www.resistenze.org - popoli resistenti - portogallo - 22-10-12 - n. 426

da www.resistir.info/mur/omissoes_rupturas.html - www.avante.pt/pt/2029/pcp/122285/
Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Omissioni e rotture
 
di Miguel Urbano Rodrigues
 
18/10/2012
 
Le proposte di modifica al programma del PCP gettano, nel futuro del Portogallo, un ponte tra il concetto di democrazia avanzata e i valori di Aprile: rapporto che può essere fonte di confusione.
 
Lo sviluppo della rivoluzione democratica e nazionale è stato bloccato dal golpe contro-rivoluzionario del 25 Novembre. La fine dell'alleanza tra il movimento popolare e il MFA [Movimento delle Forze Armate] ha impedito il progetto rivoluzionario.
 
E' chiaro che i rapporti di forza sono oggi molto più sfavorevoli di quelli esistenti nel periodo delle conquiste di Aprile. Conclusione: nel contesto attuale il carattere della futura rivoluzione portoghese deve essere un altro, la storia non si ripete.
 
Il progetto di programma definisce la democrazia avanzata come concepita in quattro filoni e indica gli obiettivi da raggiungere per il paese, perché possa diventare realtà.
 
La democrazia avanzata - si dice - "creerà le condizioni per lo sviluppo della società portoghese che porta al socialismo".
 
Il documento presentato ai militanti ricorda tuttavia, e giustamente, che "la questione del potere finisce per condizionare il corso della politica nazionale". Non solo in Portogallo - aggiunge - ma in qualsiasi paese.
 
Il progetto di modifica, chiaro e quasi esaustivo nel disegnare il quadro di una ambiziosa democrazia avanzata, non si pronuncia però sulla sfida cruciale: come raggiungere l'obiettivo?
 
Va ricordata la vecchia domanda di Lenin: Che fare?
 
Il PCP "indica al popolo portoghese, come suo obiettivo, la futura costruzione del socialismo". Ma il progetto non specifica come deve agire un "partito di funzionamento democratico, radicato nelle masse" nella lotta contro il potere della borghesia per costruire una società di transizione.
 
Neanche il progetto di Risoluzione politica risponde alla domanda fondamentale.
 
Condannando la politica criminale praticata dai governi di PS e PSD-CDS, la direzione del partito propone come alternativa "una politica patriottica di sinistra".
 
Nelle tesi ribadisce che "la lotta di massa è l'espressione centrale, essenziale e determinante della resistenza e della lotta del popolo portoghese". Ma, allo stesso tempo, l'insistenza su una tattica che difende l'avvento di "un governo patriottico di sinistra " nel quadro istituzionale esistente, genera confusione.
 
Ovviamente la lotta istituzionale, la lotta elettorale e la lotta di massa non sono incompatibili, ma complementari.
 
Le prime due sono poste al servizio di una crescita impetuosa della lotta di massa, come priorità nella lotta per la trasformazione rivoluzionaria della società?
 
Questa domanda è inseparabile da un'altra: nel contesto portoghese attuale, è possibile un "governo patriottico di sinistra"?
 
Va registrato che nel progetto si afferma che l'alternativa proposta può essere un processo complesso ed eventualmente prolungato, che "accetti una coraggiosa rottura con la politica di dominio del grande capitale".
 
Questa rottura sarebbe quindi una lotta all'interno del sistema e non una "rottura" con il sistema.
 
L'ambiguità del concetto di "rottura" può spingere molti militanti alla conclusione che nel partito affiori una tendenza riformista a tinte elettoraliste.
 
E' motivo di orgoglio per i suoi militanti che il partito si definisca marxista-leninista. Il PCP rimane fedele alla sua ideologia rivoluzionaria. Proprio per questo motivo, i progetti esposti dovrebbero essere chiari nell'affermare che le trasformazioni rivoluzionarie nella società portoghese sono incompatibili con le riforme e irraggiungibili sotto il capitalismo. Il cammino per il socialismo passa per la distruzione, senza scadenze intermedie, del capitalismo.
 

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