www.resistenze.org - popoli resistenti - repubblica ceca - 17-11-07 - n. 203

da http://pagesperso-orange.fr/polex/bulletin/bulletin_36_art5.htm
 
Repubblica Ceca: nuove misure antisociali del governo
 
Lettera da Praga
 
Ota Lev - “Parlons clair” (“Collective Comuniste Polex”), n. 36, ottobre 2007
 
In una lettera da Praga nel numero 32 di Parlons clair abbiamo informato che il governo ceco stava preparando misure antipopolari, definite riforme della finanza pubblica, da presentare alla Camera dei deputati.
 
Il governo si è poi messo in moto nel mese di agosto, quando gran parte della popolazione è in ferie e non è pienamente coinvolta nelle questioni pubbliche. I club dei deputati dei partiti della coalizione governativa si sono riuniti alla vigilia della sessione della Camera dei deputati. Il governo ha presentato nel corso della seduta plenaria della Camera dei deputati una serie di leggi che aggravano la condizione economica e sociale della grande maggioranza delle persone non privilegiate e che contribuiscono ad aumentare i profitti di quelle ad altissimo reddito. Per esempio, in base a tali proposte, diminuiscono le imposte dei soggetti morali dal 24% al 21% nel 2008, al 20% nel 2009 e al 19% nel 2010; si livellano le imposte sui redditi delle persone fisiche al 23,1% nel 2008 e al 19% nel 2009. Fino ad ora esistevano quattro livelli di imposta: 12%, 19%, 23% e 32%, a seconda del reddito. Ciò significa che la solidarietà dei ricchi con i meno ricchi e con i poveri scomparirà. Al contrario, la tassa sul valore aggiunto riguardante i generi alimentari, le medicine, la cultura ed altri servizi aumenterà dal 5% al 9%.
 
Sul terreno sociale, il governo prevede la riduzione del sussidio alla maternità da 17.760 a 13.000 corone per ogni bambino (nel momento in cui, dopo il 1989, si assiste ad un regresso della natalità). I contributi familiari saranno destinati solamente alle famiglie che si trovano quattro volte al di sotto del minimo.
 
Le prestazioni dell’assicurazione per malattia saranno cancellate per i primi tre giorni. Contemporaneamente verrà soppressa la rivalutazione automatica del minimo vitale e delle pensioni di vecchiaia. Al contrario, le persone con il reddito più elevato pagheranno l’assicurazione sanitaria come quelli che superano di poco il reddito medio. Anche in questo caso si cerca di diminuire la solidarietà dei ricchi con i meno ricchi e i poveri.
 
Anche nel campo della sanità ci sono molte novità di sostanza. Secondo le misure presentate dal governo, si introdurranno pagamenti dove non erano previsti. Per esempio, per una visita dal medico generico, dal dentista, dal pediatra, dal ginecologo, dallo psicologo, dal logopedista, il paziente dovrà pagare una somma per la prescrizione delle medicine oltre ad una somma per la maggior parte dei medicinali, dal momento che solitamente la cassa di assicurazione malattia non rimborsa integralmente. A partire dal 2008, il malato dovrà pagare per ogni giorno passato all’ospedale e per ogni visita al pronto soccorso.
 
Per il momento i prezzi non sembrano eccessivi, ma per quanto riguarda le persone meno agiate e soprattutto i poveri le misure intaccheranno sensibilmente il portafoglio. Il capo del governo si è sentito in dovere di precisare che tali misure non saranno particolarmente dolorose per la popolazione.
 
Per queste misure antipopolari, le destre hanno organizzato il voto alla Camera dei deputati il 21 agosto, giorno anniversario dell’arrivo degli eserciti del Patto di Varsavia nella Repubblica Socialista della Cecoslovacchia nel 1968.
 
Per queste riforme (tradotte dai comunisti in “deforme”) hanno votato tutti i deputati del Partito Civico Democratico – il principale partito del governo, che è rappresentato alla Camera da 81 parlamentari - , del Partito Cristiano Democratico (eccetto uno che ha votato contro le proposte del governo), vale a dire 13 voti meno 1, e tutti i 6 deputati del Partito dei Verdi. Anche i due transfughi politici del Partito Socialdemocratico hanno sostenuto le misure antipopolari del governo. Con questi due voti, il governo ha ottenuto a favore della sua proposta 101 voti alla Camera che conta 200 deputati. I comunisti e i socialdemocratici con 1 cristiano democratico hanno votato contro.
 
Quali sono state le reazioni dell’opposizione? I sindacati avevano organizzato nel mese di giugno una delle più affollate manifestazioni contro le misure del governo. I rappresentanti del Partito Comunista e del Partito Socialdemocratico avevano sostenuto la manifestazione e vi avevano preso parte. Dopo l’approvazione delle misure presentate dal governo alla Camera dei deputati, c’è da supporre che anche il Senato – dove il Partito Civico Democratico dispone della maggioranza dei voti – confermi il risultato e che il presidente della Repubblica firmi le leggi; l’opposizione allora farà ricorso al tribunale costituzionale per violazione della Costituzione e dell’Atto dei diritti e delle libertà fondamentali.
 
La prossima fase delle riforme governative dovrebbe riguardare tra l’altro gli anziani, la terza età della popolazione. Si tratterà – secondo la destra – di posticipare l’età, in cui il lavoratore può andare in pensione, oltre i 65 anni. L’altra proposta del governo riguarda la durata del pagamento dell’assicurazione pensionistica per i lavoratori salariati. Il governo pensa di prolungare la durata del pagamento dagli attuali 25 anni a 35.
 
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare