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A PROPOSITO DELL'ANTICOMUNISMO FASCISTIZZANTE

"Pravda Rossij"                                                                                             n. 17
settimanale del Partito Comunista della Federazione Russa                       8-14 maggio 2002

L'Unione dei partiti comunisti-PCUS (UPC-PCUS) è la struttura politica che coordina il lavoro di quasi tutte le organizzazioni comuniste (almeno quelle più importanti ed influenti) presenti sul territorio dell'ex URSS. Alcuni di questi partiti operano in condizioni difficilissime, addirittura di clandestinità o quasi clandestinità, in particolare nelle repubbliche asiatiche e in stati della regione del Baltico (in procinto di entrare nell'Unione Europea e nella NATO!): esemplare è il caso della Lituania, dove, negli anni scorsi, nell'indifferenza dell'opinione pubblica occidentale (con la sola eccezione dei comunisti greci e della rivista "L'Ernesto"), decine di militanti comunisti hanno dovuto subire lunghe pene detentive e anche torture fisiche e psicologiche, e a volte - è il caso di compagni ultrasettantenni gettati in galera a metà degli anni '90 (P. Bartoshavicius, K. Kurakin, Ju. Shakalis), a dispetto di norme umanitarie che forse vengono rispettate anche nei regimi più autoritari - sono stati incarcerati e condannati in base all'incredibile accusa
di avere combattuto gli occupanti nazisti e i collaborazionisti lituani delle SS.
In altri casi, invece, partiti comunisti aderenti all'Unione, hanno un ruolo nella direzione dello stato, come nel caso della Bielorussia, paese in cui accordano il loro appoggio incondizionato al presidente Lukashenko, o, ancora di più, in Moldavia, dove governano da soli e dove il capo dello stato Vladimir Voronin, leader del Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova, nel 2001, è stato votato da oltre il 50% dei suoi connazionali.
La forza organizzata dei partiti comunisti che entrano nell'UPC-PCUS è tutt'altro che trascurabile e non dovrebbe essere lontana dal milione di iscritti (certo con il contributo determinante dei partiti comunisti russo ed ucraino).
Nei giorni scorsi il Segretariato del Consiglio dell'UPC-PCUS, presieduto al momento da Ghennadij Zjuganov, è intervenuto sugli sviluppi della situazione in Russia, approvando il comunicato che traduciamo integralmente.

M.G.


Il Segretariato del Consiglio dell'UPC-PCUS rileva che il mondo unipolare, ad egemonia USA, che si è venuto affermando dopo la distruzione dell'URSS, rappresenta una minaccia per molti stati, la cui struttura politica non corrisponde agli interessi dei vertici dell'imperialismo americano. Sotto la bandiera della lotta contro il terrorismo internazionale, la reazione americana sta attuando un'aggressione armata contro molti paesi e popoli del mondo e cerca di realizzare i suoi piani criminali, utilizzando strumenti di annientamento di massa. I metodi del terrorismo di stato contro la Jugoslavia, l'Afganistan, la Palestina, l'Iraq, sono analoghi a quelli utilizzati in passato dai regimi fascisti.
Le metastasi del fascismo, che si stanno diffondendo per il mondo, si manifestano sempre più frequentemente anche in Russia. Nell'esistenza quotidiana, tale fenomeno si estrinseca nel movimento razzista delle "teste rasate" incoraggiato dal regime dominante. Nella politica condotta dal presidente e dal governo, si traduce nel genocidio dei popoli di Russia. Nella Duma di Stato si esprime attraverso la richiesta di messa fuorilegge del PCFR e di traduzione di fronte al tribunale penale del leader dei comunisti di Russia. Il capitale corrotto della Russia cerca una ripetizione degli avvenimenti accaduti in Germania 60 anni fa, quando Hitler, giunto al potere, come primo atto di governo, impose il divieto del partito comunista e rinchiuse decine di migliaia di comunisti tedeschi nelle carceri e nei campi di concentramento. Ciò che avviene ora non è frutto del caso. Il capitale monopolistico, nella sua brama di potere, ha sempre utilizzato il fascismo come forza d'urto e ultima carta.
Il PCFR, essendo una forza politica reale, che dispone di proposte programmatiche in grado di migliorare l'economia del paese e di scongiurare lo sfacelo della Federazione Russa, è diventato un impedimento alla realizzazione dei piani di politica estera dell'Occidente, una minaccia per i privilegi degli oligarchi russi e delle strutture del Cremlino ad essi legate. I poteri cercano in qualsiasi modo di eliminare il PCFR dalla scena politica. Tutto ciò stava già per accadere. Eltsin voleva mettere al bando il PCFR, ma il partito è stato in grado di dimostrare l'illegalità del divieto alla Corte costituzionale ed è cosμ risorto.
I "democratici" hanno calpestato il PCFR con l'anticomunismo, hanno pronosticato la sua estinzione, ma il partito, smentendo le bugie e le calunnie, ha creato proprie strutture in tutte le regioni della Russia, ha visto l'ingresso nelle sue file degli elementi più coscienti di tutti i settori della popolazione e della gioventù, ha rafforzato la sua autorità nella società e rappresenta oggi l'avanguardia del popolo lavoratore nella sua lotta per il potere sovietico e il socialismo. Il partito e le sue idee godono del sostegno di più di un terzo della popolazione che ha l'età per votare. Ecco perché oggi il potere ricorre a metodi fascisti di lotta contro il Partito Comunista della Federazione Russa.
Il Segretariato del Consiglio dell'UPC-PCUS condanna con decisione l'attuale ondata di anticomunismo, rivolge un appello a tutti i comunisti, indipendentemente dalla loro appartenenza di partito, all'unità d'azione e alla coesione organizzativa. In ogni stato, creato sul territorio dell'URSS, è più che mai necessario un partito comunista unito, capace di riunire tutte le forze popolari-patriottiche della società in un blocco di opposizione unitario. L'obiettivo principale deve essere non solo la resistenza attiva alla messa in pratica di riforme irresponsabili, ma anche una svolta radicale, con l'abbandono delle politiche antipopolari e con un cambiamento profondo negli assetti di potere. E' essenziale, dal punto di vista politico ed organizzativo, preparare la popolazione ad interventi di massa, smascherare la sostanza antipopolare del regime dominante, far comprendere ai lavoratori la necessità dell'instaurazione di un duraturo potere popolare.
Il Segretariato del Consiglio dell'UPC-PCUS ritiene che le accuse infondate di opportunismo, revisionismo, esigenza di cambiamenti radicali nel partito e di sostituzione del suo segretario, avanzate nei confronti del PCFR da alcuni comunisti, facciano solo il gioco dell'attuale potere al servizio degli interessi della grande borghesia. Noi intendiamo mettere in guardia dai pericoli della "fraseologia di sinistra".
Il Segretariato del Consiglio dell'UPC-PCUS approva e appoggia la linea politica e l'attività pratica del PCFR, del suo leader G. A. Zjuganov contro il neofascismo, per la coesione delle forze di sinistra, per la chiarezza politica e per l'organizzazione della lotta dei lavoratori per il miglioramento delle proprie condizioni di vita, il potere popolare, la ricostruzione socialista della società, la ricostituzione di uno stato unitario dei nostri popoli fratelli.
Inoltre il Segretariato del Consiglio dell'UPC-PCUS si pronuncia per lo sviluppo della critica costruttiva e dell'autocritica dei dirigenti e dei semplici militanti del partito, per la crescita della disciplina e del senso di responsabilità di tutti i comunisti, finalizzati alla realizzazione delle disposizioni statutarie, delle decisioni dei congressi e dei plenum del comitato centrale.
Facciamo appello a tutti i comunisti perché si ergano a difesa del PCFR e della direzione e pronuncino un energico NO all'anticomunismo con i tratti ripugnanti del fascismo.

Il Segretariato del Consiglio
dell'UPC-PCUS

Traduzione dal russo

di Mauro Gemma