www.resistenze.org - popoli resistenti - repubblica ceca - 12-05-07
da Il Manifesto
I giovani comunisti fuorilegge: «Aiutateci»
Conferenza a Roma del Prc. Radim Gonda (Ksm): «Colpiscono noi anche per fermare la protesta contro il radar Usa»
Claudio Buttazzo
Roma, 11 maggio 2007
Basi americane e autoritarismo. L'Est europeo sempre meno europeo e sempre più laboratorio delle guerre preventive e di un neoliberismo che assume i caratteri di un nuovo fascismo e che, tanto per cominciare, mette fuori legge i comunisti. L'allarme su quanto avviene nella Repubblica ceca, è stato lanciato a Roma in una conferenza stampa al Senato su iniziativa del senatore di Rifondazione Comunista, Fosco Giannini, dal vicepresidente dell' Unione della gioventù comunista ceca (Ksm), Radim Gonda. Presenti i senatori Prc, Giovanni Russo Spena, il responsabile Esteri di Rifondazione, Fabio Amato, e Francesco Maringiò per i Giovani comunisti. «La messa fuori legge della Ksm - ci spiega Radim Gonda - con un provvedimento antidemocratico e anticostituzionale del ministero dell'Interno nel novembre scorso è solo il primo atto della deriva autoritaria, il cui obiettivo finale è quello di reprimere ogni forma di dissenso, in una fase di stretta sul piano economico-sociale e di politiche di crescente militarizzazione del territorio, proprio mentre cresce un sempre più vasto malcontento e la protesta popolare».
Perché proprio i giovani comunisti?
In Cechia esiste una strana legge, senza precedenti al mondo, neppure nella Germania hitleriana: è la legge che vieta la propaganda della lotta di classe. E non è diretta semplicemente contro l'ideologia comunista e marxista, ma contro qualsiasi manifestazione di scontento popolare. Col pretesto di questa legge, qualsiasi sciopero o qualsiasi lotta per la difesa di diritti o per la conquista di migliori condizioni di vita o di lavoro potrebbero essere interpretati come «propaganda della lotta di classe» e, come tali, vietati e repressi. E' quello che sta, di fatto, avvenendo. Già alcune manifestazioni indette dal movimento contro l'installazione del radar antimissile Usa sul nostro territorio sono state vietate. Si è iniziato dai giovani comunisti, perché rappresentiamo l'elemento più sconveniente per uno Stato che ha abbracciato l'anticomunismo come ideologia ufficiale. Il passo successivo potrebbe essere la messa fuori legge anche del partito comunista, cioè la terza forza politica del paese, l'unico grande partito comunista oggi esistente nel paesi dell'est europeo. Un'anomalia da normalizzare. E nei piani americani c'è la necessità di controllare ogni processo democratico interno all'Unione europea.
Come intendete rispondere?
Contro la decisione del ministero dell'interno abbiamo fatto ricorso alla magistratura. Ci prepariamo al processo. Ma, indipendentemente dalla decisione che prenderà il tribunale, i giovani comunisti sono determinati a non sciogliere il proprio movimento e a proseguire l'attività politica, quali che siano le condizioni nelle quali fossero costretti a muoversi. Anche a costo di subire incriminazioni individuali. Ma è chiaro che la partita che si gioca non la si vince solo a Praga. Decisiva è la mobilitazione in Europa e nel mondo per la difesa dei diritti civili e democratici nel nostro paese e in tutto l'Est europeo. Basta pensare a quello che in queste settimane sta avvenendo in Polonia ed Estonia, con liste di proscrizione e sanguinose repressioni ai danni degli antifascisti.
Nessuna resa, dunque..?
Al contrario, la messa fuori legge ha accresciuto la nostra determinazione. Sono nati nuovi circoli di giovani comunisti. Stiamo conducendo con grande successo la campagna contro l'installazione del sistema antimissile Usa, raccogliendo da soli già circa 100 mila firme di cittadini che si oppongono alla presenza militare americana. La nostra determinazione è stata ancora di più rafforzata dalla solidarietà che in tutto il mondo si è espressa nei nostri confronti, in particolare dall'Italia. con personalità come il premio Nobel, Dario Fo, o come Pietro Ingrao. Come nel '68, non è la prima volta che i comunisti italiani ci aiutano. Non lo dimentichiamo. E' per questo che li ringrazio profondamente, così come ringrazio il manifesto, sempre attento alle vicende di Praga. Il messaggio, per nulla di circostanza, fattoci pervenire da una personalità come Luciana Castellina, con la sua denuncia del silenzio delle istituzioni europee e la sollecitazione alle autorità di governo italiane ad assumere adeguate iniziative, è un messaggio che considero di grandissima importanza.