13°
Seminario comunista internazionale
“La strategia e la tattica della lotta contro la guerra globale imperialista
degli Stati Uniti”
Bruxelles, 2-4 maggio 2004
www.wpb.be/icm.htm
, wpb@wpb.be
La lotta di oggi contro la guerra globale dell’imperialismo
USA
Contributo del Partito Comunista di Boemia-Moravia
Cari compagni, cari amici,
Provo ancora emozione per la manifestazione del 1 maggio a Praga, in cui, in
confronto agli anni precedenti, più forte risuonava la richiesta da parte dei
comunisti di un cambiamento della politica del governo. Il governo della
Repubblica Ceca, sebbene sia rappresentato per più della metà da ministri
socialdemocratici, ormai da oltre sei anni asseconda le intenzioni più
reazionarie della NATO e non ha provato nessuna vergogna ad associare il nostro
paese, contro la volontà della maggioranza dei suoi abitanti, alle azioni
aggressive degli Stati Uniti.
Il Partito Comunista di Boemia-Moravia, con i suoi 41 seggi – più del 20% dei
mandati nella Camera dei deputati – è stato, dopo le prime proposte avanzate
dal governo di adesione del paese all’alleanza aggressiva, il solo partito ad
opporsi e a votare contro per principio. Nelle interpellanze al parlamento,
nelle petizioni di protesta, ma anche durante le manifestazioni nelle strade di
Praga e delle altre città, ha pronunciato il suo NO di principio alla guerra in
Jugoslavia, in Afghanistan e in Iraq. Nel corso dell’ultima settimana, il
presidente del comitato centrale del nostro partito ha invitato il primo
ministro ceco ad avviare, sull’esempio di Zapatero, capo del governo spagnolo,
il ritiro dei nostri soldati che si trovano in missione all’estero.
Nella risoluzione generale del Seminario comunista internazionale dell’anno
scorso, si sono individuate in modo preciso le cause dello sviluppo attuale nel
mondo. L’egemonia del capitale internazionale, che si concentra nella sua forma
più reazionaria proprio negli Stati Uniti, reprime i diritti umani fondamentali,
compresi i diritti economici. In tutte le parti del mondo il numero dei poveri
e dei più poveri aumenta. Certo ci sono dei paesi in cui la situazione è
tragica. Ma anche nella Repubblica Ceca, dove venivano promessi, prima del
putsch politico del 1989, una vita confortevole e un avvenire sicuro alla sua
popolazione, oggi la disoccupazione raggiunge l’11% e due terzi delle famiglie
vive con un solo salario mensile.
Il malcontento delle masse popolari aumenta. Così, nella Repubblica Ceca sempre
più persone, deluse dalla restaurazione del capitalismo, vedono nel programma
dei comunisti una speranza per il miglioramento della loro esistenza ed anche
per la prosperità del paese. L’influenza del nostro partito si avverte sempre
di più nella nostra società. Noi però non vogliamo restare isolati, ma aprirci
all’esterno. Agli incontri internazionali della sinistra radicale a Roma, dove
si discuterà della fondazione di un Partito della sinistra europea, parteciperà
una delegazione rappresentativa del comitato centrale. Saremo parte attiva nel
processo di unità delle forze europee anticapitaliste, ma resteremo sempre
marxisti di principio. Noi vediamo nella nostra posizione un esempio, anche per
il movimento alterglobalista mondiale, di come, in un piccolo paese dove il
capitalismo collauda i metodi più primitivi di sfruttamento degli operai, sia
possibile far avanzare nuovamente il progetto di cambiamento che porti al
funzionamento di una società giusta: quella del socialismo.
Il fossato tra la povertà e la ricchezza nel mondo si approfondisce. Il
capitale internazionale avanza brutalmente per affermare gli obiettivi che si è
posto. Siamo i testimoni di una nuova ondata di colonizzazione. Territori
dipendenti non sono solamente le parti più lontane e sconosciute del globo, ma
anche le periferie delle metropoli, le regioni alle frontiere dei paesi
sviluppati, larghe parti dei continenti. Le autorità di occupazione non sono
formate solamente da soldati, ma soprattutto da rappresentanti delle società
multinazionali, che sono legati alle istituzioni dello Stato e regionali. Ecco
perché occorre resistere contro lo sfruttamento globale in un luogo concreto e
in condizioni specifiche.
La solidarietà, l’autonomia e la giustizia. Quante volte queste parole sono
state calpestate dai padroni del mondo, quante volte hanno nuovamente
incoraggiato milioni di miserabili a protestare, a ribellarsi? Occorre
rispondere alla violenza globale con l’azione globale dei lavoratori. Il
Seminario di Bruxelles rappresenta un buon inizio. Sia questa l’atmosfera che
deve ispirare anche il nostro lavoro quotidiano al servizio dei meno
privilegiati del nostro pianeta!
Traduzione di Mauro Gemma