi partiti hanno iniziato ad attaccare la strategia del binomio Passos-Portas.
 
Fatto inatteso questo, che richiama l'attenzione sulla condanna e sul linguaggio in cui si traduce. E' una metamorfosi che non migliora la loro immagine. Trasuda ipocrisia. Affermano oggi ciò che negavano ieri.
 
Nei loro scritti e discorsi in tv e alla radio, una minoranza di critici ha affermato di non essere d'accordo con le "misure" del governo per "patriottismo", alcuni giustificano le critiche invocando argomenti economici e finanziari, altri disapprovano la proposta di variazione della TSU [Tassa sociale unica] perché, santa ipocrisia, schiaccerebbe i lavoratori ad esclusivo beneficio del capitale.
 
Al coro di lamenti partecipano persone molto diverse: Pacheco Pereira, Mário Soares, Alberto João Jardim, Bagão Felix, Manuela Ferreira Leite, Belmiro de Azevedo, i dirigenti della CIP [Confindustria], della CAP [Confagricoltura], della Confcommercio e una legione di economisti e sociologi della borghesia.
 
Il discorso e gli obiettivi di questi critici divergono.
 
Pacheco, il più talentuoso, si presenta ora come un "vecchio di sinistra" (Público, 22/09/2012). Cosa molto sfrontata per chi è stato per anni in parlamento, il portavoce qualificato ed entusiasta delle politiche del governo Cavaco [PSD].
 
Da Mário Soares, il camaleonte del PS, un veterano contro-rivoluzionario, ci si può aspettare di tutto. Esige ora le dimissioni del governo e fustiga l'incompetenza di quel primo ministro che mesi fa elogiava e in cui allora vedeva un politico "intelligente e simpatico".
 
Sarebbe interessante raccogliere in un libro ciò che scrivono e dichiarano oggi e, poi, quello che scrivevano e dicevano ieri questi personaggi, che con i loro salti mortali ricordano il teatro dell'assurdo.
 
La tribù del PS è particolarmente rumorosa nella campagna contro le "soluzioni" proposte dal ministro Vitor Gaspar e dal suo capo.
 
L'ex deputato socialista Artur Penedos scriveva su Público (22/09/2012): "Nessun sano di mente può accettare l'insensatezza e la follia del governo Passos-Portas e, tanto meno, consentirgli di spedire i portoghesi verso la più profonda sciagura degli ultimi 70 anni".
 
L'indignazione è appropriata e legittima. Ma l'ex parlamentare ha forse mai alzato la voce o usato la penna per denunciare l'offensiva distruttiva di Mario Barreto-Soares contro la Riforma agraria o la politica di sottomissione al capitale di José Sócrates, che ha lasciato centinaia di migliaia di lavoratori nella disoccupazione e nella miseria? Che io sappia no. Come assistente alle "questioni sociali" del suo compagno e amico, approvò quella strategia e la difese.
 
C'era da aspettarsi che la riunione del Consiglio di Stato, convocata dal presidente della Repubblica per discutere la crisi, fosse una commedia. E questo è successo.
 
Il comunicato conferma che tutto è stato preventivamente organizzato in fedeltà alla massima di Tomasi di Lampedusa, autore de "Il Gattopardo": cambiare qualcosa perché tutto resti come prima.
 
La soddisfazione della maggior parte dei consiglieri, con Seguro alla testa, non nasconde l'evidenza: l'annunciata "modulazione" del TSU è una truffa progettata per consentire al governo di portare avanti la politica che continua a rovinare il paese.
 
L'artificio di trasferire l'aumento brutale della Tassa sociale unica, che inciderà sul lavoro con la riduzione dei salari reali e del reddito dei lavoratori e le pensioni dei pensionati - attraverso un aumento dell'IRS [equivalente dell'Irpef] - è stato concepito per simulare un ritiro del grande capitale, confondere le vittime e alleviare la tensione sociale.
 
Le mal definite "parti sociali" svolgono nella grande farsa un ruolo chiave, in particolare il segretario generale della UGT [Unione Generale dei Lavoratori], figura di spicco del sindacalismo giallo e in televisione si comportano come i portavoce ufficiosi del padronato.
 
Il discorso di Passos sulla volontà del governo di abbandonare parzialmente i tagli delle tredicesime e delle ferie (poiché misura incostituzionale), è ancora una volta una serie di frasi senza senso, difficilmente comprensibile .
 
Il Consiglio della "concertazione sociale", uno strumento del patronato, si è affrettato a trasformare l'indignazione simulata in collaborazione concreta con il capitale. Il segretario generale dell'UGT, commentando la manovra del governo per mascherare gli aumenti delle imposte, ha avuto l'impudenza di qualificare come positive alcune delle misure "alternative" in preparazione dall'esecutivo Passos-Portas.
 
Temo che lo smascheramento di questa manovra da parte del Partito Comunista e della CGTP [Confederazione Generale dei Lavoratori Portoghesi] non sia sufficiente a prevenire gli effetti smobilitanti su una parte importante delle molte centinaia di migliaia di portoghesi che sono scesi in piazza nella manifestazione organizzata attraverso le reti sociali.
 
Il livello di coscienza politica e di classe della maggioranza di questi "indignati" è bassa. La rivolta popolare "spontanea" sale e scende come le maree. E' stata incredibilmente importante la tempestosa giornata del 15 di questo mese. Ha portato alla mente la lezione duratura del monito di Lenin sulla morte dei sistemi politici come casi in cui "Quelli in basso non vogliono, quelli in alto non possono".
 
La maggior parte del popolo portoghese oggi ripudia e richiede un cambiamento di direzione. Ma una percentuale enorme di quelli che scendono in strada per esprimere la propria indignazione, non fa di questo sistema il diretto responsabile.
 
La contestazione abbraccia strati sociali molto diversi. Non è stata solo la gente progressista a scendere in piazza. Migliaia di persone hanno affermato di aver partecipato per la prima volta ad una manifestazione e molti di loro senza tendenze di partito. E le pietre, i petardi e i tentativi isolati di provocare disordini permettono di concludere che anarchici e provocatori si sforzano di creare situazioni da cui il governo sarà l'unico beneficiario. Non è un caso che in questi giorni gli opinion maker e alcuni giornalisti moltiplichino su stampa e tv attacchi generalizzati ai partiti (come se fossero tutti uguali), attribuendo loro la responsabilità per i mali del presente. La campagna coincide con una paradossale apologia di contestazione spontaneista. Affinché Cavaco riconosca che è necessario ascoltare il popolo.
 
Ovviamente, la rivolta torrenziale delle masse contro la politica del governo Passos -Portas, fenomeno sociale altamente positivo, ha messo quest'ultimo sulla difensiva. Ma, ancora una volta ricordando gli insegnamenti di Lenin, è essenziale prendere coscienza che è dovere indeclinabile di un partito rivoluzionario di organizzare le masse, assumere nella lotta un ruolo d'avanguardia. Azioni come le grandi manifestazioni di protesta di questi giorni possono diventare una minaccia concreta per il sistema di potere vigente se acquisteranno un carattere permanente, con organicità. Questo è un compito che, a mio avviso, devono assumersi il PCP e la CGTP.
 
Le forze del capitale sono in allarme. Dai cori ipocriti di critiche levatisi nello show del Consiglio di Stato.
 
Contenere la valanga di indignazione, smobilitare le masse, impedire la loro lotta organizzata è l'obiettivo immediato delle manovre che, superando le divergenze, uniscono ora in un fronte anti-popolare Cavaco, il governo, i partiti che hanno firmato il memorandum con la troika, le false parti sociali e il grande capitale.
 
E' drammaticamente necessario comprendere che la classe dominante (e quelli che la servono) tenta farisaicamente di ingannare la classe lavoratrice, annunciando misure cosmetiche su un falso ritiro tali da permettergli di continuare l'offensiva contro di questa, spingendo il Portogallo verso la bancarotta e il caos.
 
V.N. Gaia, 25/Settembre/2012
 
 

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