Editoriale odiario.info | odiario.info
Traduzione dal portoghese per resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
01/11/2015
La situazione politica nata dalle elezioni del 4 di ottobre rimane incerta. Ma il cambiamento conseguente alla correlazione di forze parlamentari ha prodotto alcuni importanti chiarimenti.
Un chiarimento riguarda il panorama dei principali media e l'egemonia della destra su ognuno di essi nonché sulla linea editoriale della stragrande maggioranza dei commentatori ed editorialisti. Gran parte di essi erano conosciuti per essere reazionari e per la loro cieca fedeltà agli interessi del grande capitale. Altri sono passati da una giustificazione "tecnica" delle politiche barbare di sfruttamento, disuguaglianza ed emarginazione sociale che l'attuale crisi del capitalismo ha intensificato - sotto forma di "memoranda" ed altro - al più troglodita degli anticomunismi. Altri ancora sono passati da finte posizioni di sinistra a posizioni di estrema destra. Tutti hanno avuto a disposizione tutto lo spazio e tutto il tempo per realizzare un massacro ideologico quotidiano, ripetendo e rilanciando ossessivamente gli stessi argomenti, gli stessi pregiudizi e facendo parlare dalle loro tribune gli stessi spaventapasseri.
L'informazione viene manipolata e la realtà viene mistificata per sostenere questa travolgente campagna. Gli stessi media che hanno permesso per più di un anno al governo PSD / CDS di far passare come veri i suoi falsi successi nell'economia e nell'occupazione trattano ora l'insediamento del governo di Passos e Portas come se una tale messinscena costituisse un vero processo democratico. Ed è questa falsa realtà, presente solamente nelle costruzioni mediatiche, che permette a Passos di pronunciare un discorso delirante, enumerando successi, ed a Cavaco Silva di individuare compiti ed obiettivi che questo governo non potrà mai realizzare.
La recrudescenza di una urlata crociata anticomunista è particolarmente significativa. Nulla indica che il PCP possa arrivare a prendersi le responsabilità di governo, o che la base dei suoi obiettivi politici possa essere portata avanti da un governo che ha il PS come base. Ciò che però gli urli dell'anticomunismo traducono è solo è solo l'antico odio atavico della grande borghesia reazionaria portoghese nei confronti dei lavoratori e al popolo. E della democrazia.
I grandi mezzi di comunicazione di massa sono nelle mani delle grandi imprese. Il loro comportamento in questi giorni conferma che nelle condizioni in cui è oggi il Portogallo, così come ieri, il potere del grande capitale ed un regime veramente democratico sono incompatibili.
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