Pechino e Delhi: l’itinerario politico di Putin
di Jurij Aleksejev
www.strana.ru 28 novembre 2002
Alla vigilia del viaggio di Putin in Cina e in India, il sito
ufficiale russo “strana.ru” ha pubblicato il seguente commento
Negli ultimi tempi Mosca ha spesso manifestato l’intenzione di
instaurare e rafforzare partnership strategiche nelle più diverse direttrici
della sua politica estera.
Tali affermazioni, a prima vista, possono apparire banali e di scarso
significato. Però esse riflettono le opinioni della dirigenza russo sul posto e
sul ruolo della Russia nel mondo e sulle prospettive di sviluppo dei suoi
rapporti con gli altri stati, in primo luogo con quelli del calibro della
Repubblica Popolare Cinese e dell’India.
Dal 1 al 3 dicembre, il presidente della Russia Vladimir Putin visiterà Pechino
e Delhi. E’ evidente la non casualità del fatto che la Cina e l’India si
trovino nello stesso itinerario di Putin: queste visite avvengono
contestualmente, non solo per una ragione geografica, ma anche, più in
generale, politica.
Parlando della partnership strategica con gli USA e la Germania, con la Cina e
con l’India, con l’Ucraina e con la Bielorussia, ma anche con molti altri paesi
vicini e lontani, i politici russi tengono in considerazione obiettivi molto
concreti. La collaborazione con ciascuno di questi paesi, qualora si sia
riusciti ad impostarla su basi corrette, è indirizzata alla realizzazione degli
interessi nazionali della Russia, alla risoluzione di quei problemi, da cui
dipende il carattere pacifico e stabile della vita dei cittadini russi, dei
loro interessi economici e, cosa più importante, della sicurezza dell’esistenza
futura.
Nei rapporti con Washington, Mosca intende risolvere i più importanti problemi
della lotta contro il terrorismo, della stabilità mondiale e del disarmo
nucleare. Con i partner europei e orientali, le stesse questioni a una
dimensione più regionale, ma anche il problema di come fronteggiare la portata
delle conseguenze della politica imperiale, condotta da uno dei nostri alleati
strategici…
…Nelle relazioni della Russia con la Cina e l’India, la coincidenza o la
vicinanza degli interessi strategici si presentano più solide che con gli Stati
Uniti e, persino, con molti paesi europei vicini alla Russia. Ciò è legato alla
storia comune e alle attuali esigenze di pace dei tre paesi, Russia, India e
Cina. Nella coscienza dei russi, fin dai tempi sovietici, si conserva un
rapporto molto caldo verso i cinesi e gli indiani, nonostante i ripetuti tentativi
di alcuni politici di estirparlo; Russia, Cina e India, a differenza degli USA,
già da molto tempo (molto prima dell’11 settembre) devono fronteggiare e
combattere i fenomeni del terrorismo, dell’estremismo e del separatismo entro
le proprie frontiere (Cecenia,Tibet, Kashmir), e il semplice cittadino russo
conosce lo sviluppo economico di questi paesi, non attraverso gli schermi
televisivi, ma per la convenienza delle produzioni indiana e cinese,
sicuramente più accessibili alle sue tasche.
Anche per quanto riguarda una delle principali questioni del momento attuale –
la formazione di un nuovo ordine mondiale – gli approcci dei tre paesi sono
molto simili. Nessuno di essi pretende l’egemonia, sebbene possa rivendicarla,
in considerazione delle proprie risorse umane, economiche e militari. Mentre
gli USA si comportano da “cow-boys” nei rapporti con la Jugoslavia, la
Bielorussia, la Corea del Nord e l’Iraq, e pretendono di imporre i propri punti
di vista anche ad altri paesi, che definiscono alleati, Mosca, Pechino e Delhi
si muovono nella direzione opposta, senza aspirare alla realizzazione di
ambizioni imperiali.
Per quanto riguarda gli ambiti della collaborazione economica, anche in questo
caso, a Mosca risulta molto più facile riuscire ad intendersi con la Cina e con
l’India, piuttosto che con gli USA, che costruiscono i propri legami con gli
altri paesi sulla base del grado di lealtà alla loro politica. E’ sufficiente
ricordare la richiesta americana a Mosca di riflettere sulle prospettive della
collaborazione bilaterale in campo energetico sul territorio dell’ “Iraq
democratico, liberato dal dittatore” e sulla promessa di restituzione del
debito contratto “da parte del nuovo governo iracheno”. Gli americani danno
l’impressione di essere abbastanza cinici e piuttosto superficiali. Ma Mosca
può veramente prestare ascolto a simili promesse?
Negli ultimi anni si sono notati passi in avanti sul piano del rafforzamento
dei rapporti economico-commerciali tra la Cina e la Russia. Dopo l’inversione
di tendenza avvertita nel 1999, nel 2000-2001 si è raggiunto il più alto
livello di interscambio commerciale, mai registrato in tutta la storia delle
relazioni sovietico-cinesi e russo-cinesi. Nel 2001, la Russia è diventata
l’ottavo partner commerciale della Cina. La Repubblica Popolare Cinese è
interessata ad investire nello sviluppo della rete di telecomunicazioni della
Russia, ad organizzare reti di assemblaggio e a fornire produzioni nel settore
microelettronico e degli elettrodomestici. Al primo posto delle esportazioni
della Russia verso la Cina nel 2001 c’è la produzione di macchinari, che
rappresenta il 29% del totale (segue un lungo elenco di grandi accordi di
collaborazione economica e commerciale realizzati con la Cina e con l‘India, nota del
traduttore)…
…La collaborazione della Russia con la Cina e l’India nella sfera
tecnico-militare si può definire certamente non solo fruttuosa, ma piena di
prospettive. Come fanno notare gli esperti russi, negli anni in cui la Cina
progredisce sul piano tecnico-scientifico, le sue forze armate sembrano segnare
il passo. Esse non corrispondono al livello della moderna Cina. Per questa
ragione in Cina viene prestata maggiore attenzione allo sviluppo delle forze
armate. Naturalmente, in tale situazione deve essere instaurata la base
tecnico-scientifica dell’adeguamento e devono essere acquistati alcuni tipi di
armamento. In Russia si ritiene che, in questa situazione, la vendita alla Cina
di determinati modelli di moderni armamenti corrisponda agli interessi
nazionali.
Per quanto riguarda la cooperazione tecnico-militare con l’India, occorre far
notare che è in corso di realizzazione un “Programma di collaborazione
tecnico-militare”, della durata di 10 anni, firmato nel 2001. E’ significativo
che si passerà dalla consegna di tecnologie militari russe alla realizzazione
di produzioni congiunte. E’ un nuovo livello di collaborazione ad alta
tecnologia.
La questione della collaborazione militare della Russia con la Cina e l’India
non è assolutamente collegato alle problematiche dei rapporti politici con
l’Occidente…La Russia ha bisogno di sostenere la propria base produttiva, in
particolare la produzione militare. Abbiamo bisogno di mezzi. Uno degli
strumenti per ottenerli è il commercio della produzione di armamenti. Tenendo
conto del carattere amichevole delle relazioni con Cina e India, la Russia è
interessata alla vendita a questi paesi di armi moderne. Nello stesso tempo,
ciò avviene tenendo conto della necessità di non intaccare l’equilibrio del
potenziale militare della regione.
Traduzione dal russo
di Mauro
Gemma