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Rapsodia Boema - Ovvero come ti sistemo l’Unione della Gioventù Comunista
di Luca Magozzi (Lupo)
Sembrerebbe essere finita nel peggiore dei modi la questione KSM. L’organizzazione giovanile del KSCM (Partito Comunista di Boemia e Moravia) è stata definitivamente posta fuorilegge dal Ministero degli Interni ceco il 12 Ottobre scorso, e quattro giorni dopo sarebbe stata loro recapitata la lettera in cui si sanciva lo scioglimento.
Il KSCM era un partito comunista che, nonostante i traumi vissuti dal movimento comunista in quell’area geografica, godeva di ottima salute e riusciva a conquistare niente di meno che il 20% alle elezioni politiche proclamandosi terza forza politica del Paese. Ma quel che c’è di peggio è che l’Unione della Gioventù Comunista è stata bandita dalle scene per merito della propria identità marxista, rivendicata nel testo del programma politico: “la KSM lavora per un superamento rivoluzionario del capitalismo, per la costruzione di una democrazia socialista – abolizione della proprietà privata e sostituzione con la proprietà sociale, pubblica – e per la creazione del Socialismo come primo passo per la creazione, in prospettiva, della società comunista. La KSM non crede che il capitalismo possa essere riformato, ma lotta per un rovesciamento rivoluzionario da parte delle classi lavoratrici”.
Il governo attaccava il KSM con una serie di iniziative e di comunicazioni dal carattere quasi minatorio, nelle quali si intimava all’organizzazione l’abbandono del marxismo con argomentazioni di questo tipo: “per quanto riguarda le citazioni di Marx, Engels, Lenin (si poteva vedere il banner sul sito della KSM, prima che il governo lo facesse oscurare, ndr), non possiamo che rilevare che l’approccio alla dottrina marxista-leninista non è neutrale, e non è mirata alla semplice divulgazione di documenti storici, ma è coscientemente promossa, così come è palesemente espresso nel programma politico della KSM”.
Il processo, però, arriva da molto più lontano: si pensi che i senatori Mejstrik e Stetina, ben prima che noi gridassimo lo slogan “Abroghiamo la Moratti” (chiaramente riferito alla riforma!) si sono prodigati per portare nel Senato ceco la mozione “Aboliamo i comunisti” (in senso fisico, suppongo, ndr), in cui si tentava di criminalizzare il Partito, lo stesso aggettivo “comunista” e al contempo di rendere il comunismo e le proprie idee equipollenti al nazismo ed i propri crimini.
Ad un buon osservatore non dovrebbero sfuggire i risultati delle ultime elezioni, che hanno visto un calo di voti di circa il 7%, che ha riportato il KSCM di poco sotto il 13%. Che la campagna di demonizzazione sia riuscita, gettando la Repubblica Ceca in un clima di caccia alle streghe? Quel che c’è di vero è che la situazione sociale mostra indici di qualità della vita, di condizioni dei lavoratori, di garanzie di equità sociale, di prospettive dei più giovani, di precarizzazione e di sfruttamento, di salari e di pensioni, fino ad arrivare ai laconici ma espressivi indici di natalità (in picchiata) e mortalità, tutti rigorosamente negativi. E l’unica forza politica in grado di opporsi con forza alle logiche del capitalismo viene spazzata via, “vietandole” il ricambio generazionale.
Se questa Rapsodia Boema avrà o meno un lieto fine, dipende anche da noi: le forze comuniste hanno da sempre dimostrato che la solidarietà internazionalista è il più efficace strumento a loro disposizione. Perciò compagni, dovremo continuare la lotta a fianco dei compagni del KSM, indirizzando la protesta contro le ambasciate e i consolati della Repubblica Ceca in Italia, e divulgando ciò che è accaduto nel cuore dell’Europa cosa che viene quasi sempre sorvolata dai mezzi di comunicazione di massa.