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fonte - http://www.solidnet.org

Conferenza internazionale dei partiti comunisti e della sinistra europea


Partito Comunista di Boemia e Moravia, 9 marzo 2004
http://www.kscm.cz , mailto:
leftnews@kscm.cz
 
 
Il 6/7 marzo 2004, si è svolta a Praga, per iniziativa del Partito Comunista di Boemia e Moravia (tra i più forti partiti comunisti e della sinistra alternativa europei, per peso elettorale), un’importante conferenza che ha visto riuniti i rappresentanti di decine di partiti comunisti e di sinistra del continente europeo, per uno scambio di punti di vista sugli sviluppi del processo di costruzione europea, soprattutto in vista dell’ingresso nell’UE di numerosi nuovi paesi, in gran parte già facenti parte del “blocco socialista”. E’ sembrato così di particolare rilevanza il fatto che all’iniziativa di Praga abbiano partecipato diversi partiti dell’Europa orientale e dell’ex URSS, tra cui i partiti comunisti e socialisti di sinistra di Russia, Ucraina, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Estonia, Lettonia, Lituania, Serbia-Montenegro e Croazia. Alla conferenza erano presenti anche il PRC e il PdCI.

Per fornire alcuni elementi di informazione sui contenuti della conferenza, riteniamo utile pubblicare la traduzione dell’intervento del responsabile esteri del partito ospitante, che ha illustrato le ragioni della convocazione dell’incontro, precisando, in particolare, la posizione del suo partito rispetto alle questioni relative all’unità d’azione e programmatica della Sinistra Europea.
La redazione di “Nuove Resistenti”


Intervento di H. Charfo, responsabile del Dipartimento Relazioni Internazionali
del CC del PCBM
 
Cari compagni,
 
Permettetemi di iniziare ringraziandovi per aver partecipato a questa importante conferenza internazionale, che si è svolta con il supporto del GUE/NGL, poco tempo prima che dieci nuovi stati si uniscano all’UE e in vista delle elezioni per il Parlamento Europeo.
I futuri sviluppi politici, economici e sociali nella Repubblica Ceca, anche dopo il suo congiungimento all’UE, dimostreranno senza ombra di dubbio che la posizione assunta dal nostro partito durante il referendum sull’ingresso della Repubblica Ceca nell’UE, era realistica e opportuna. Nonostante ciò, non ci attarderemo a ripetere verità ben conosciute, ma ci prepareremo ad affrontare le nuove realtà ed i rischi di natura politica, economica, sociale e culturale, derivanti dalle nuove condizioni.

La posizione del Partito Comunista di Boemia e Moravia, che lo vede tra i più rispettati e forti, non solo in Europa, ma nel resto del mondo, ci obbliga a rafforzare l’impegno nello sforzo di analisi dei problemi che devono essere fronteggiati dai nostri concittadini nelle condizioni imposte dall’appartenenza all’UE, e a realizzare ciò in cooperazione con la Sinistra Europea.

Le relazioni internazionali del Partito Comunista di Boemia e Moravia contribuiscono a rafforzare l’unità del movimento comunista e operaio internazionale. Il nostro partito ha sviluppato attivamente un lavoro in direzione dei partiti marxisti e di altri partiti che operano per l’interesse di larghe masse, per i valori democratici e umanisti del socialismo, per la mutua cooperazione nella Sinistra e per la più ampia solidarietà umana. Il partito Ceco mantiene relazioni con oltre 100 partiti comunisti e di sinistra.

Lo scambio di esperienze e di informazioni ha arricchito considerevolmente i nostri reciproci punti di vista e posizioni. L’impegno del partito Ceco in tale movimento gli ha fatto conquistare rispetto e sostegno.
Basandoci sulla nostra esperienza passata, rifiutiamo e continueremo a rifiutare un approccio di classificazione stereotipata dei partiti che sono parte del movimento comunista internazionale e rispettiamo il diritto di ogni partito, piccolo o grande che sia, di determinare la propria politica. Allo stesso tempo, la nostra posizione è basata sulla più completa apertura e, perciò, affrontiamo ogni discussione senza pregiudizi, in un senso o nell’altro. Noi teniamo alla nostra sovranità e rispettiamo la sovranità degli altri partiti. Nella fase attuale, quando nessun partito in questo movimento detiene il monopolio della verità e quando tutti godono di uno status di parità, noi cerchiamo soprattutto di mettere in rilievo ciò che ci unisce agli altri partiti e di aiutare a costruire ponti per un’ulteriore comprensione reciproca.

Dopo il 5° Congresso del nostro partito, quale contributo al nostro lavoro quotidiano sul terreno delle relazioni internazionali, abbiamo invitato i leader di molti partiti fratelli ad incontri bilaterali di consultazione oppure ad eventi politici da noi organizzati. I più importanti di questi sono stati: un seminario internazionale sulla globalizzazione a Nimburk nel 2000, un seminario sul Fondo Monetario Internazionale e una dimostrazione, nel corso della quale molti partecipanti stranieri hanno protestato contro l’incontro del FMI a Praga nel 2001, una conferenza internazionale sull’impianto della sicurezza europea e una dimostrazione contro il vertice della NATO a Praga nel 2002. L’Appello di Praga, sottoscritto da 35 partiti fratelli, lanciato in quella conferenza e tradotto in molte lingue, ha contribuito in modo significativo ad unire la  condotta dei comunisti e di altri partiti nei confronti della posizione aggressiva della NATO e del sistema di sicurezza in Europa. La dichiarazione congiunta di 68 partiti comunisti e di sinistra contro la preparazione della guerra in Iraq, da noi proposta, ha avuto analogo significato. E’ stata la prima azione di importanza mondiale avviata dai comunisti dai tempi del cambiamento di regime avvenuto qui da noi nel 1989. Dopo l’occupazione dell’Iraq, abbiamo organizzato un incontro dei rappresentanti delle relazioni internazionali di dieci partiti comunisti e di sinistra a Praga nell’aprile 2003, quando è stato formato un gruppo di lavoro composto da esponenti del Partito Comunista della Federazione Russa, del Partito Comunista di Grecia, della Sinistra Unita di Spagna e del nostro partito, per confrontarci su argomenti relativi alla sicurezza mondiale e per coordinare la lotta contro le politiche di guerra.

Il nostro partito ha anche operato attivamente per la più stretta cooperazione possibile e per un approccio coordinato da parte della Sinistra Europea, partendo dal presupposto che ciò corrisponde alle necessità oggettive del momento. Tanto più nel momento in cui la Sinistra, in tutta Europa, deve confrontarsi con una politica di militarizzazione, con una politica neoliberale e con i pericoli creati dal carattere imperialista della globalizzazione. C’è, però, da rilevare che la Sinistra non è unita. E ciò è vero sia all’interno di alcuni partiti, sia tra partiti diversi di singoli paesi, che anche a livello europeo. Le condizioni oggettive dello sviluppo economico e sociale variano in relazione alle differenze nel processo storico, e ciò dovrebbe essere preso in considerazione quando si profondono sforzi per serrare i ranghi della Sinistra. La cooperazione tra i partiti nell’ambito del GUE/NGL è una forma organizzativa che corrisponde alle attuali condizioni della struttura partitica a livello di UE e di Parlamento Europeo. Simile cooperazione è praticata anche nelle assemblee parlamentari di altre organizzazioni transnazionali – ad esempio, il Consiglio d’Europa e l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. I rappresentanti del nostro partito svolgono un ruolo attivo nel lavoro di tali gruppi.

A parte questa forma di cooperazione, è necessario lavorare per azioni unitarie dei partiti della Sinistra Europea. Azioni unitarie, che siano basate sul principio del rispetto delle condizioni oggettive e che assicuri l’unità della Sinistra sulle fondamentali questioni europee. E ciò, sulla base di attività bilaterali e multilaterali che favoriscano l’avvicinamento dei punti di vista e delle posizioni di questi partiti. L’istituzionalizzazione del coordinamento e della cooperazione dei partiti di Sinistra può essere realizzata, quale naturale conseguenza del susseguirsi di azioni unitarie coronate da successo. Oltrepassare questo stadio, come pure un approccio passivo al raggiungimento di questo risultato, non contribuirebbe a quell’unità vera della Sinistra Europea, per cui stiamo profondendo ogni sforzo. L’unità della sinistra europea deve realizzarsi non per scopi tattici o elettorali, bensì di principio.

Se noi vogliamo l’unità della Sinistra Europea, occorre che diciamo che l’Europa non è solo l’UE e che la Sinistra Europea non è costituita solo da grandi partiti. Rallegra il fatto che rappresentanti del Partito Comunista della Federazione Russa, del Partito Comunista di Ucraina, del Partito Comunista di Polonia, dell’Alleanza Socialista di Romania e del Partito dei Lavoratori Ungherese siano qui tra noi oggi. Senza la partecipazione di questi partiti, qualsiasi nostro progetto non sarebbe un progetto europeo e non rifletterebbe la volontà politica e le valutazioni di ciascuno di noi. Il nostro bambino nascerebbe già morto.

Se vogliamo una vera unità organizzativa, allora il fattore tempo non deve essere giocato a spese del raggiungimento di tale unità. Gli elettori europei vogliono vedere la Sinistra unita essenzialmente in termine di programmi e di azioni unitarie. Oggi abbiamo l’opportunità di dimostrare che siamo uniti nell’azione e nel programma. Se non saremo capaci di dimostrarlo, difficilmente conquisteremo gli elettori alla nostra causa.
 
H. Charfo
Responsabile del Dipartimento Relazioni Internazionali del CC del PCBM
 
Traduzione di Mauro Gemma