www.resistenze.org - popoli resistenti - repubblica ceca - 23-06-04

13° Seminario comunista internazionale
“La strategia e la tattica della lotta contro la guerra globale imperialista degli Stati Uniti”
Bruxelles, 2-4 maggio 2004
www.wpb.be/icm.htm , wpb@wpb.be

La lotta di oggi contro la guerra globale dell’imperialismo USA


Contributo del Partito Comunista di Boemia-Moravia

Cari compagni, cari amici,

Provo ancora emozione per la manifestazione del 1 maggio a Praga, in cui, in confronto agli anni precedenti, più forte risuonava la richiesta da parte dei comunisti di un cambiamento della politica del governo. Il governo della Repubblica Ceca, sebbene sia rappresentato per più della metà da ministri socialdemocratici, ormai da oltre sei anni asseconda le intenzioni più reazionarie della NATO e non ha provato nessuna vergogna ad associare il nostro paese, contro la volontà della maggioranza dei suoi abitanti, alle azioni aggressive degli Stati Uniti.

Il Partito Comunista di Boemia-Moravia, con i suoi 41 seggi – più del 20% dei mandati nella Camera dei deputati – è stato, dopo le prime proposte avanzate dal governo di adesione del paese all’alleanza aggressiva, il solo partito ad opporsi e a votare contro per principio. Nelle interpellanze al parlamento, nelle petizioni di protesta, ma anche durante le manifestazioni nelle strade di Praga e delle altre città, ha pronunciato il suo NO di principio alla guerra in Jugoslavia, in Afghanistan e in Iraq. Nel corso dell’ultima settimana, il presidente del comitato centrale del nostro partito ha invitato il primo ministro ceco ad avviare, sull’esempio di Zapatero, capo del governo spagnolo, il ritiro dei nostri soldati che si trovano in missione all’estero.

Nella risoluzione generale del Seminario comunista internazionale dell’anno scorso, si sono individuate in modo preciso le cause dello sviluppo attuale nel mondo. L’egemonia del capitale internazionale, che si concentra nella sua forma più reazionaria proprio negli Stati Uniti, reprime i diritti umani fondamentali, compresi i diritti economici. In tutte le parti del mondo il numero dei poveri e dei più poveri aumenta. Certo ci sono dei paesi in cui la situazione è tragica. Ma anche nella Repubblica Ceca, dove venivano promessi, prima del putsch politico del 1989, una vita confortevole e un avvenire sicuro alla sua popolazione, oggi la disoccupazione raggiunge l’11% e due terzi delle famiglie vive con un solo salario mensile.

Il malcontento delle masse popolari aumenta. Così, nella Repubblica Ceca sempre più persone, deluse dalla restaurazione del capitalismo, vedono nel programma dei comunisti una speranza per il miglioramento della loro esistenza ed anche per la prosperità del paese. L’influenza del nostro partito si avverte sempre di più nella nostra società. Noi però non vogliamo restare isolati, ma aprirci all’esterno. Agli incontri internazionali della sinistra radicale a Roma, dove si discuterà della fondazione di un Partito della sinistra europea, parteciperà una delegazione rappresentativa del comitato centrale. Saremo parte attiva nel processo di unità delle forze europee anticapitaliste, ma resteremo sempre marxisti di principio. Noi vediamo nella nostra posizione un esempio, anche per il movimento alterglobalista mondiale, di come, in un piccolo paese dove il capitalismo collauda i metodi più primitivi di sfruttamento degli operai, sia possibile far avanzare nuovamente il progetto di cambiamento che porti al funzionamento di una società giusta: quella del socialismo.

Il fossato tra la povertà e la ricchezza nel mondo si approfondisce. Il capitale internazionale avanza brutalmente per affermare gli obiettivi che si è posto. Siamo i testimoni di una nuova ondata di colonizzazione. Territori dipendenti non sono solamente le parti più lontane e sconosciute del globo, ma anche le periferie delle metropoli, le regioni alle frontiere dei paesi sviluppati, larghe parti dei continenti. Le autorità di occupazione non sono formate solamente da soldati, ma soprattutto da rappresentanti delle società multinazionali, che sono legati alle istituzioni dello Stato e regionali. Ecco perché occorre resistere contro lo sfruttamento globale in un luogo concreto e in condizioni specifiche.

La solidarietà, l’autonomia e la giustizia. Quante volte queste parole sono state calpestate dai padroni del mondo, quante volte hanno nuovamente incoraggiato milioni di miserabili a protestare, a ribellarsi? Occorre rispondere alla violenza globale con l’azione globale dei lavoratori. Il Seminario di Bruxelles rappresenta un buon inizio. Sia questa l’atmosfera che deve ispirare anche il nostro lavoro quotidiano al servizio dei meno privilegiati del nostro pianeta!

Traduzione di Mauro Gemma