Quanto è liberal Praga: fuorilegge i giovani comunisti [di Castellina, Chiesa, Giannini, Novelli]

APPELLO - per adesioni: campagnaproksm@libero.it
Solidarietà con l’Unione della Gioventù Comunista (KSM) della Repubblica Ceca
NO alla messa fuorilegge dell’Organizzazione giovanile
Il governo della Repubblica Ceca minaccia di dichiarare fuorilegge l’Unione della Gioventù Comunista (KSM). Tale minaccia si basa solamente sul fatto che nel loro statuto i giovani comunisti indicano come propri punti di riferimento il pensiero di Marx e di Lenin e la prospettiva di una radicale trasformazione della società in senso socialista.
La minaccia proveniente dal Ministero degli Interni del governo ceco è chiara:
se entro il 4 marzo 2006 i giovani comunisti non avranno cancellato dal loro
statuto tali riferimenti, saranno considerati fuorilegge.
Noi sottoscritti, intendiamo protestare energicamente contro azioni giuridiche, del tutto arbitrarie, volte a revocare lo status di Associazione civica al KSM.
Tali azioni, fondate su evidenti criteri di discriminazione politica, fanno
parte di una campagna ingiusta e inaccettabile, anticomunista e
antidemocratica, volta a restringere la libertà non solo dei comunisti, ma di
ogni di associazione e sensibilità politica e culturale del popolo della
Repubblica Ceca, in particolare dei giovani.
Le iniziative contro l’Unione della Gioventù Comunista rappresentano una forma
inammissibile di manipolazione politica, volta ad isolare i comunisti e a
criminalizzarne i valori ideali, puntando con ciò a respingere, più in generale
e ben al di là dell’area giovanile comunista, ogni azione sociale diretta alla
conquista della pace, del lavoro, di politiche solidali, dell’istruzione
garantita, della difesa dell’ambiente, di una cultura progressista.
Il tentativo di costringere l’Unione della Gioventù Comunista o a rinunciare
alla propria identità politica e ideale o a vedere vietata per legge la propria
l’attività, rappresenta di fatto - a pochi mesi dalle elezioni politiche nella
Repubblica Ceca - un rinnovato e grave attacco contro l’intero Partito
Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), terzo partito per influenza elettorale
nel Parlamento e nel Paese.
Tali azioni minacciano, oltre che i comunisti, ogni elementare diritto di
libertà e garanzia democratica : libertà e garanzie ancor più minacciate da una
campagna anticomunista demonizzante che, nell’attuale contesto ceco, appare
sempre più funzionale alla rimozione dei crimini storicamente perpetrati
dai sostenitori dell’ideologia nazista e fascista.
Esprimiamo piena solidarietà all’Unione della Gioventù Comunista , ai comunisti
e alle forze democratiche e progressiste della Repubblica Ceca, in lotta per la
difesa dei diritti e delle libertà democratiche.
Chiediamo la fine immediata dell’azione repressiva e l’attivazione di misure volte a ripristinare i diritti democratici e la libertà d’azione per l’intero movimento giovanile della Repubblica Ceca e per l’Unione della Gioventù Comunista .
Pietro INGRAO
Giovanni PESCE (medaglia d'oro della resistenza)
Rossana ROSSANDA
Gianni RINALDINI (Segretario generale nazionale FIOM-CGIL)
Giulietto CHIESA (europarlamentare)
Gianni MINÀ (giornalista direttore di Latino America)
Fosco GIANNINI ( direttore de l’ernesto)
Giuseppe CHIARANTE
Dino GRECO (Segretario generale CDL di Brescia)
Giorgio CREMASCHI (segreteria nazionale FIOM)
Alessandro CURZI (membro del Consiglio di Amministrazione della RAI)
Franca RAME
Dario FO (Premio Nobel per la letteratura)
Mauro BULGARELLI (parlamentare dei Verdi)
Claudio GRASSI (direzione nazionale Rifondazione Comunista)
Lucio MAGRI
Oliviero DILIBERTO (segretario nazionale Partito dei Comunisti Italiani)
Luciana CASTELLINA (giornalista)
Luciano CANFORA (Storico)
Francesco MARINGIO’ (a nome dei Giovani Comunisti di Rifondazione)
Emiliano BRANCACCIO (economista)
Domenico LOSURDO (docente universitario)
Massimo RAFFAELI (critico letterario)
Fausto SORINI (direzione rivista internazionale “Correspondances Internationales”)
Mauro CASADIO (coordinatore nazionale Rete dei Comunisti),
Riccardo REALFONSO (economista)
Franco ARRIGONI (segretario generale FIOM Lombardia)
Cesare SALVI (Senatore)
Piero SANSONETTI (Direttore di Liberazione)
Bruno STERI (dipartimento esteri Rifondazione Comunista)
Nori BRAMBILLA (partigiana)
Sergio CARARO (direttore di “Contropiano”)
VAURO (vignettista de Il Manifesto)
Lucio MANISCO (giornalista)
Enzo COLLOTTI (storico)
Bianca BRACCI TORSI (fondatrice Rifondazione Comunista),
Diego NOVELLI (già Sindaco di Torino, Garante per i lettori della rivista Avvenimenti)
Gianluigi PEGOLO (direzione nazionale Rifondazione Comunista)
Francesco CARUSO (disobbedienti Napoli)
Daniele FARINA (centro sociale "Leoncavallo" di Milano)
Adalberto MINUCCI (già membro della segreteria nazionale del PCI con Enrico Berlinguer)
Marco RIZZO (capo delegazione Partito dei Comunisti Italiani al Parlamento europeo)
Marilde PROVERA (deputata al Parlamento)
Jacopo VENIER (responsabile esteri Partito dei Comunisti Italiani)
Marco FERRANDO (Direziona nazionale PRC)
Corrado STAJANO (scrittore)
Valentino PARLATO (giornalista)
Gigi LIVIO (docente di storia del cinema - Università di Torino)
Claudio BELLOTTI (Direzione nazionale PRC)
Pierpaolo LEONARDI, coordianatore nazionale CUB
Dom Giovanni FRANZONI (Associazione “L’Iraq agli iracheni”)
Andrea CATONE (presidente Centro Studi Problemi Transizione al Socialismo)
On. Aurelio CRIPPA - CPN PRC
Paolo CENTO (parlamentare)
DON VITALIANO della Sala
Giorgio BOCCA (giornalista)
Giorgio NEBBIA (docente universitario)
Pier Paolo POGGIO (storico)
Luigi PESTALOZZA (musicologo)
Adriana ZARRI (teologa)
Gianpaolo ZANCAN (avvocato, Senatore)
Stefano CHIARINI (redazione de Il Manifesto)
Giuseppe PRESTIPINO (filosofo)
Raniero LA VALLE (saggista)
Mario TRONTI
Manlio DINUCCI (saggista)
Maurizio ZIPPONI
Mario DOGLIANI (Costituzionalista - Docente di Diritto Costituzionale, Università di Torino)
Nicola TRANFAGLIA (docente di storia dell'Europa, Università di Torino),
Marco SANTOPADRE (responsabile esteri Rete dei Comunisti)
Claudio CARON, già sottosegretari al lavoro del governo Prodi
Guido OLDRINI (filosofo)
Alfio MASTRO PAOLO (docente di Scienze Politiche, Università di Torino)
Paolo SABATINI (coordinatore nazionale SinCobas)
Giuliana SGRENA (giornalista de Il Manifesto),
Tommaso DI FRANCESCO (redazione de “Il Manifesto”)
Giuseppe SACCHI (presidente Comitato regionale Rifondazione Comunista Lombardia)
Tiziano RINALDINI (CGIL Emilia Romagna)
Guido CAPPELLONI (presidente Collegio Nazionale di Garanzia di Rifondazione Comunista)
Piero BERNOCCHI ( Cobas scuola)
Gigi MALABARBA (Capogrupo PRC al Senato)
Haidi GIULIANI
Nella GINATEMPO (Sociologa, Tavolo BASTAGUERRA)
Alberto BURGIO (docente universitario)
Luciano GALLINO (economista)
Federico MARTINO (docente universitario)
Sergio FINARDI (giornalista e ricercatore)
Giancarlo LANNUTTI (giornalista)
Claudio Vito BUTTAZZO (giornalista)
On. Angelo ORLANDO - Consigliere Regionale Abruzzo
Valerio EVANGELISTI (scrittore)
Stefano TASSINARI (scrittore),
Enzo JORFIDA – CPN PRC
Piero DI SIENA (senatore)
Elvio DAL BOSCO (economista)
Anubi D'AVOSSA LUSSURGIU (Redazione di Liberazione)
On. Fausto CÒ - segreteria PRC Piacenza
Walter TANZI – CGIL Lombardia
Gianni FOGLIARI – Direttore de “il saper fare”
Mariella CAO, coordinatrice comitato sardo "Gettiamo le Basi"
Gianmario CAZZANIGA, docente universitario
Roberto FORESTI, presidente nazionale Associazione Italia-Cuba
Mario GEYMONAT, docente universitario
Riccardo LUCCIO, docente universitario
Fabio MINAZZI, docente universitario
Bassam SALEH, presidente Comunità palestinese del Lazio
Luciano VASAPOLLO, direttore scientifico Cestes-Proteo
Enrico VIGNA, Presidente Associazione SOS Jugoslavia
Emidia PAPI, coordinamento nazionale Rdb-CUB
Mauro GEMMA (direttivo CGIL Torino)
Virgionio BETTIN (Ambientalista)
Giacomo MANZONI (musicista-compositore)
Francesco GALANTE (compositore elettro-acustico)
Franco FABBRI (musicista e musicologo)
Franco POZZI (regista)
Marco VEGETTI (docente di Filosofia)
PER ADESIONI: campagnaproKSM@libero.it
Sulla minaccia di messa fuorilegge dell’Unione della Gioventù
Comunista (KSM) della Repubblica Ceca
lunedì 27 febbraio 2006
Il Ministero degli Interni della Repubblica Ceca ha aperto, da alcuni mesi, un procedimento persecutorio nei confronti dell’Unione della Gioventù Comunista (KSM) del proprio Paese. Il KSM (organizzazione giovanile del Partito Comunista di Boemia e Moravia) è minacciato di essere messo fuorilegge se non modificherà Statuto e programma, depurandoli di ogni riferimento al pensiero di Marx e Lenin e di ogni ipotesi di “trasformazione radicale della società in senso socialista e comunista”.
La data limite per introdurre tali modifiche, fissata inizialmente per il 31 dicembre 2005, è stata poi posticipata al 4 marzo 2006, a seguito di una importante mobilitazione democratica contro tali misure liberticide che si è sviluppata nel Paese e internazionalmente.
Decine di migliaia di firme qualificate di protesta sono state raccolte in diversi Paesi europei ed extra-europei (anche in Italia) e sono state inviate alle autorità governative di Praga e alle ambasciate della Repubblica Ceca nei rispettivi Paesi. Tra le tante, spiccano le prese di posizione della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (che rappresenta circa 70 milioni di iscritti a centinaia di organizzazioni giovanili comuniste, socialiste, di sinistra, di ogni continente), oltre a quelle di decine di altri partiti e organizzazioni giovanili di ogni parte del mondo e di numerosi deputati del Parlamento europeo e di Parlamenti nazionali.
In Italia l’iniziativa è stata promossa da un comitato animato dai Giovani Comunisti (PRC) – con un impegno particolare dell’area dell’Ernesto e dei suoi giovani - dalla FGCI (giovani del PdCI) e dalla Rete dei Comunisti, che ha raccolto migliaia di adesioni, tra cui alcune di grande rilievo. Tra esse, quelle di due “padri storici” della Repubblica (Pietro Ingrao e la medaglia d’oro della Resistenza, Giovanni Pesce) e del premio Nobel Dario Fo. E quelle:
-del gruppo dirigente del PRC, che si è espresso con un documento votato all’unanimità dal suo Comitato nazionale (con Fausto Bertinotti e tutti i parlamentari nazionali ed europei di Rifondazione); e con l’adesione di Francesco Maringiò all’appello internazionale, a nome dei Giovani Comunisti del PRC; di esponenti dell’area dell’Ernesto - Claudio Grassi, Fosco Giannini (direttore della rivista), Fausto Sorini (per la rivista internazionale Correspondances Internationales), Bruno Steri… - e delle altre minoranze del PRC, come Marco Ferrando, Gigi Malabarba (capogruppo PRC al Senato), Claudio Bellotti; e di fondatori storici del PRC come Bianca Bracci Torsi, Guido Cappelloni, Giuseppe Sacchi;
-del gruppo dirigente del PdCI, che si è espresso con Oliviero Diliberto, Marco Rizzo, Jacopo Venier, e con la sua organizzazione giovanile (FGCI);
-di esponenti storici e fondatori del “Manifesto” come Rossana Rossanda, Lucio Magri, Luciana Castellina, Valentino Parlato; di dirigenti della Rete dei Comunisti come Mauro Casadio, Sergio Cararo, Marco Santopadre…; di esponenti della sinistra come l’europarlamentare Giulietto Chiesa, Diego Novelli, Adalberto Minucci, Aldo Tortorella, Claudio Caron…;
-di Senatori della Repubblica come Piero Di Siena, Raniero La Valle, Giuseppe Chiarante, Aurelio Crippa, Gianpaolo Zancan, Fausto Co’, Cesare Salvi…;
-di dirigenti sindacali come Gianni Rinaldini (segretario generale FIOM-CGIL), Giorgio Cremaschi, Dino Greco, Maurizio Zipponi, Pierpaolo Leonardi (coordinatore nazionale CUB-sindacati di base), Tiziano Rinaldini, Emidia Papi, Franco Arrigoni, Walter Tanzi…;
-di giornalisti come Alessandro Curzi (del CdA della RAI-TV), Gianni Minà, Giuliana Sgrena, Giorgio Bocca, Lucio Manisco (già europarlamentare), Piero Sansonetti (direttore di Liberazione), Giancarlo Lannutti, Vauro, Manlio Dinucci, Tommaso Di Francesco, Alessandra Riccio, Stefano Chiarini…;
-di esponenti dell’ambientalismo, come Giorgio Nebbia, Virginio Bettini e i deputati Verdi, Mauro Bulgarelli e Paolo Cento;
-di docenti universitari ed esponenti del mondo della cultura e della scienza come Enzo Collotti, Corrado Stajano, Franca Rame, Domenico Losurdo, Giuseppe Prestipino, Massimo Raffaelli, Luciano Canfora, Mario Tronti, Luciano Vasapollo, Emiliano Brancaccio, Riccardo Realfonso, Angelo Baracca, Marino Badiale, Luigi Pestalozza, Andrea Catone, Guido Oldrini, Gianmario Cazzaniga, Elvio Dal Bosco, Alberto Burgio, Federico Martino, Valerio Evangelisti, Nicola Tranfaglia, Mario Geymonat, Fabio Minazzi, Riccardo Luccio, Stefano Tassinari…;
di espressioni del mondo cattolico come la teologa Adriana Zarri, don Vitaliano Della Sala, dom Giovanni Franzoni…;
-di esponenti del movimento contro la guerra e “alter-mondialista” come Haidi Giuliani, Nella Ginatempo, Mariella Cao, Francesco Caruso, Daniele Farina…
La Federazione Mondiale della Gioventù Democratica ha proposto di fare di lunedì 27 febbraio 2006 una giornata internazionale di solidarietà con il KSM, che si esprima in ogni Paese con forme di protesta indirizzate alle rappresentanze diplomatiche della Repubblica Ceca (con sit-in, manifestazioni davanti alle Ambasciate, consegna di petizioni di protesta, conferenze stampa).
In Italia, nella mattinata di oggi, lunedì 27 febbraio, delegazioni qualificate si sono recate all’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma e alle sedi consolari di Milano, Venezia, Udine, Firenze, Napoli, Palermo, dove hanno consegnato ai rappresentati della Repubblica Ceca le petizioni e gli appelli sottoscritti in Italia da migliaia di persone, ed hanno avanzato - a nome degli aderenti - una formale protesta, chiedendo che le misure liberticide vengano ritirate.
Questa campagna internazionale acquista un rinnovato valore dopo che nel Consiglio d’Europa si è espressa una maggioranza reazionaria e inquietante che giunge fino ad auspicare una vera e propria persecuzione nei confronti di partiti, movimenti e Paesi “non pentiti” che ancora si richiamano all’ideologia comunista, che viene equiparata al nazismo.
La campagna è in corso e tutte le adesioni in Italia vengono raccolte da : campagnaproKSM@libero.it.
Partito della Rifondazione Comunista
Dichiarazione di Fosco Giannini, direttore de L’Ernesto, candidato al Senato per il Prc in Calabria, componente il Comitato Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
Giannini (L’ernesto): firme illustri
contro la messa al bando dei giovani comunisti cechi.
E c’e’ chi, come Marco Rizzo, Giulietto Chiesa E Diego Novelli si dice pronto a marciare su
Praga
Questa mattina, mentre sotto la pioggia oltre cento manifestanti con striscioni protestavano di fronte all’ambasciata della Repubblica Ceca in Via dei Gracchi a Roma, sono stato ricevuto da Robert Tripes, ministro plenipotenziario di quel Paese in Italia. Ho personalmente consegnato a lui l’appello - con tante illustri adesioni, da Pietro Ingrao a Rossana Rossanda, da Gianni Minà a Maurizio Zipponi, da Giorgio Bocca a Marco Rizzo, da Corrado Stajano a Giovanni Pesce, da Gianni Rinaldini a Oliviero Diliberto, Fausto Sorini, Dario Fo e Franca Rame, solo per citare i primi – che si schiera apertamente contro la messa al bando dei Giovani Comunisti cechi prevista per il giorno 3 marzo.
«In Italia c’è forte sdegno - ho detto all’ambasciatore mentre consegnato
le firme - da parte di tutti gli intellettuali ed i dirigenti del movimento
operaio che hanno sottoscritto questo appello. Addirittura Marco Rizzo,
Presidente della Delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento europeo
insieme ad altri parlamentari, tra cui Giulietto Chiesa e ad altre personalità
politiche, tra cui Diego Novelli, si sono già dichiarati pronti a marciare su
Praga e a fare una conferenza stampa di protesta in quel Paese contro una
decisione assurda che mina pesantemente le libertà democratiche e che potrebbe
costituire un precedente pericolosissimo in Europa. La colpa dei Giovani
comunisti cechi starebbe, secondo il governo, in quei riferimenti a Marx, a
Lenin, ed alla trasformazione della società in senso socialista presente nello
statuto costitutivo della loro associazione ed a cui loro non intendono in
alcun modo rinunciare. La cancellazione suonerebbe come una abiura dei loro
ideali».
Prima di congedarmi, ho inoltre chiesto a Robert Tripes di intercedere affinché venga concesso un incontro – già richiesto e rifiutato – tra il governo della Repubblica Ceca ed i Giovani comunisti e di impegnarsi affinché nel frattempo, in attesa di trovare una via d’uscita che salvaguardi la democrazia e gli ideali, sia posticipato o sospeso il termine del 3marzo.
Roma, 27 febbraio 2006
All’attenzione delle rappresentanze diplomatiche della Repubblica Ceka in Italia e in particolare del Consolato in Firenze
Firme d’esponenti toscani d’adesione all’ “Appello internazionale in solidarietà all’organizzazione politica ceka denominata -Unione della Gioventù Comunista della Repubblica Ceka-”
- dott. Alessandro LEONI, Consiglio Direttivo dell’ Istituto Storico della Resistenza in Toscana
- prof. on. Giovanni BACCIARDI
- dott. Aldo MANETTI, consigliere regionale Vicepresidente I° Commissione del CRT
- Luciano GHELLI, consigliere regionale Capogruppo in CRT
- Monica SGHERRI, consigliera regione Capogruppo in CRT
- Carlo BARTOLONI, consigliere regionale toscano
- on. Aldo BRUNO, consigliere regionale toscano
- Luca CIABATTI, consigliere regionale e membro della Presidenza del CRT
- Gianni RIGACCI, direttore del periodico toscano “I Ciompi”
- dott. Siliano MOLLITTI
- dott. Roberto PASSINI, Comitato in difesa della Costituzione
- prof. Mariano MINGARELLI, Presidente dell’ A.d’A.I-P. (Fi.)
- prof. Massimo A. GRANDI, Responsabile della rivista “l’AURORA”
- prof. Antonino MOSCATO, Responsabile della rivista “La Montagne”
- Mauro LENZI, consigliere Comune di Colle Val d’Elsa
- dott. Stefano CRISTIANO, assessore Comune di Pistoia
- Roberto CAPPELLINI, consigliere Capogruppo Consiglio provinciale Pistoia
- Ugo BAZZANI, consigliere Comune di Quarrata
- Sandro TROTTA, consigliere Comune di Livorno
- Luciano GIANNONI, consigliere Capogruppo in Consiglio provinciale di Livorno
- dott.a Letizia LINDI
- dott. Tiziano CAVALIERI
- prof. Arrigo BORTOLOTTI
- dott. Alì EMMAD
- Andrea CAVALLINI, Vicesindaco Comune di Vinci
- dott. Gabriele BINI, consigliere Comune di Empoli
- Luca ROVAI, consigliere Comune di Montelupo F°
- dott. Jacopo BORSI, consigliere Quartiere V° Firenze
- Ugo FALLANI, consigliere Quartiere IV° Firenze
- prof.a Adriana MINIATI, dirigente sindacale
- dott. Maurizio BROTINI, dirigente sindacale
- Laura SCALIA, dirigente sindacale
- Michele Di PAOLA, dirigente sindacale
- dott.a Claudia ROSATI
- Paolo FATTORI, consigliere Comune di Prato
- dott. Antonio FALCONE, consigliere Comune di Chianciano Terme
- Roberta FANTOZZI, consigliera regionale toscana
- Vanna GIANMARTINI, dirigente sindacale
- Vanna VETTORI, consigliera Comune di Dicomano
- dott.a Paola CECCHI
- Sandro TARGETTI, consigliere capogruppo in Consiglio provinciale Firenze
- Andrea CALO’, consigliere in Consiglio provinciale Firenze
- Nino FROSINI
- Luciano TRAVERSI
- Giuseppe BERTOLUCCI, consigliere regionale toscano
- Lorenzo VERDI, consigliere Consiglio provinciale Firenze
(…segue… )
da Il Manifesto del
28/02/2006
Quanto è liberal Praga: fuorilegge i
giovani comunisti
di Luciana Castellina, Giulietto Chiesa, Fosco Giannini, Diego Novelli
Praga è di nuovo sola, come nel 1968. Questa volta,
però, per un paradossso della storia ad affrontare la scure della repressione
agitata dal governo guidato dal socialdemocratico Paroubek, col supporto di
tutta la destra di governo e di opposizione, sono i comunisti.
La minaccia, per ora, non riguarda direttamente il partito comunista (Kscm),
troppo forte e radicato per essere messo fuori legge senza mettere nel conto
una sollevazione popolare. Il Kscm col suo 18,5% e ben 44 deputati su 200 nel
parlamento nazionale è, infatti, la terza forza politica del paese e il più
consistente partito comunista dell'Unione europea. Anzi, alle elezioni per il
parlamento europeo del 2005 si è aggiudicato addirittura il secondo posto,
subito dopo il Partito civico democratico, il partito della destra euroscettica
del presidente della Repubblica Vaclav Klaus, aggiudicandosi sei seggi sui 24
spettanti alla Repubblica Ceca. Meglio, allora, procedere per gradi, provando
prima a sciogliere l'organizzazione giovanile del partito, l'Unione comunista
della gioventù (Ksm).
Il pretesto viene offerto da una legge, che consente l'attività politica solo
ai partiti politici e la vieta per tutte le altre organizzazioni, compresi i
movimenti giovanili delle varie formazioni politiche. Ora, a parte l'assurdità
di questa legge discriminatoria e antidemocratica, che concepisce la politica
come materia esclusiva per addetti ai lavori, sorge la domanda come mai essa
venga applicata solo nei riguardi dei giovani comunisti e non nei confronti
delle organizzazioni giovanili degli altri partiti, che pure esercitano
esplicita attività politica, rivendicata anche nei loro statuti.
Sta di fatto che il presidente dei giovani comunisti, Milan Krajca, si è visto
recapitare a novembre del 2005 da parte del ministro degli Interni Bublan una
lettera, con cui si intimava perentoriamente il cambio dello statuto
dell'Unione comunista della gioventù, pena il suo immediato scioglimento. La
scadenza dell'ultimatum, fissata originariamente per il 31 dicembre 2005, è sta
poi spostata in modo inderogabile al prossimo 3 marzo. L'ultimatum sta, dunque,
per scadere. Ma dai giovani comunisti cechi è già arrivato un netto rifiuto
alle imposizioni del governo. E, intanto, si sono mobilitati, dando vita a
sit-in e manifestazioni di protesta nelle principali città del paese, sfilando
in corteo a Praga, Brno, Ostrava e sollecitando la solidarietà internazionale.
Migliaia di telefonate, lettere, e-mail in partenza dai vari paesi europei (e
da America latina, Asia e Africa) hanno già intasato i siti e i tavoli del
Ministero dell'Interno. Sit-in di protesta si sono già svolti e altri sono in
programma davanti alle ambasciate ceche in numerosi paesi, tra cui Francia,
Germania, Grecia, Portogallo, Spagna, Ucraina, Georgia, Italia. Per il momento
nel mirino vi è l'organizzazione giovanile ma che l'obiettivo finale sia il
partito comunista nessuno ormai lo mette in dubbio.
D'altronde è partita una furibonda campagna anticomunista scatenata dai
principali mezzi di comunicazione, ma anche nelle università e nelle scuole,
dove attivisti di cosiddette organizzazioni umanitarie finanziate dal magnate
della finanza Freedom House (sul modello di quelle che hanno in passato operato
in Serbia, Georgia ed Ucraina) sono state espressamente autorizzate dal governo
a tenere lezioni di «democrazia» (leggi «anticomunismo») agli studenti, che in
molti casi hanno però rifiutato questa sospetta cura democratica. Si avvicinano
le elezioni per il rinnovo del parlamento, previste per giugno prossimo, e i
comunisti potrebbero questa volta addirittura conquistare il secondo posto. I
sondaggi dicono che dei tre partiti della coalizione di governo (i socialdemocratici
della Cssd, i popolari della Csl e la formazione di destra Unie Svobody) solo i
primi due supererebbero lo sbarramento del 5% necessario per entrare in
parlamento. Quindi, non ci sarebbe più l'attuale maggioranza e i
socialdemocratici sarebbero costretti a scegliere tra la «Grossa Coalizione»
con la destra reazionaria ed euroscettica dell'Ods o l'alleanza con i
comunisti.
Di qui la scelta da parte dei socialdemocratici di unirsi alla furiosa campagna
anticomunista scatenata dalla destra, nella convinzione di poterne ricavare dei
vantaggi elettorali. Il ragionamento è: proviamo con i giovani comunisti,
vediamo come va, poi sferriamo l'attacco al partito comunista.
Gli appigli di legge non mancano. Basta applicare una delle tante leggi di cui
l'armamentario liberticida di questo paese dispone: la legge che vieta la
propaganda della lotta di classe o quella che vieta l'uso di simboli delle
«ideologie illiberali» come la falce e il martello. Come nel dopo '68, Praga è,
dunque, ancora una volta un luogo da «normalizzare», un'anomalia da sanare. E'
l'unico paese dell'Est, tra quelli appena entrati nell'Ue, ad avere un partito
comunista forte e decisivo nelle scelte politiche ed economiche del paese. Le
politiche del Fondo monetario internazionale, le liberalizzazioni imposte da
Bruxelles, le privatizzazioni e la svendita delle grandi industrie statali
hanno procurato, qui come negli altri paesi dell'est europeo, disoccupazione,
miseria, malcontento. Ma, mentre negli altri paesi, una soluzione alternativa
non c'è (...), qui l'alternativa è possibile e reale. Occorre, quindi, impedirla,
costi quel che costi.
Si vuole colpire un partito comunista che in questi anni è faticosamente uscito
dal lungo tunnel del dopo `89, che ha vissuto un forte e aspro dibattito
interno, che si è rinnovato profondamente, pur non perdendo nulla; anzi,
accentuando la propria radicalità e deludendo chi - soprattutto nella dirigenza
socialdemocratica- sperava che il grande travaglio comunista si sarebbe
conclusa con una uscita a destra, con l'accettazione del neoliberismo, della
Nato e delle politiche di guerra. Ancora una volta a Praga si gioca una partita
il cui esito non riguarda solo quel paese, ma riguarda l'Europa, riguarda la
democrazia, riguarda tutti noi. Non tutti ancora, da questa parte del vecchio
continente, sembrano avere la percezione della posta in gioco.